Mario Merz nasce a Milano nel 1925 e cresce a Torino. Arrestato nel 1945 per attività nel movimento antifascista Giustizia e Libertà, inizia a disegnare durante la prigionia alle Carceri Nuove di Torino; dopo il rilascio si dedica interamente alla pittura, restando sostanzialmente autodidatta.
Dalla metà degli anni Sessanta perfora oggetti quotidiani, un ombrello, una bottiglia, un impermeabile, con tubi al neon accesi, trattando la luce come una forza che anima la materia inerte. Nel 1968 realizza il primo Igloo, Igloo di Giap: una struttura semisferica in ferro e rete metallica ricoperta di materiali diversi, spesso sormontata da scritte al neon, che diventa la sua forma più riconoscibile. Partecipa alle mostre fondative dell'Arte Povera a Bologna e ad Amalfi nello stesso anno; il termine era stato coniato l'anno prima dal critico Germano Celant.
Tra il 1969 e il 1970 adotta la sequenza di Fibonacci come principio di crescita universale, scrivendola in neon su rampe di musei, sulla Mole Antonelliana, su figure di animali e su pile di giornali. Dal 1973 introduce i tavoli, spesso disposti a spirale secondo la sequenza numerica. Partecipa più volte alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel; nel 1989 il Solomon R. Guggenheim Museum di New York gli dedica una grande mostra. Sposato con Marisa Merz, anche lei figura centrale dell'Arte Povera, riceve il Praemium Imperiale nel 2003, poche settimane prima di morire a Milano.
Arresto e prigionia nel 1945, esordio come disegnatore autodidatta, prima personale alla Galleria La Bussola nel 1954.
Impermeabile nel 1966; Igloo di Giap nel 1968; mostre fondative dell'Arte Povera a Bologna e Amalfi nel 1968; When Attitudes Become Form a Berna nel 1969.
Adozione della sequenza di Fibonacci tra il 1969 e il 1970; introduzione dei tavoli dal 1973; Biennale di Venezia e Documenta di Kassel in più edizioni; retrospettiva al Guggenheim di New York nel 1989.
Installazioni permanenti al Castello di Rivoli e al MAXXI; Praemium Imperiale nel 2003, poche settimane prima della morte.
Partecipazione alle prime mostre collettive del movimento
Partecipazione a entrambe le rassegne
Mostra monumentale
Retrospettiva postuma
Città di Kassel
Japan Art Association, Tokyo
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