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Jannis Kounellis

Jannis Kounellis
Il Pireo, Grecia, 1936 – 2017
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Si può continuare a dipingere smettendo di usare il colore?

Arrivato a Roma il primo gennaio 1956, Kounellis esordisce con una pittura di segni: acrilico nero steso su tela bianca a comporre lettere, numeri e frecce prelevati dalla segnaletica urbana. La prima personale, L’alfabeto di Kounellis, si tiene alla Galleria La Tartaruga nel giugno 1960, procurata dal suo maestro Toti Scialoja. Il passaggio decisivo avviene nel 1967, quando la superficie dipinta cede il posto alla materia reale: la Margherita di fuoco, fiore di metallo attraversato da una fiamma a gas, e la prima carboniera, struttura di ferro colma di carbone. Nello stesso anno Germano Celant lo include in Arte Povera — Im Spazio: da quel momento ferro, carbone, fuoco, lana, juta, terra e caffè diventano il vocabolario stabile del lavoro.

Il lavoro si costruisce come teatro: l’opera è una scena che richiede presenza, durata e corpo. Nel 1969 alla Galleria L’Attico di Roma installa dodici cavalli vivi, e nello stesso periodo introduce uccelli e fiamme a gas. Nel 1970 il pianista Frederic Rzewski esegue il Va’ pensiero verdiano all’interno dell’opera; nel 1971 e nel 1973 la scena è affidata a flautisti, con frammenti mozartiani. Dal 1968 al 1982 collabora ripetutamente con il regista Carlo Quartucci. La lastra di ferro, con gli oggetti che trattiene o mura, funziona come soglia fra pittura e spazio reale: frammento superstite di un ordine perduto, che Kounellis riconduce tanto alla scultura equestre classica quanto alle pratiche dadaiste del Cabaret Voltaire.

FRAMMENTOIl pezzo come rovina di un tutto perduto
MATERIAFerro e carbone impiegati come lingua pittorica
TEATROL’opera è scena, durata e azione
FUOCOFiamme a gas e combustione dentro l’opera
MEDITERRANEOGrecità e Roma come radice doppia

Contesto della ricerca

Quando emerge
Anni 60 – 2017
Formazione
1955 ·Accademia di Belle Arti di Atene, Atene, con Yannis Moralisdal 1956 ·Accademia di Belle Arti di Roma, Roma, con Franco Gentilini e Toti Scialoja1993–2001 ·Kunstakademie Düsseldorf, Düsseldorf, professore di pittura
Temi
Arte PoveraMateriaTeatroFrammentoFuocoAnimali viviJuta
Linguaggi & media
InstallazioneSculturaPitturaPerformanceFerro e carbone
Artisti correlati
Toti Scialoja ·suo maestro all’Accademia: lo introduce all’espressionismo astratto e gli procura la prima personale nel 1960
Art Figures
Germano Celant ·dal 1967 al 2019: lo include nella mostra fondativa dell’Arte Povera e ne cura la retrospettiva postuma alla Fondazione PradaBruno Corà ·dall’intervista del 1980 alla personale della Fondazione Arnaldo Pomodoro nel 2006 e a On Fire nel 2022
Art Spaces
Sprovieri ·RappresentanzaGalleria Continua ·Rappresentanza

Cronologia della ricerca

1956–1966L’alfabeto sul muro

Una pittura di segni: acrilico nero steso su tela bianca a comporre lettere, numeri e frecce prelevati dalla segnaletica urbana.

1967–1972Materia viva

La superficie dipinta cede il posto alla materia reale: la Margherita di fuoco, fiore di metallo attraversato da una fiamma a gas, e la prima carboniera, struttura di ferro colma di carbone; poi dodici cavalli vivi, uccelli, fiamme e musica eseguita dal vivo introducono durata, imprevedibilità e rischio.

1973–1990Il teatro delle rovine

Il Premio Pino Pascali e le personali di Parigi, Eindhoven, Londra, Baden-Baden, Bordeaux, Chicago e Castello di Rivoli.

1991–2017Magistero e monumento

La lastra di ferro, con gli oggetti che trattiene o mura, funziona come soglia fra pittura e spazio reale, frammento superstite di un ordine perduto; l'insegnamento, dal 1993 al 2001, trasmette a una generazione il metodo del frammento.

Mostre, formazione e collezioni

1956Accademia di Belle Arti di Roma

Iscritto subito dopo l’arrivo in città; docenti Franco Gentilini e Toti Scialoja.

1960L’alfabeto di Kounellis

Galleria La Tartaruga, Roma, giugno: prima personale, presentazione di Mario Diacono.

1969Senza titolo, dodici cavalli vivi

Galleria L’Attico, Roma: l’opera più nota, momento fondativo dell’Arte Povera.

1978Premio Pino Pascali

V edizione.

1988Retrospettiva al Castello di Rivoli

Torino; il museo conserva anche opere in collezione permanente.

2019Jannis Kounellis

Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, Venezia, 11 maggio – 24 novembre, a cura di Germano Celant.

FONTI VERIFICATETreccani, Dizionario Biografico degli Italiani · Accademia di Belle Arti di Roma · Fondazione Prada · Castello di Rivoli · Archivio Kounellis · Fondazione Arnaldo Pomodoro

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