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Ed Atkins

Ed Atkins
Regno Unito, 1982
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Un corpo dichiaratamente falso può custodire un dolore vero?

Ed Atkins è un artista video britannico nato a Oxford nel 1982. Lavora soprattutto con animazione digitale ad alta definizione, scrittura e suono: i suoi video mettono in scena avatar dall'aspetto iperrealistico ma evidentemente artificiale, che parlano, cantano, si scusano o si confessano. Il problema che attraversa la ricerca è la distanza fra un corpo generato al computer, riconoscibile come falso, e i contenuti che quel corpo porta in scena: lutto, imbarazzo, desiderio, intimità.

Fra il 2010 e il 2011, prima di introdurre il volto digitale, Death Mask I e Death Mask II mettono in scena biografie immaginarie di cadaveri, ispirate agli scritti di Maurice Blanchot sulla morte. Nel 2012, durante una residenza a Wysing Arts Centre, Atkins cattura il proprio volto con una Xbox Kinect e il software Faceshift: da quel momento la sua voce e il suo volto animano avatar generati al computer, come in Us Dead Talk Love (2012) e Ribbons (2014). In Hisser (2015) un avatar nudo ripete «mi dispiace, non sapevo» nella ricostruzione degli ultimi minuti di un uomo inghiottito da una voragine aperta nella propria stanza; in Old Food (2017) figure digitali maneggiano cibo in modo grottesco, in un allestimento con abiti presi dal guardaroba della Deutsche Oper di Berlino.

Nei lavori più recenti la ricerca si allarga oltre il video: Pianowork 2 (2023) usa una scansione del proprio corpo, non più solo del volto, per mettere in scena un'esecuzione al pianoforte volutamente imperfetta; disegno, pittura e ricamo affiancano il lavoro digitale. Dal 2016 la scrittura diventa anche libro pubblicato, con A Primer for Cadavers, Old Food e Flower, e la collaborazione con il poeta Steven Zultanski porta il lavoro verso il teatro e il cinema, con l'opera teatrale Sorcerer (2022) e il film Nurses Come and Go, But None for Me (2024).

SimulacroAvatar iperrealistici sostituiscono un corpo assente.
LuttoCadaveri, scuse e rimorsi tornano da un'opera all'altra.
VoceLa sua voce e il suo volto animano corpi generati al computer.
ArtificioPiù la tecnica è perfetta, più resta visibile la sua finzione.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 2010 · dal 2011, prima personale alla Cabinet Gallery di Londra e presentazione nel programma Art Now a Tate Britain
Formazione
2009 · Slade School of Fine Art, Londra, GB
Temi
corpomortecultura digitalelinguaggio
Linguaggi & media
videoanimazionescritturainstallazione
Art Figures
Hans Ulrich Obrist · cura la personale Ribbons alla Serpentine Gallery nel 2014 e firma testi critici sul lavoro, fra cui un'intervista pubblicata da Frieze nel 2025.
Art Spaces
GladstoneGalerie Isabella BortolozziCabinetTate BritainNew MuseumSerpentine Galleries
Residenze
2012 · Wysing Arts Centre, Cambridge, GB2012 · Whitechapel Gallery, Londra, GB
Collezioni
Julia Stoschek Collection, Düsseldorf

Cronologia della ricerca

2010–2011Maschere di morte

Con Death Mask I e Death Mask II il video mette in scena biografie immaginarie di cadaveri, ispirate agli scritti di Maurice Blanchot sulla morte, senza ancora un volto digitale riconoscibile.

2012–2014Avatar del proprio volto

Dopo la cattura del proprio volto con Xbox Kinect e software Faceshift durante una residenza a Wysing, la sua voce e il suo volto animano avatar in Us Dead Talk Love e Ribbons.

2015–2019Corpi in dissoluzione

Con Hisser e Old Food il video multicanale mette in scena voragini, cibo e oggetti di scena; Refuse.exe passa dal video pre-renderizzato alla simulazione 3D in tempo reale.

dal 2020Scansione e nuovi linguaggi

Il proprio corpo viene scansionato per Pianowork 2; la ricerca si allarga a disegno, pittura, ricamo e teatro, con la collaborazione drammaturgica di Steven Zultanski.

Passaggi istituzionali

2013La Biennale di Venezia, Venezia

Il Palazzo Enciclopedico, 55. Biennale di Venezia, curata da Massimiliano Gioni.

2015La Biennale di Venezia, Venezia

All the World's Futures, 56. Biennale di Venezia, curata da Okwui Enwezor.

2015New Museum, New York

Surround Audience, New Museum Triennial, curata da Lauren Cornell e Ryan Trecartin.

2019La Biennale di Venezia, Venezia

May You Live In Interesting Times, 58. Biennale di Venezia, curata da Ralph Rugoff.

2025Tate Britain, Londra

Retrospettiva personale curata da Polly Staple, Nathan Ladd e Hannah Marsh.

Premi e riconoscimenti

2012Jerwood/Film & Video Umbrella Award

FONTI VERIFICATEhttps://gladstonegallery.com/artist/ed-atkins/ [galleria] — biografia (Oxford 1982, Copenaghen), rappresentanza, elenco opere (Refuse.exe, Safe Conduct, Ribbons, Performance Capture), biennali (56./58. Biennale di Venezia, Lyon, Performa) (2026-09-24) · https://bortolozzi.com/ed-atkins/ [galleria] — elenco mostre personali 2011-2025, biennali (Venezia 2013/2019, New Museum Triennial 2015), collezione Julia Stoschek, pubblicazioni (2026-09-24) · https://www.tate.org.uk/whats-on/tate-britain/ed-atkins [museo] — mostra Tate Britain 2025: opere in mostra (Pianowork 2, Nurses Come and Go But None for Me, Hisser), temi e materiali (2026-09-24) · https://www.tate.org.uk/press/press-releases/ed-atkins-major-exhibition-explores-technology-mortality-and-love [museo] — nascita a Oxford nel 1982, residenza a Copenaghen, date mostra (2 aprile-25 agosto 2025), curatori Polly Staple/Nathan Ladd/Hannah Marsh, menzione DAAD/Paul Hamlyn/Jerwood-FVU (2026-09-24) · https://chisenhale.org.uk/exhibition/ed-atkins/ [museo] — mostra Us Dead Talk Love (2012), vittoria Jerwood/Film and Video Umbrella Award 2012, residenza Wysing Arts Centre, writer in residence Whitechapel Gallery, mostre precedenti Cabinet/Tate Britain/Bonner Kunstverein (2026-09-24) · https://www.kunsthaus-bregenz.at/en/exhibitions/ed-atkins [museo] — mostra 2019, pubblicazioni A Primer for Cadavers (Fitzcarraldo, 2016), monografia Skira 2017, romanzo Old Food (novembre 2019) (2026-09-24) · https://www.serpentinegalleries.org/whats-on/ed-atkins/ [museo] — mostra Serpentine Sackler Gallery 2014 (Ribbons), rappresentanza Cabinet/Bortolozzi, descrizione critica degli avatar (2026-09-24) · https://fitzcarraldoeditions.com/books/a-primer-for-cadavers/ [editore] — dettagli pubblicazione A Primer for Cadavers (2016), bio dell'artista (2026-09-24) · https://fitzcarraldoeditions.com/books/old-food/ [editore] — dettagli pubblicazione Old Food (2019), relazione con l'omonima mostra (2026-09-24) · https://www.frieze.com/article/ed-atkins-hans-ulrich-obrist-250 [rivista] — intervista con Hans Ulrich Obrist: formazione (Slade School of Fine Art, master 2009), residenza Wysing 2012 e cattura del volto (Xbox Kinect, Faceshift), serie Death Mask (Blanchot), Pianowork 2 (scansione corporea), libri (A Primer for Cadavers, Flower), collaborazione Steven Zultanski, curatela Ribbons/Serpentine 2014 (2026-09-24) · https://www.frieze.com/article/ed-atkins-0 [rivista] — recensione di Hisser (2015), dépendance, Bruxelles (2026-09-24) · https://www.frieze.com/article/though-it-weeps-style-new-and-brilliant-murder [rivista] — descrizione di Old Food, Martin-Gropius-Bau 2017, costumi Deutsche Oper, riferimento ad A Primer for Cadavers (2026-09-24) · https://en.wikipedia.org/wiki/Ed_Atkins [rivista] — pista di ricerca: formazione (Central Saint Martins, Slade), trasferimento a Copenaghen dal 2020, citazione di Hans-Ulrich Obrist (2026-09-24) · https://ocula.com/artists/ed-atkins/ [rivista] — pista di ricerca: mostra corrente da Gladstone, Seoul (2026) (2026-09-24)

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