Perché verniciare a mano un veicolo che non potrà mai muoversi?
Piacentino lavora come un costruttore: sceglie e prova vernici opalescenti e metallizzate, le stende a strati sulla superficie, monta telai nichelati e parti cromate, e firma il risultato con il monogramma GP, la sigla di una casa motociclistica che non esiste. Gli oggetti che ne escono - pali, tavoli, specchiere, poi veicoli a due e tre ruote e grandi ali - hanno la forma di un mezzo o di un mobile e nessuna possibilità di essere usati: nel 1968 li chiama opere inconsumabili. Il colore non è un rivestimento ma il materiale stesso dell'opera, trattato come una lavorazione da misurare.
Nato nel 1945 a Coazze, nel Torinese, Piacentino studia filosofia a Torino nel 1965-1966 e in quegli stessi mesi comincia a esporre. Nel 1966, a ventun anni, è nella mostra Arte Abitabile alla galleria di Gian Enzo Sperone, a Torino, accanto a Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto, e Paolo Fossati è il primo a scrivere del suo lavoro. Nel 1967 fa il consulente per una fabbrica di vernici speciali e Alighiero Boetti lo nomina nel suo Manifesto; nell'ottobre 1968 è ad Amalfi nella rassegna curata da Germano Celant, che chiude il suo breve passaggio nell'Arte Povera. Nello stesso anno restaura una motocicletta Indian: da lì nascono i veicoli, presentati per la prima volta nel 1969. Corre come passeggero di sidecar dal 1971, riprende nel 2012 e nel 2020 supera i trecento chilometri orari in moto. Dopo un anno a New York, nel 1980-1981, torna a Torino, dove ha da allora il suo studio.
ESTETICA DELLA TECNICAForme da prodotto industriale costruite senza funzione
VERNICI E CROMATURELacche opalescenti e metallizzate, provate e stese a strati
VEICOLI E ALITelai a due e tre ruote, grandi ali, nessun motore
MARCHIO GPLa firma diventa il logo di una casa che non esiste
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni 1960 · dalle prime tele con il telaio colorato ai primi veicoli
Temi
Estetica industrialeGeometria e coloreVelocità e trasportoOggetto senza uso
Linguaggi & media
SculturaPitturaVernici industrialiMetallo e acciaioVetroresina e Kevlar
Art Figures
Gian Enzo Sperone · nella sua galleria torinese la prima personale, nel 1966, e Arte AbitabileGermano Celant · lo include ad Amalfi nel 1968 e cura la sua antologica alla Fondazione Prada, 2015Andrea Bellini · cura la retrospettiva del 2013 al Centre d'Art Contemporain di Ginevra e la monografiaPaolo Fossati · primo critico a scrivere del suo lavoro, nel 1966
Artisti correlati
Piero Gilardi · con lui e Pistoletto in Arte Abitabile, 1966Michelangelo Pistoletto · con lui e Gilardi in Arte Abitabile, 1966
Art Spaces
Galleria Gian Enzo Sperone, Torino · prima personale, 1966Galleria Toselli, Milano · vi presenta i primi veicoli, 1969Michael Werner Gallery · personali a Londra e New York, 2015Galleria Federico Vavassori, Milano · personali nel 2023 e nel 2024Seconda Soluzione, Torino · in Turning Time Around, 2026-2027
Collezioni
Power Institute of Fine Arts, University of Sydney
Cronologia della ricerca
1965-1968Strutture e oggetti
Le prime opere accostano tele monocrome e telai verniciati a colore. Poi la forma si stacca dal muro e diventa oggetto elementare in legno e metallo: Palo, Tavolo I, Tavolo II, Sbarre su cavalletti e Specchiera, tutti del 1967, e Oggetto marmorizzato del 1968; sulla parete restano figure come Red-purple rectangle-triangle e Dull violet inclined window object. Dal 1967 usa vernici metallizzate opache.
1969-1973Veicoli, ali, logo
La scala cambia: compaiono i telai a due e tre ruote e le grandi ali, verniciati con lacche perlate e, dal 1970, con colori perlescenti cangianti. Nello stesso 1970 appare per la prima volta il monogramma GP, che marca opere come Nickel plated frame vehicle with black tank II del 1971. Tra il 1972 e il 1973 dipinge la prima grande tela dedicata all'aeroplano dei fratelli Wright.
1983-2007Quando la tela diventa struttura
Dal 1983 unisce la tela a parti scultoree e la superficie dipinta smette di essere piana. Dal 1986 lavora vetroresina e Kevlar; dal 2003 disegna i componenti al computer e li fa fresare a controllo numerico; dal 2007 passa all'alluminio lucidato Anticorodal.
2016-2022Ritorno ai colori di partenza
Riprende modelli e colori del 1965-1980 con vernici metalliche industriali su tela; nel 2017 prova una cromatura trasparente stesa sopra il colore, nel 2021 dipinge su acciaio inossidabile satinato opaco e nel 2022 torna al monocromo, su lamiera e griglia d'acciaio, nelle misure dei suoi quadri del 1965.
Passaggi istituzionali
1968Kunsthalle Düsseldorf
Prospect 68, con sei opere del 1967-1968.
1971Museum am Ostwall, Dortmund
Elf Italiener Heute.
1972Palais des Beaux-Arts, Bruxelles
Prima mostra personale in un museo.
1973X Quadriennale d'Arte, Roma
Torna alla Quadriennale nel 2005.
1977Documenta 6, Kassel
1986Haus der Kunst, Monaco
Das Automobil in der Kunst.
1993XLV Biennale di Venezia
2009Kunsthaus Zürich
Hot Spots.
2013Centre d'Art Contemporain, Ginevra
Retrospettiva a cura di Andrea Bellini, 5 giugno - 18 agosto.
2015-2016Fondazione Prada, Milano
Antologica a cura di Germano Celant, oltre novanta opere disposte dal 2015 al 1965.
2018-2019Philadelphia Museum of Art
Arte Povera: Homage to Amalfi '68.
2019-2020Museo Madre, Napoli
I sei anni di Marcello Rumma.
FONTI VERIFICATEhttps://giannipiacentino.com/BiographyShows.html [sito ufficiale dell'artista]: nascita nel 1945 a Coazze (Torino), studi di filosofia all'Università di Torino 1965-1966, prime opere 1965 con tele monocrome e telai colorati, vernici metallizzate opache 1967 e consulenza a una fabbrica di vernici speciali 1967-1968, moto di grossa cilindrata 1968, serie Vehicles e Wings e vernici perlate 1969, colori perlescenti cangianti e logo GP 1970, prima grande tela sui fratelli Wright 1972-1973, tela unita a parti scultoree 1983, vetroresina e Kevlar 1986, CAD e fresatura a controllo numerico 2003, alluminio Anticorodal 2007, vernici metalliche industriali 2016, cromatura trasparente 2017, acciaio satinato 2021, monocromi su lamiera e griglia 2022, prima personale 1966 e prima personale museale 1972, acquisto del Power Institute of Fine Arts 1970-1971, New York 1980-1981 e rientro a Torino, corse in sidecar dal 1971 (2026-11-05) · https://www.fondazioneprada.org/project/gianni-piacentino/?lang=en [fondazione museale]: antologica 7 novembre 2015 - 10 gennaio 2016 a cura di Germano Celant, oltre novanta opere in ordine inverso dal 2015 al 1965, nascita 1945, rapporto con Pop e Minimal, controllo tecnico e matematico della produzione (2026-11-05) · https://2016.centre.ch/en/exhibitions/gianni-piacentino-a-retrospective/ [istituzione d'arte contemporanea]: retrospettiva 5 giugno - 18 agosto 2013 a cura di Andrea Bellini, nascita a Coazze, il colore come materiale e le vernici provate e stese a strati, Prospect 68 alla Kunsthalle di Düsseldorf, Quadriennale di Roma 1973 e 2005, Documenta 6 nel 1977, Biennale di Venezia 1993 (2026-11-05) · https://frieze.com/article/gianni-piacentino [rivista d'arte]: Arte Abitabile 1966 alla galleria di Gian Enzo Sperone con Gilardi e Pistoletto, età di ventun anni, lacche opalescenti e parti nichelate o cromate con finitura a mano, definizione di opere inconsumabili nel 1968, Manifesto di Boetti 1967, monogramma GP come logo di una casa automobilistica immaginaria, Red-purple rectangle-triangle 1966-1967, Dull violet inclined window object 1967-1968, Nickel plated frame vehicle with black tank II 1971 (2026-11-05) · https://www.giannipiacentino.com/BIBLIO_TEXT/LCherubiniCAC2013Eng.html [testo critico di Laura Cherubini sul sito ufficiale]: Paolo Fossati primo a scrivere nel 1966, Palo, Tavolo I, Tavolo II, Sbarre su cavalletti e Specchiera del 1967, Oggetto marmorizzato 1968, Amalfi ottobre 1968 a cura di Germano Celant, restauro della motocicletta Indian nel 1968, primi veicoli alla Galleria Toselli nel 1969, serie sui francobolli dei fratelli Wright (2026-11-05). Nota redazionale: l'unica formazione documentata è universitaria e non artistica (filosofia, 1965-1966), quindi la sezione Formazione è omessa; nessuna fonte letta riporta un premio, quindi la sezione Premi è omessa.