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Pino Pascali

Pino Pascali
Bari, Italia, 1935 – 1968
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Quanto pesa un mare largo trentadue metri quadri?

La ricerca di Pascali si fonda su una radicale operazione di finzione: le sue opere sono, per definizione della Fondazione che ne conserva il lascito, «false sculture», realizzate con materiali fragili ed effimeri — tela, legno, lana d’acciaio, pelo acrilico, paglia, raffia. Le forme appaiono monumentali e archetipiche, ma sono gusci vuoti, superfici centinate che simulano la massa senza possederla. Questo scarto deriva dalla sua formazione di scenografo all’Accademia di Belle Arti di Roma e dal lavoro quotidiano per la televisione e la pubblicità, mai interrotto fino al 1968. La finzione non è un limite dichiarato con ironia difensiva: è il metodo con cui interroga la credibilità stessa dell’immagine scultorea.

Il repertorio attinge a due bacini tenuti in tensione. Da un lato le forme primarie e mitiche della cultura mediterranea — la Grande Madre, il Mare, la Terra, i Campi, gli attrezzi e i riti agricoli — restituite con la concisione strutturale del romanico pugliese e del bestiario medievale. Dall’altro le forme infantili del gioco e dell’avventura: animali della preistoria, dello zoo e del mare, giocattoli di guerra, il mondo di Tarzan, bruchi e bachi, travestimenti. Nel biennio 1967–68 questa doppia matrice si traduce in un’operazione di misurazione e ricostruzione della natura, con opere che dichiarano la propria quantità già nel titolo: 32 mq di mare circa, 1 mc di terra, 9 mq di pozzanghere. È una risposta critica, italiana e meridionale, alla Pop Art e alla Minimal Art americane, che precorre l’Arte Povera.

FINZIONESculture cave che simulano massa e monumentalità
MEDITERRANEOMare, terra, campi, riti agricoli, Grande Madre
GIOCOAnimali, giocattoli di guerra, travestimenti, avventura
MISURAMetri quadri e cubi dichiarati nei titoli
AMBIENTELa mostra concepita come installazione totale

Contesto della ricerca

Quando emerge
Anni 60 – 1968
Formazione
Liceo artistico, Napoli, maturità artistica1956–59 ·Accademia di Belle Arti di Roma, Roma, scenografia, con Toti Scialoja e Peppino Piccolo; diploma con il massimo dei votidal 1958 ·Scenografia per RAI, Lodolofilm e Studio Saraceni, attività professionale parallela, fino al 1968
Temi
Arte PoveraScenografiaMito mediterraneoAmbienteFalse scultureTele centinatePelo acrilico
Linguaggi & media
SculturaInstallazioneFotografiaPerformance
Artisti correlati
Art Figures
Fabio Sargentini ·il gallerista e mentore: dall’Attico nel 1966 e 1968 fino alle mostre postume del 1991, 2000, 2012 e 2013Maurizio Calvesi ·presenta Fuoco Immagine Acqua Terra nel 1967 e ne fissa la collocazione storiografica per oltre un decennioCesare Vivaldi ·firma la presentazione in catalogo della personale del 1965 a La Tartaruga

Cronologia della ricerca

1956–1964Scenografia e apprendistato

Le prime collettive romane, le scenografie per il Festival dei Due Mondi e l’avvio della collaborazione con la Lodolofilm.

1965–1966Finte sculture e Armi

I Pezzi anatomici, le Armi e Il mare danno corpo alla finta scultura: gusci vuoti di tela centinata, legno e materiali effimeri che simulano la massa monumentale senza possederla.

1967Elementi naturali e ambiente

32 mq di mare circa, 1 e 2 mc di terra, 9 mq di pozzanghere; Fuoco Immagine Acqua Terra, Foligno, la Bertesca, Parigi e San Paolo.

1968Ricostruzione della natura

I Bachi da setola proseguono l'operazione di misurazione e ricostruzione della natura avviata con opere che dichiarano la propria quantità già nel titolo, come 32 mq di mare circa, 1 mc di terra e 9 mq di pozzanghere.

Mostre, formazione e collezioni

1959Diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma

Scenografia, con il massimo dei voti; classi di Toti Scialoja e Peppino Piccolo.

1965Pascali

Galleria La Tartaruga, Roma: prima mostra personale, testo in catalogo di Cesare Vivaldi.

1967Premio Fabbri

VI Biennale di San Marino; nello stesso anno Parigi, San Paolo e Montréal.

1968XXXIV Biennale di Venezia

Sala personale e premio per un artista italiano, conferito postumo a mostra ancora aperta.

1969Retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Roma, a cura di Palma Bucarelli: prima grande retrospettiva postuma.

1998Museo Pino Pascali

Polignano a Mare, istituito con il lascito della famiglia.

FONTI VERIFICATETreccani, Dizionario Biografico degli Italiani · Fondazione Pino Pascali · Fondazione Museo Pino Pascali · Archivio Pino Pascali · ASAC La Biennale di Venezia · L'Attico Fabio Sargentini · Fondazione Prada

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