Giulio Paolini fa partire ogni opera dal proprio gesto di esecuzione, così che il quadro certifichi se stesso invece di rappresentare un soggetto esterno. Nel 1960 realizza Disegno geometrico, una tela bianca squadrata a inchiostro: il gesto che inaugura l'opera è anche ciò che la certifica, principio che resta costante in tutto il suo lavoro. In Giovane che guarda Lorenzo Lotto (1967) introduce lo spettatore dentro il quadro stesso; in Mimesi (1975-76) pone uno di fronte all'altro due calchi in gesso identici della stessa statua, rendendo indistinguibili copia e originale e trasformando la storia dell'arte in materiale diretto di lavoro, più che in riferimento esterno.
Nasce a Genova il 5 novembre 1940 e cresce tra Bergamo e Torino, dove la famiglia si trasferisce nel 1952. Si diploma in grafica nel 1959 all'Istituto Tecnico Industriale Statale per le Arti Grafiche e Fotografiche di Torino, formazione tecnica di livello secondario dopo la quale non frequenta accademie, costruendo in autonomia il proprio linguaggio tra riviste d'arte e visite ai musei. Partecipa nel 1961 al Premio Lissone, prima mostra collettiva, e nel 1964 tiene la prima personale alla Galleria La Salita di Roma, diretta da Gian Tommaso Liverani. Tra il 1967 e il 1972 è incluso nelle mostre sull'Arte Povera curate da Germano Celant, pur restando distante dal clima vitalistico del movimento; il mercante torinese Luciano Pistoi e poi la galleria Sonnabend di New York portano il suo lavoro oltre i confini italiani. Negli anni ottanta e novanta affianca alla produzione visiva la scrittura, con Idem (1975, prefazione di Italo Calvino) e la trilogia Lezione di pittura, Black out, Giro di boa, e firma scenografie per il teatro e per opere di Wagner, tra cui la Walküre al Teatro San Carlo di Napoli (2005), premiata con il Franco Abbiati 2006. Retrospettive ad Amsterdam, Stoccarda, Roma e, nel 2003, alla Fondazione Prada di Milano accompagnano una ricerca che nel 2022 riceve il Praemium Imperiale per la pittura.
Si diploma in grafica all'Istituto Tecnico Industriale Statale per le Arti Grafiche e Fotografiche, scuola di livello secondario.
Realizza l'opera d'esordio, partecipa al Premio Lissone nel 1961 e tiene la prima personale alla Salita nel 1964.
Partecipa alle mostre curate da Germano Celant, mantenendo una posizione distinta all'interno del movimento.
Pubblica il primo libro di testi e realizza i due calchi identici posti l'uno di fronte all'altro.
Antologiche allo Stedelijk di Amsterdam, alla Staatsgalerie di Stoccarda, alla GNAM di Roma e alla Fondazione Prada di Milano.
Riceve il premio per la pittura della Japan Art Association.
Prima grande retrospettiva europea.
Antologica alla GNAM.
Ampia retrospettiva curata dalla fondazione.
Mostra antologica nel Regno Unito.
Antologica nel museo piemontese di arte contemporanea.
Assegnato per le scene della Walküre di Wagner al Teatro San Carlo di Napoli (stagione 2004-2005).
Riconoscimento internazionale della Japan Art Association.
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