Perché un artista sceglie di non mostrare quasi nulla del suo lavoro?
Nato a Stresa nel 1943, Prini entra nel giro dell'Arte Povera a ventuno anni ed è incluso da Germano Celant nella mostra fondativa Arte Povera + IM spazio alla Galleria La Bertesca di Genova nel 1967, che lo definisce un artista che si muove nel vuoto. Negli stessi anni realizza i primi lavori sulla misura dello spazio, Perimetro misura a studio stanza e Perimetro d'aria, insieme a opere su parete come Standard (1969) e Racconto che si fa da solo (1969): un corpo di lavoro costruito attorno alla negazione dell'opera, al rapporto tra pieno e vuoto, tra visibile e invisibile.
Negli anni successivi realizza autoritratti che negano o trasformano il proprio volto, come Ritratto di Napoleone (1974) e Manifesto (da Goya) (1979), e lavora con fotografia, scrittura e poesia visiva mantenendo un numero di opere e mostre volutamente ridotto. Muore a Roma nel 2016. Una retrospettiva alla Fondazione Merz di Torino nel 2019-2020, curata da Beatrice Merz e dalla figlia Timotea Prini, riunisce per la prima volta circa quaranta opere dal 1966 al 2016; nel 2023-2024 il MACRO di Roma, con una mostra curata da Luca Lo Pinto, e la pubblicazione della sua prima monografia completa riportano l'attenzione sulla sua opera.
Opera come assenzaRiduce al minimo il numero di opere e mostre, trattando la scarsità e il rifiuto di mostrare come parte integrante della propria ricerca.
Misura dello spazioLavori come "Perimetro misura a studio stanza" misurano e delimitano lo spazio invece di riempirlo con un oggetto.
Il volto negatoAutoritratti come "Ritratto di Napoleone" trasformano o cancellano la propria identità visiva invece di rappresentarla direttamente.
Visibile e invisibileLavora sul confine tra ciò che è mostrato e ciò che resta sottratto allo sguardo, principio ricorrente in tutta la sua ricerca.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni 60
Temi
arte poveraperimetro e misuraassenza dell'operaautoritratto negatopoesia visiva
Germano Celant ·curatore che lo include nella mostra fondativa dell'Arte Povera a Genova nel 1967 e ne scrive per primoLuca Lo Pinto ·curatore della mostra al MACRO di Roma (2023-2024) e della prima monografia completa sull'artista
Art Spaces
Galleria La Bertesca, Genova ·sede della mostra fondativa dell'Arte Povera del 1967 in cui è inclusoFondazione Merz, Torino ·ha ospitato la retrospettiva che riunisce per la prima volta circa quaranta opere, 2019-2020MACRO, Roma ·sede della mostra curata da Luca Lo Pinto, 2023-2024
Cronologia della ricerca
1943Nascita
Nasce a Stresa.
1964Ingresso nel giro dell'Arte Povera
Entra nel gruppo di artisti che Germano Celant riunirà sotto l'etichetta Arte Povera.
1967"Arte Povera + IM spazio"
Partecipa alla mostra fondativa curata da Celant alla Galleria La Bertesca di Genova; realizza i primi lavori sulla misura dello spazio.
1969Opere su parete
Realizza Standard e Racconto che si fa da solo.
1974-1979Autoritratti negati
Realizza Ritratto di Napoleone (1974) e Manifesto (da Goya) (1979), autoritratti che trasformano o cancellano la propria immagine.
1995"Fermi in Dogana"
Retrospettiva all'Ancienne Douane di Strasburgo.
2016Morte
Muore a Roma il 1 settembre.
2019-2020Retrospettiva alla Fondazione Merz
La mostra curata da Beatrice Merz e Timotea Prini riunisce per la prima volta circa quaranta opere dal 1966 al 2016.
2023-2024Mostra e monografia al MACRO
Luca Lo Pinto cura la mostra romana e la prima monografia completa sull'artista, pubblicata da Sternberg Press.
Mostre, formazione e collezioni
2019Fondazione Merz, Torino
Prima retrospettiva che riunisce circa quaranta opere dal 1966 al 2016.
2023MACRO, Roma
Mostra curata da Luca Lo Pinto, accompagnata dalla prima monografia completa sull'artista.