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Marisa Merz

Marisa Merz
Torino, Italia, 1926 – 2019
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa succede quando l’opera nasce in cucina invece che in studio?

Marisa Merz è stata l’unica protagonista femminile dell’Arte Povera, movimento che nella seconda metà degli anni Sessanta rifiutava la ricchezza materiale dell’Italia del dopoguerra a favore di materiali poveri e non proclamava alcun credo stilistico se non la negazione dei codici esistenti. La sua ricerca nasce dentro lo spazio domestico: le prime Living Sculptures in alluminio del 1966 vengono realizzate e appese al soffitto della cucina dell’appartamento torinese condiviso con Mario Merz. Per quarant’anni ha prodotto forme che sfuggono a una facile categorizzazione, e l’associazione piena all’Arte Povera le è stata riconosciuta con ritardo, soprattutto a partire dagli anni Ottanta. Il suo è un linguaggio segnico scandito sui saperi antichi delle donne, fondato su tecniche artigianali come il cucito e l’intreccio.

La seconda direttrice è quella della soglia fra visibile e invisibile e della figura come apparizione. Dalla metà degli anni Settanta avvia la serie delle piccole Teste in argilla cruda, cera, stagno e piombo, talvolta dorate o coperte di pigmenti luminosi, che accompagneranno tutta l’opera successiva. Nel motivare il Leone d’Oro alla carriera, Massimiliano Gioni ha scritto che dagli anni Sessanta Merz è stata una voce singolare nell’arte contemporanea, e che le sue pitture epifaniche, come coltivate in anni di solitudine, invitano a guardare il mondo a occhi chiusi — riferimento diretto al titolo della sua mostra del 1975. Silenzio, poesia e ricerca della fragilità restano le sue coordinate, insieme alla tensione per la rivelazione dell’invisibile.

DOMESTICOL’appartamento torinese come primo luogo dell’opera
MAGLIAIl rame e il nylon lavorati a ferri
TESTEPiccole figure in argilla cruda e cera
INVISIBILETensione verso la rivelazione di ciò che non si vede
SILENZIORiservatezza, lentezza, fragilità come metodo

Contesto della ricerca

Quando emerge
Anni 60 – 2019
Formazione
Nessuna formazione accademica documentata, artista autodidatta
Temi
Arte PoveraSaperi femminiliScultura domesticaDisegnoRame lavorato a magliaTeste
Linguaggi & media
SculturaDisegnoInstallazioneTessilePitturaArgilla cruda
Artisti correlati
Art Figures
Chiara Bertola ·cura la mostra alla Fondazione Merz nel 2012 e co-cura la retrospettiva del centenario alla GAM di TorinoMassimiliano Gioni ·propone e motiva il Leone d’Oro alla carriera alla 55ª Biennale di Venezia, 2013Connie Butler e Ian Alteveer ·co-curatori di The Sky Is a Great Space, Met Breuer e Hammer Museum, 2017

Cronologia della ricerca

1966–1970Nascita nello spazio domestico

Le prime Living Sculptures in alluminio, del 1966, vengono realizzate e appese al soffitto della cucina di casa: lo spazio domestico diventa il luogo dell'opera, e maglia, cucito e intreccio si fanno linguaggio scultoreo.

1972–1980Rame, sale e Biennali

Le Biennali del 1972 e 1976, Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti all’Attico e L’età del rame da Salvatore Ala.

1982–1992Riconoscimento internazionale

Prosegue la serie delle piccole Teste in argilla cruda, cera, stagno e piombo, talvolta dorate o coperte di pigmenti luminosi: figure come apparizioni, sulla soglia fra visibile e invisibile.

2001–2019Consacrazione e retrospettive

Silenzio, poesia e ricerca della fragilità restano le coordinate del lavoro, insieme alla tensione per la rivelazione dell'invisibile.

Mostre, formazione e collezioni

1967Prima mostra personale

Galleria Sperone, Torino, inaugurazione del 30 giugno 1967.

1975Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti

Galleria L’Attico, Roma, 21 marzo: il titolo sarà ripreso nella motivazione del Leone d’Oro.

1982Documenta 7

Kassel, 19 giugno; torna a Documenta IX nel 1992.

2013Leone d’Oro alla carriera

55ª Biennale di Venezia, 1° giugno, insieme a Maria Lassnig, su proposta di Massimiliano Gioni.

2017The Sky Is a Great Space

Met Breuer, New York, 24 gennaio – 7 maggio, poi Hammer Museum: prima retrospettiva statunitense.

2025Ascoltare lo spazio

Kunstmuseum Bern, 31 gennaio – 17 agosto 2025, a cura di Livia Wermuth.

FONTI VERIFICATEFondazione Merz · La Biennale di Venezia · The Metropolitan Museum of Art · Hammer Museum · Castello di Rivoli · Kunstmuseum Bern · Tate · Treccani

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