Gilberto Zorio lascia che acido, sale e calore continuino a reagire dentro crogioli e alambicchi dopo l'allestimento, così la scultura resta un processo chimico in corso invece di un oggetto concluso. Il suo lavoro usa materiali che reagiscono nel tempo, come terracotta, piombo, zolfo, fili incandescenti e tubi di luce, spesso dentro bacinelle che restano attive dopo la mostra. Ricorrono forme legate a tensione ed energia, come la stella a cinque punte, il giavellotto e la canoa, che restano in equilibrio instabile invece di trovare una posa definitiva; negli anni 80 applica lo stesso principio di trasformazione al linguaggio scritto nella serie Per purificare le parole.
Nato il 21 settembre 1944 ad Andorno Micca, in provincia di Biella, Zorio si forma all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino tra il 1963 e il 1970, passando dalla pittura alla scultura. Nel 1967 tiene la prima personale di opere tridimensionali alla Galleria Sperone di Torino ed entra, tra il 1967 e il 1968, nelle mostre fondative dell'Arte Povera curate da Germano Celant, tra cui Arte Povera + Azioni Povere ad Amalfi. Nel 1969 presenta la prima personale parigina alla Galleria Ileana Sonnabend ed è incluso tra i Nine Young Artists ai Theodoron Awards del Guggenheim Museum di New York. Espone alla Biennale di Venezia nel 1978, 1980, 1986 (con sala personale), 1995, 1997 e 2013, e a documenta 9 di Kassel nel 1992.
Nasce il 21 settembre ad Andorno Micca, in provincia di Biella.
Studia pittura e poi scultura a Torino.
Espone per la prima volta opere tridimensionali alla Galleria Sperone di Torino.
Partecipa alle mostre curate da Germano Celant che definiscono il movimento, tra cui ad Amalfi.
Tiene la prima personale parigina alla Galleria Ileana Sonnabend ed è incluso nei Theodoron Awards del Guggenheim Museum.
Partecipa a più edizioni della Biennale, con una sala personale nel 1986.
Tiene una mostra personale al Musée National d'Art Moderne di Parigi.
Partecipa a documenta 9 a Kassel.
Sviluppa una serie che applica il principio di trasformazione al linguaggio scritto.
È incluso nella rassegna a cura di Germano Celant in diverse città italiane, con tappa al MAXXI di Roma.
Partecipa alla 55a Biennale di Venezia nel Padiglione di Cuba, insieme ad altri artisti.
Mostra personale al Musée National d'Art Moderne.
Mostra personale alla sede Dia di Chelsea.
Partecipa a Omaggio all'Arte Povera nell'ambito della grande rassegna curata da Germano Celant.
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