Italia · n. 1940–2020 · Critic, Curator, Art Historian
Critico, curatore e storico dell’arte, nato a Genova nel 1940 e morto a Milano nel 2020. Nel settembre del 1967, non ancora laureato, intitola Arte povera una mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, e due mesi dopo ne scrive la teoria su Flash Art. Senior curator per l’arte contemporanea al Solomon R. Guggenheim Museum di New York dal 1989 al 2008, dirige la 47ª Biennale di Venezia nel 1997 e per venticinque anni guida la Fondazione Prada.
Si laurea a Genova con una tesi sul ruolo storico dell’opera di Piero Manzoni, ma la formazione vera la fa accanto a Eugenio Battisti, con cui nel 1963 apre il Museo Sperimentale e nella cui rivista Marcatré entra in redazione. Nel settembre del 1967 mette il termine arte povera nel titolo di una mostra alla Galleria La Bertesca, e in novembre, su Flash Art, gli dà una teoria con Arte povera. Appunti per una guerriglia: di qua un’arte complessa, di là un’arte povera, votata alla contingenza, all’evento, al non storico, al presente. Due anni dopo il libro Arte povera esce da Mazzotta e insieme, a Londra, da Studio Vista con un titolo che è già una domanda: Art Povera. Conceptual, Actual or Impossible Art? È il momento in cui un critico italiano di ventinove anni impone al mondo una categoria, e poi ci convive per mezzo secolo. Nel 1976, alla Biennale, Ambiente/Arte mette in fila le stanze d’artista da Balla in avanti: Hans Ulrich Obrist la chiama una delle mostre più importanti della storia del Novecento. Dal 1989 sta al Guggenheim di New York, dove porta l’arte italiana del dopoguerra con The Italian Metamorphosis, e dal 1995 alla Fondazione Prada, per la quale firmerà oltre quaranta progetti fino alla morte. Il suo metodo diventa la ricostruzione filologica: nel 2013, a Venezia, rimonta When Attitudes Become Form del 1969 di Szeemann dentro Ca’ Corner della Regina, misurando le stanze di Berna sul pavimento veneziano. Lavora sull’archivio come altri lavorano sulle opere, e il proprio lo tiene sotto casa. Muore a Milano il 29 aprile 2020; quattro mesi dopo la Biennale gli assegna un Leone d’Oro speciale alla memoria, insieme a Maurizio Calvesi, Okwui Enwezor e Vittorio Gregotti.
Ambiti: Arte Povera, Italian Avant-gardes, Grandi mostre storiche, Exhibition History, Editoria, Institution Building
Incarichi:
Redazione, Marcatré, Genova (dal 1963)
Fondatore, IDA – Information Documentation Archives, Genova (1970)
Contributing editor, Artforum (dal 1977)
Senior curator of contemporary art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (1989–2008)
Contributing editor, Interview, New York (dal 1991)
Direttore artistico, Fondazione Prada, Milano (1995–2014)
Co-direttore artistico, 1ª Biennale di Firenze (1996)
Direttore, 47ª Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia (1997)
Supervisore artistico, Genova capitale europea della cultura (2004)
Primo direttore scientifico, Fondazione Aldo Rossi (dal 2007)
Soprintendente artistico e scientifico, Fondazione Prada, Milano (2015–2020)
Project director, The Floating Piers di Christo e Jeanne-Claude (2016)
Istituzioni: Fondazione Prada, Biennale di Venezia, Solomon R. Guggenheim Museum
Mostre e pubblicazioni curate
1967 a cura di Arte povera - Im spazio, Galleria La Bertesca, Genova (Italia) (Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali, Emilio Prini, Umberto Bignardi, Mario Ceroli, Paolo Icaro, Renato Mambor, Eliseo Mattiacci, Cesare Tacchi). Dal 27 settembre al 20 ottobre, in due sezioni. La prima, Arte povera, riunisce Boetti, Fabro, Kounellis, Paolini, Pascali e Prini; la seconda, Im spazio, abbreviazione di immagine spazio, gli altri sei. Il termine che darà il nome a un movimento nasce qui come titolo, prima ancora che come teoria: quella arriverà in novembre su Flash Art.
1997 47ª Esposizione Internazionale d’Arte curata da 47ª Esposizione Internazionale d’Arte. Futuro, Presente, Passato, La Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Marina Abramović, Gerhard Richter, Cai Guo-Qiang). Cinquantotto paesi partecipanti. La mostra centrale, Futuro, Presente, Passato, fa incontrare tre generazioni di artisti lungo i trent’anni dal 1967 al 1997, cioè esattamente l’arco che si apre con la sua prima mostra. I Leoni d’Oro vanno a Marina Abramović e a Gerhard Richter.
2011 mostra curata, con Beatrice Merz, da Arte Povera International, Castello di Rivoli e altre sette sedi italiane, Rivoli, Torino (Italia) (Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio). Dal 9 ottobre 2011 al 19 febbraio 2012, un solo progetto disteso su otto sedi — Rivoli, Triennale di Milano, GAMeC di Bergamo, MAMbo di Bologna, Galleria Nazionale e MAXXI a Roma, Madre a Napoli, Teatro Margherita a Bari — per circa duecentocinquanta installazioni e quindicimila metri quadri. I tredici poveristi vi sono messi in dialogo con Acconci, Andre, Buren, LeWitt, Smithson, Warhol e altri: quarantaquattro anni dopo, Celant rilegge il proprio movimento dentro il contesto internazionale.
2018 mostra concepita e curata da Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943, Fondazione Prada, Milano (Italia) (Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Gino Severini, Mario Sironi, Adolfo Wildt). Dal 18 febbraio al 25 giugno: venticinque anni di arte italiana fra le due guerre ricostruiti attraverso le fotografie degli allestimenti dell’epoca, cioè rimettendo le opere nelle stanze, nelle case e nelle mostre in cui furono viste la prima volta. È il suo metodo filologico portato al limite, e la sua ultima grande mostra.