Nello studio di via Fondazza, a Bologna, lo stesso piccolo gruppo di bottiglie, vasi, scatole e caffettiere torna in scena per decenni: spolverato di colore chiaro, spostato di pochi centimetri da una tela all'altra, isolato da ogni contesto domestico riconoscibile su un piano neutro e in una luce uniforme. Gli oggetti smettono così di essere utensili e diventano solo volumi, intervalli, rapporti di tono. La ripetizione non è povertà di soggetto: è il modo in cui Morandi verifica quanto una minima variazione di luce o distanza possa cambiare il senso di una forma già nota.
Morandi nasce a Bologna nel 1890 e si forma all'Accademia di Belle Arti della città tra il 1907 e il 1913, in anni segnati da scontri con i docenti per il suo allontanamento dai canoni classici: prima della laurea conosce già Cézanne, Derain e Picasso, e un viaggio a Firenze gli rivela Giotto, Masaccio, Piero della Francesca e Paolo Uccello. Insegna disegno nelle scuole elementari bolognesi dal 1914 al 1929, mentre la sua pittura attraversa un breve passaggio futurista nel 1914, poi nature morte sempre più essenziali durante la guerra, e tra il 1918 e il 1919 una fase vicina alla pittura metafisica di Carrà e de Chirico. Nel 1920 aderisce al gruppo Valori Plastici e imbocca la strada personale che non lascerà più, tornando ogni estate, dal 1913, nel paese di Grizzana per dipingerne i paesaggi. Dal 1930 al 1956 insegna acquaforte alla stessa Accademia dove si era formato. Nel 1948 riceve il primo premio per la pittura alla Biennale di Venezia; seguono i Gran Premi per l'incisione e per la pittura alla Biennale di San Paolo, nel 1953 e nel 1957. Muore a Bologna nel 1964.
Nasce a Bologna nel 1890 e studia all'Accademia di Belle Arti della città, scontrandosi con i docenti per il suo allontanamento dai canoni classici; conosce Cézanne e Picasso e, dopo un viaggio a Firenze, Giotto e Piero della Francesca.
Prima personale nel 1914, con forte influenza di Cézanne; nature morte sempre più essenziali durante la guerra; fra il 1918 e il 1919 fase vicina alla pittura metafisica di Carrà e de Chirico.
Adesione al gruppo Valori Plastici nel 1920; stabilizzazione del linguaggio maturo sulla natura morta; insegnamento del disegno nelle scuole elementari bolognesi.
Cattedra di acquaforte all'Accademia di Bologna dal 1930 al 1956; primo premio per la pittura alla Biennale di Venezia nel 1948 e Gran Premi alla Biennale di San Paolo nel 1953 e nel 1957; muore a Bologna nel 1964.
Esposizione con Giorgio de Chirico, Carlo Carrà e Arturo Martini.
Partecipazione.
Partecipazione.
Personale con 53 opere.
Primo premio per la pittura.
Gran Premio per l'incisione.
Gran Premio per la pittura.
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