Curatrice, storica dell’arte e scrittrice, nata a Ridgewood nel New Jersey nel 1957 e laureata a Pisa nel 1981. Senior curator al P.S.1 di New York, poi capo curatore e infine direttrice del Castello di Rivoli, ha diretto la Biennale di Sydney nel 2008, Documenta 13 nel 2012 e la Biennale di Istanbul nel 2015. Il suo volume Arte Povera per Phaidon, del 1999, resta il libro di riferimento sul movimento in inglese.
Si laurea a Pisa nel 1981 e comincia a lavorare come curatrice indipendente a Roma. Nel 1999 esce da Phaidon il suo Arte Povera, che porta il movimento dentro la bibliografia internazionale, e nello stesso giro di mesi la prima monografia mai dedicata a William Kentridge. Poi il P.S.1 di New York come senior curator, e dal 2002 il Castello di Rivoli, dove è capo curatore prima di diventarne direttrice nel 2016. In mezzo tre grandi rassegne che cambiano il mestiere. Sydney, nel 2008, si intitola Revolutions – Forms That Turn e mette centosettantacinque artisti su otto sedi, aprendo al pubblico per la prima volta l’isola-cantiere di Cockatoo Island. Documenta 13, nel 2012, è la mostra che le fonti citano ancora: centonovantaquattro artisti, novecentomila visitatori, e soprattutto un impianto che rifiuta il tema e il concetto e si distende su quattro luoghi e quattro condizioni — la scena a Kassel, l’assedio a Kabul, la speranza e la rivolta fra Il Cairo e Alessandria, il ritiro a Banff — dove accanto agli artisti stanno fisici, agronomi, filosofi e archeologi, e dove le cose, gli animali e le piante non fanno da sfondo ma partecipano. È la curatela allargata a soggetti che non sono umani, e da lì in avanti quasi ogni grande mostra ci ha fatto i conti. A Istanbul, nel 2015, non si firma nemmeno curatrice: la biennale scrive drafted by, tracciata da. Dirige il Castello di Rivoli fino al 2023 e nel 2024, alla Bourse de Commerce di Parigi, torna all’Arte Povera con tredici protagonisti e oltre duecentocinquanta opere, venticinque anni dopo il libro.
Ambiti: Experimental Curating, Exhibition Formats, Arte Povera, Biennials, Ecology, Theory
Incarichi:
Senior curator, P.S.1 Contemporary Art Center, New York (1999–2001)
Capo curatore, Castello di Rivoli (2002–2008)
Direttrice ad interim, Castello di Rivoli (2009)
Direttrice artistica, 16ª Biennale di Sydney (2008)
Edith Kreeger Wolf Distinguished Visiting Professor, Northwestern University (dal 2013)
Visiting scholar, Getty Research Institute, Los Angeles (2015)
14ª Biennale di Istanbul (2015)
Direttrice, GAM, Torino (dal 2016)
Direttrice, Castello di Rivoli (2016–2023)
Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence, Bard College (2019)
Presidente del comitato scientifico, Studio Fabio Mauri
Istituzioni: Castello di Rivoli, Documenta, Biennale di Istanbul, MoMA PS1, New York
Mostre e pubblicazioni curate
2001 mostra curata da Janet Cardiff. A Survey of Works, Including Collaborations with George Bures Miller, P.S.1 Contemporary Art Center, New York (USA) (Janet Cardiff, George Bures Miller). Dal 14 ottobre 2001 al 31 gennaio 2002. Il MoMA la accredita come curata dalla senior curator del P.S.1: è la prima ricognizione ampia sul lavoro di Janet Cardiff, fatta di passeggiate sonore e installazioni in cui la voce guida il corpo di chi ascolta.
2004 mostra a cura di William Kentridge, Castello di Rivoli, Rivoli, Torino (Italia) (William Kentridge). Dal 10 gennaio al 29 febbraio: la prima grande mostra pubblica italiana dell’artista sudafricano, che poi gira a Düsseldorf, Sydney, Montréal e Johannesburg. Cinque anni prima gli aveva dedicato, per Phaidon, la prima monografia mai pubblicata su di lui.
2008 16ª Biennale di Sydney diretta da Revolutions – Forms That Turn. 16ª Biennale di Sydney, Cockatoo Island, Museum of Contemporary Art, Art Gallery of New South Wales e altre sedi, Sydney (Australia) (William Kentridge, Pierre Huyghe, Janet Cardiff, Joan Jonas, Yoko Ono, Bruce Nauman, Tracey Moffatt, Mike Parr, Dan Perjovschi, Marcel Duchamp). Dal 18 giugno al 7 settembre, centosettantacinque artisti da quarantadue paesi su otto sedi. Il titolo gioca sui due sensi della rivoluzione, quella politica e quella del giro su sé stessi, e la mostra mette gli artisti viventi accanto a Duchamp e a Russolo. È l’edizione che apre al pubblico Cockatoo Island, l’isola-cantiere navale in mezzo alla baia.
2012 direzione artistica di Documenta 13, Kassel, e poi Kabul, Alessandria e Il Cairo, Banff, Kassel (Germania) (William Kentridge, Pierre Huyghe, Janet Cardiff, Giuseppe Penone, Rosemarie Trockel, Kader Attia, Anna Boghiguian, Adrián Villar Rojas, Joan Jonas, Lawrence Weiner, Alighiero Boetti, Anri Sala). Dal 9 giugno al 16 settembre: centonovantaquattro artisti e novecentomila visitatori. Rifiuta il tema e si organizza su quattro condizioni e quattro luoghi — la scena a Kassel, l’assedio a Kabul, la speranza e la rivolta fra Il Cairo e Alessandria, il ritiro a Banff — e accanto agli artisti chiama fisici, agronomi, filosofi e archeologi. Il seminario di Kabul e la mostra a Bamiyan sono visti da ventisettemila persone; gli appuntamenti in Egitto e a Banff, scrive Documenta, restano in larga parte chiusi al pubblico.
2015 14ª Biennale di Istanbul tracciata da SALTWATER: A Theory of Thought Forms. 14ª Biennale di Istanbul, oltre trenta sedi fra il Bosforo e la città, Istanbul (Turchia) (Etel Adnan, Francis Alÿs, Ed Atkins, Anna Boghiguian, Tacita Dean, Ellen Gallagher, Theaster Gates, Pierre Huyghe, William Kentridge, Cildo Meireles, Michelangelo Pistoletto, Adrián Villar Rojas). Dal 5 settembre al 1º novembre, oltre ottanta partecipanti e millecinquecento opere sparse su una trentina di sedi, dalle isole dei Principi ai depositi del porto alle case private, con opere calate sott’acqua. La biennale non la chiama curatrice: sul suo stesso sito la formula è drafted by, tracciata da, come si traccia una rotta.
2017 mostra curata, con Marianna Vecellio, da Anna Boghiguian, Castello di Rivoli, Rivoli, Torino (Italia) (Anna Boghiguian). Dal 19 settembre 2017 al 7 gennaio 2018, la prima grande retrospettiva dell’artista di origine armena nata al Cairo. È la seconda delle due mostre che il museo le dedica in quello stesso anno, dopo quella sullo studio dell’artista in maggio: una scelta che dice quanto il rapporto contasse.