Gerhard Richter costruisce, insieme ai propri quadri, un catalogo numerato che tratta come un'opera a parte: cancellare un dipinto dall'elenco, o distruggerlo prima che riceva un numero, equivale per lui a decidere che non è mai esistito. Dai primi anni 60 dipinge da fotografie di famiglia e ritagli di giornale, poi passa un pennello o un panno sulla superficie ancora bagnata per disperdere il contorno netto dell'immagine appena fissata con precisione fotografica. Dalla metà degli anni 80 introduce una grande spatola, il Rakel, costruita su misura, con cui tira strati di colore già stesi creando superfici che nessun pennello potrebbe produrre e che lui stesso non controlla fino in fondo, accettando solo una parte dei risultati nel proprio corpus dichiarato. Nel 2011 fa dividere al computer un suo quadro astratto del 1990 fino a 8.190 strisce verticali, alcune spesse meno di un decimo di millimetro, e le fa rispecchiare in sequenza per generare nuove composizioni stampate.
Nato a Dresda nel 1932, Gerhard Richter cresce nella Germania orientale, dove si forma come pittore di insegne e scenografie prima di essere ammesso, nel 1951, all'Accademia di Belle Arti di Dresda (allievo di Karl von Appen e Heinz Lohmar, master trainee dal 1957). Fugge a Ovest nel 1961, poco prima della costruzione del Muro, e si iscrive alla Kunstakademie di Düsseldorf sotto Karl Otto Götz, dove incontra Sigmar Polke e Konrad Lueg (poi gallerista come Konrad Fischer): insieme lanciano nel 1963 il Realismo capitalista, che innesta sulla pittura immagini tratte da fotografie di famiglia, ritagli di giornale e pubblicità. Da allora costruisce l'Atlas, un archivio in continua crescita di fotografie e ritagli ordinati in pannelli numerati, che funziona da riserva di immagini per decenni di lavoro e che lui stesso considera opera autonoma. Nel 1988 completa il ciclo 18 ottobre 1977 sulle morti in carcere dei membri della Rote Armee Fraktion, nel 2007 firma la vetrata del Duomo di Colonia a quadrati di colore disposti con un generatore di numeri casuali e nel 2014 realizza Birkenau, basato su fotografie clandestine di un Sonderkommando di Auschwitz. Dal 2020 dichiara di aver smesso di dipingere grandi tele per motivi di età e salute, continuando a lavorare su carta; resta attivo con mostre internazionali, tra cui la grande retrospettiva alla Fondation Louis Vuitton di Parigi nel 2025.
Nasce a Dresda il 9 febbraio, nella Germania ancora prebellica.
Studia pittura murale e viene formato nello stile del realismo socialista della DDR.
Lascia la Germania orientale poche settimane prima della costruzione del Muro e si iscrive alla Kunstakademie Düsseldorf.
Con Polke e Lueg espone opere basate su immagini pubblicitarie e fotografiche in un negozio vuoto di Düsseldorf.
Espone per la prima volta alla Galerie Schmela di Düsseldorf.
Completa il ciclo di quindici quadri sulle morti in carcere dei membri della RAF.
Riceve il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia, condiviso con Marina Abramović, e il Praemium Imperiale.
Firma la grande vetrata della cattedrale, composta da oltre 11.000 quadrati di vetro colorato disposti in parte per caso.
Realizza un ciclo di quattro quadri a partire da fotografie clandestine scattate ad Auschwitz-Birkenau.
La Fondation Louis Vuitton gli dedica un'ampia retrospettiva.
Prima grande retrospettiva della sua opera.
Importante retrospettiva britannica.
Ampia retrospettiva che consolida la sua fama internazionale.
Nasce l'archivio dedicato alla documentazione della sua opera.
Mostra dedicata ai suoi disegni e opere su carta.
Grande retrospettiva monografica.
Riconoscimento austriaco per l'insieme della sua opera pittorica.
Premio tedesco assegnato annualmente a un artista di rilievo internazionale.
Riconoscimento israeliano per il contributo alla pittura contemporanea.
Premio statunitense per il contributo alle arti visive.
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