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Filippo de Pisis

Filippo de Pisis
Ferrara, Italia, 1896 - Milano, 1956
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché dipingere fiori, pesci e scorci di città come fossero pagine di un diario?

De Pisis trasforma la pittura in un diario: dipinge vasi di fiori, teste di pesce e scorci di città come se fossero pagine quotidiane, e negli ultimi anni scrive sul recto delle tele, insieme alla firma, le iniziali del luogo di cura in cui lavora. Eredita da Giorgio de Chirico il repertorio della pittura metafisica, ma lo scioglie in una materia grassa e luminosa, lontana dal gelo delle piazze d'Italia: la posa enigmatica diventa annotazione intima, quasi affettuosa, di un oggetto umile guardato una volta e poi lasciato andare.

Nasce a Ferrara l'11 maggio 1896 in una famiglia nobiliare, cresce con precettori privati e si laurea in lettere a Bologna nel 1920, lo stesso anno in cui tiene a Roma una prima personale poco fortunata. Nel 1925 si trasferisce a Parigi, dove resta per circa quattordici anni e dove, presentato da Giorgio de Chirico, fonda con lui, Alberto Savinio, Massimo Campigli e Mario Tozzi il gruppo degli Italiani di Parigi. Dipinge in questi anni Natura morta con scampi (1926) e, di ritorno in Italia, Gladiolo fulminato (1930). Espone alla Biennale di Venezia dal 1926, con sale personali nel 1932 e nel 1948, vive un periodo a Londra negli anni Trenta e nel 1939 si stabilisce a Milano, rifugiandosi a Venezia durante i bombardamenti della guerra. Nel 1949, dopo una diagnosi di arteriosclerosi, entra nella clinica Villa Fiorita di Brugherio, dove continua a dipingere fino al 1954. Muore a Milano il 2 aprile 1956; la Biennale di Venezia gli dedica, lo stesso anno, una retrospettiva postuma con sessantacinque dipinti realizzati fra il 1916 e il 1950.

Natura morta come diarioDipinge vasi di fiori, pesci e oggetti di cucina come pagine quotidiane, spesso firmate con le iniziali del luogo in cui lavora.
Metafisica resa intimaEredita da Giorgio de Chirico piazze e manichini della pittura metafisica, ma li scioglie in una materia calda e personale.
Scorci urbani come nature morteTratta un angolo di Parigi, Londra o Venezia con lo stesso sguardo riservato a un vaso di fiori sul tavolo.
Pittore e scrittoreAccompagna la pittura con poesie e diari, lasciando un vasto corpus di disegni dedicati alla figura maschile.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Metà anni 1920 · dalla prima personale a Parigi presentata da de Chirico alla nascita del gruppo degli Italiani di Parigi
Temi
Pittura metafisicaNatura mortaVedute urbaneItaliani di ParigiNovecento italiano
Linguaggi & media
PitturaDisegnoScrittura
Art Figures
Giorgio de Chirico · Gli presenta nel 1926 la prima personale parigina e lo introduce al linguaggio della pittura metafisica.Carlo Carrà · Presenta la sua personale alla Saletta Lidel di Milano nel 1926.Alberto Savinio · Cofonda con lui a Parigi il gruppo degli Italiani di Parigi.Giuseppe Raimondi · Scrittore con cui intrattiene per decenni una corrispondenza oggi conservata nell'Archivio Raimondi dell'Università di Bologna.
Art Spaces
Galerie au Sacre du Printemps, ParigiGalleria del Milione, MilanoZwemmer Gallery, LondraGalleria del Cavallino, Venezia
Collezioni
GAMC - Museo Filippo de Pisis, FerraraPinacoteca di Brera, MilanoPinacoteca Civica, ForlìGalleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma

Cronologia della ricerca

1896-1924Ferrara, Bologna e i primi passi di scrittore

Nasce a Ferrara nel 1896 e cresce in una famiglia nobiliare con precettori privati; qui conosce Giorgio de Chirico e Alberto Savinio. Si laurea in lettere a Bologna nel 1920 e pubblica, fra il 1916 e il 1920, le raccolte I canti della Croara e Il signor Luigi B.. Nello stesso 1920 tiene a Roma la sua prima mostra personale, accolta con scarso successo.

1925-1939Parigi e gli Italiani di Parigi

Nel 1925 si trasferisce a Parigi, dove resta per circa quattordici anni. De Chirico gli presenta la prima personale parigina nel 1926, anno in cui dipinge Natura morta con scampi e fonda con de Chirico, Savinio, Campigli e Tozzi il gruppo degli Italiani di Parigi. Nel 1930 dipinge Gladiolo fulminato e nel 1935 vive un periodo a Londra. Nel 1939 ottiene il secondo posto al I Premio Bergamo con La chiesa di Cortina.

1940-1948Milano, Venezia e la guerra

Nel 1939 si stabilisce a Milano, ma durante i bombardamenti della guerra si rifugia a Venezia, dove apre uno studio a San Barnaba. Continua a esporre alla Biennale di Venezia, dove nel 1948 ottiene una nuova sala personale.

1949-1956Villa Fiorita e il diario finale

Nel 1949, dopo una diagnosi di arteriosclerosi, entra nella clinica Villa Fiorita di Brugherio, dove firma le tele anche con le iniziali «V.F.» e continua a dipingere, fra gli altri, La rosa nella bottiglia (1950) e Natura morta marina con la penna (1953), fino a smettere nel 1954. Muore a Milano il 2 aprile 1956; la Biennale di Venezia gli dedica lo stesso anno una retrospettiva postuma con sessantacinque dipinti.

Passaggi istituzionali

1926Biennale di Venezia

Prima partecipazione, con opere presentate nell'ambito della pittura metafisica.

1935II Quadriennale, Roma

Espone diciannove dipinti nella rassegna nazionale.

1939Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma

Dona dodici dipinti alle collezioni del museo.

1956Biennale di Venezia

Retrospettiva postuma con sessantacinque dipinti realizzati fra il 1916 e il 1950.

Premi e riconoscimenti

1939Secondo posto, I Premio Bergamo

Riconoscimento per La chiesa di Cortina, premio dedicato alla pittura italiana contemporanea.

FONTI VERIFICATEhttps://bbcc.regione.emilia-romagna.it/samira/api/print/card/182520 [catalogo regionale dei beni culturali, fonte pubblica] - iscrizione «V.F.» sulle tele tarde, luoghi di lavoro, diario pittorico (accesso 2026-10-26) · https://ricerca.sns.it/retrieve/ab9ee3ad-a179-4134-97b1-a714561ad533/Tibertelli_Luigi_Filippo_detto_Filippo_d.pdf [Scuola Normale Superiore, fonte accademica] - nascita, morte, formazione, città di residenza, mostre (accesso 2026-10-26) · https://en.wikipedia.org/wiki/Filippo_De_Pisis [enciclopedia generalista] - date e luoghi, formazione universitaria, trasferimento a Villa Fiorita (accesso 2026-10-26) · https://www.finestresullarte.info/arte-base/filippo-de-pisis-metafisica-vita-opere-stile [rivista d'arte] - opere, tecnica pittorica, mostre, Premio Bergamo (accesso 2026-10-26) · https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/de-pisis-la-poesia-dellattimo/ [rivista d'arte, mostra istituzionale al PAC di Ferrara] - diario per immagini, Archivio Raimondi (accesso 2026-10-26) · https://pinacotecabrera.org/en/?p=1230 [museo, Pinacoteca di Brera] - ricovero a Villa Fiorita, cessazione dell'attività nel 1954 (accesso 2026-10-26). Nota redazionale interna: sull'anno esatto dell'ingresso in clinica le fonti indicano 1948 (diagnosi) o 1949 (trasferimento effettivo); qui si riporta il 1949 come anno del trasferimento, più coerente con la cronologia complessiva. Sulla formazione: l'unico titolo conseguito è una laurea in lettere, non artistica, e non risulta alcuna accademia o istituto d'arte frequentato; la sezione Formazione è quindi correttamente omessa dalla scheda pubblica.

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