Nasce a Torino il 16 dicembre 1940, da una famiglia borghese: il padre avvocato, la madre violinista. Lascia gli studi di Economia e Commercio all'Università di Torino per dedicarsi all'arte da autodidatta. A Parigi, poco più che ventenne, frequenta la tecnica dell'incisione nell'atelier del pittore Johnny Friedlaender, un'esperienza pratica che resta estranea alle accademie.
Nel 1967 tiene la prima personale alla Galleria Christian Stein di Torino e partecipa alla mostra genovese alla Bertesca che porta Germano Celant a coniare il termine Arte Povera. Nello stesso periodo realizza Lampada annuale e Catasta. Nel 1968 avvia I Gemelli, il doppio autoritratto che anticipa la scissione d'autore del decennio successivo.
Nel 1971 viaggia per la prima volta a Kabul, dove apre con Gholam Dastaghir il One Hotel e commissiona la prima Mappa ricamata. Affida a famiglie di ricamatrici afghane l'esecuzione e, spesso, la scelta dei colori: la serie, portata avanti fino al 1994, registra i cambi di bandiera e di confine, dal Sinai alla dissoluzione della Jugoslavia.
Nel 1972 si trasferisce a Roma, si allontana dall'Arte Povera e comincia a firmare Alighiero e Boetti. Nel 1973 tiene la prima personale newyorchese alla John Weber Gallery. Dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979 la produzione delle Mappe si interrompe e riprende, dal 1984, con le ricamatrici rifugiate a Peshawar, in Pakistan.
Nel 1977 realizza Classificazione dei mille fiumi più lunghi del mondo e negli anni Ottanta sviluppa gli arazzi a lettere, tra cui Ordine e Disordine. Nel 1978 Jean-Christophe Ammann gli dedica un'antologica alla Kunsthalle di Basilea. Diagnosticato un tumore nel 1993, muore nella propria abitazione romana il 24 aprile 1994, a 53 anni.
Nasce a Torino, lascia Economia e Commercio, studia incisione a Parigi nell'atelier di Johnny Friedlaender.
Prima personale a Torino, presenza alla mostra genovese che origina il termine Arte Povera, avvio del doppio autoritratto.
Apre il One Hotel, commissiona le prime Mappe ricamate, la produzione si interrompe con l'invasione sovietica.
Si trasferisce a Roma, adotta la doppia firma, riprende le Mappe a Peshawar fino alla morte.
Realizza la classificazione dei fiumi e sviluppa gli arazzi a lettere come Ordine e Disordine.
Partecipazione alla mostra curata da Harald Szeemann, riferimento per la critica concettuale internazionale.
Prima grande retrospettiva istituzionale, curata da Jean-Christophe Ammann.
Prima grande mostra istituzionale italiana dopo la morte dell'artista.
Retrospettiva itinerante che porta Mappe e arazzi nei principali musei anglo-americani.
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