La ricerca di Tacita Dean si fonda sulla fedeltà al processo analogico e sulla difesa della pellicola fotochimica come materia, non come formato. FILM, realizzato nel 2011 per la Turbine Hall della Tate Modern, celebra il film analogico nella sua forma più pura: mascherature in macchina, doppia esposizione e glass matte painting, montato interamente a mano, proiettato in verticale su un monolite alto tredici metri. Da quel lavoro nasce la campagna savefilm.org. La curatrice Michelle White ha descritto l’opera recente come una riflessione urgente sull’esperienza in un mondo sempre più virtuale ed ecologicamente instabile.
Il secondo asse è il tempo come durata osservata. L’approccio è più vicino al ritratto e all’osservazione che alla narrazione cinematografica: camera fissa, riprese lunghe che lasciano agli eventi il tempo di svilupparsi, attenzione a come l’architettura si manifesta nei mutamenti di luce. In JG (2013) questa attitudine diventa metodo di ricerca: il film nasce dalla corrispondenza con J. G. Ballard sulle connessioni fra il racconto The Voices of Time e Spiral Jetty di Robert Smithson, e usa la mascheratura del gate per dare a ciascun fotogramma la capacità di attraversare tempo e luogo. Al Getty Research Institute, invece di definire un soggetto, propose di lasciarsi guidare dal caso.
Film come Foley Artist, The Roaring Forties e Banewl definiscono un approccio più vicino al ritratto e all’osservazione che alla narrazione: camera fissa e riprese lunghe che lasciano agli eventi il tempo di svilupparsi.
Borsa DAAD e trasferimento a Berlino, FLOH, The Russian Ending, il Benesse Prize a Venezia e l’antologica Analogue allo Schaulager.
I film dedicati a Merce Cunningham portano il tempo come durata osservata dentro il ritratto; FILM, del 2011, celebra la pellicola fotochimica nella sua forma più pura — mascherature in macchina, doppia esposizione, montaggio interamente a mano — proiettata in verticale su un monolite alto tredici metri.
JG, nato dalla corrispondenza con J. G. Ballard, usa la mascheratura del gate per far attraversare a ogni fotogramma tempi e luoghi diversi; il gesso su lavagna e le gouache su cartoline estendono la difesa dell’analogico oltre il cinema, su una linea che prosegue con Antigone, The Dante Project e Blind Folly.
Poi Atene e l’MFA in pittura alla Slade School of Fine Art.
Tate Gallery, Londra.
Solomon R. Guggenheim Museum, New York, con mostra del vincitore nel 2007.
Royal Academy of Arts, Londra, eletta il 9 dicembre 2008.
Turbine Hall, Tate Modern, 11 ottobre 2011 – 11 marzo 2012.
National Portrait Gallery, National Gallery e Royal Academy, Londra.
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