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Joan Jonas

Joan Jonas
New York, Stati Uniti, 1936
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Cosa succede all'identità quando specchio e schermo la riflettono e la restituiscono?

Joan Jonas nasce a New York nel 1936. Si laurea in Storia dell'arte al Mount Holyoke College nel 1958 e consegue poi un master in Scultura alla Columbia University. Negli anni 60 studia per circa due anni con la coreografa Trisha Brown e frequenta l'ambiente della Judson Dance Theater, dove incontra Yvonne Rainer e Steve Paxton: un passaggio che la porta dalla scultura alla performance.

Nel 1968 abbandona la scultura per il corpo in azione, avviando le Mirror Pieces, in cui lo specchio mette in tensione il corpo reale e la sua immagine riflessa. Nel 1970, durante un viaggio in Giappone con Richard Serra, acquista la sua prima videocamera e scopre il teatro Noh: da qui nasce il suo uso del video a circuito chiuso, che ritarda e moltiplica la visione del corpo performante.

Nel 1972 crea l'alter ego Organic Honey, un personaggio mascherato che interroga la rappresentazione femminile nei media. Dagli anni 80 intreccia fiabe, saghe islandesi e il paesaggio di Cape Breton, in Nova Scotia, in installazioni multicanale non lineari. Rappresenta gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 2015 e nel 2018 la Tate Modern le dedica una grande retrospettiva.

Specchio e sdoppiamento del séMette in tensione corpo reale e immagine riflessa, mettendo in crisi l'idea di un'identità unitaria.
Video a circuito chiusoUsa telecamera e monitor in diretta per frammentare e ritardare la percezione del corpo performante.
Maschera e travestimentoCostruisce alter ego mascherati, come Organic Honey, per indagare la natura costruita del genere.
Mito e narrazione non lineareIntreccia fiabe, saghe islandesi e folklore in installazioni multicanale senza una trama lineare.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni 1960
Formazione
1958 · Mount Holyoke CollegeSouth Hadley, US 🇺🇸Columbia UniversityNew York, US 🇺🇸
Temi
Video a circuito chiusoPerformanceIdentità e genereMito e narrazione
Linguaggi & media
VideoPerformanceSculturaInstallazione multicanale
Art Figures
Trisha Brown ·Studia con lei per circa due anni, passaggio decisivo dalla scultura alla performanceRichard Serra ·Viaggia con lui in Giappone nel 1970, dove acquista la sua prima videocameraYvonne Rainer ·Frequenta con lei l'ambiente della Judson Dance TheaterRobert Rauschenberg ·Sostenitore per decenni, assiste alle sue performance fin dal 1972
Art Spaces
Documenta, Kassel ·Vi partecipa in sei edizioni, dal 1972 al 2012Biennale di Venezia ·Rappresenta gli Stati Uniti nel 2015 con They Come to Us without a WordTate Modern, Londra ·Le dedica una grande retrospettiva nel 2018MoMA, New York ·Le dedica la retrospettiva Good Night Good Morning nel 2024

Cronologia della ricerca

1936Nascita

Nasce a New York.

1958-1965Formazione

Laurea in Storia dell'arte al Mount Holyoke College; master in Scultura alla Columbia University; studia con Trisha Brown.

1968Dalla scultura alla performance

Avvia le Mirror Pieces, con lo specchio come dispositivo scenico centrale.

1970Viaggio in Giappone

Con Richard Serra acquista la prima videocamera e scopre il teatro Noh.

1972Organic Honey

Crea l'alter ego mascherato nei primi video a circuito chiuso.

2009Biennale di Venezia

Riceve il Guggenheim Lifetime Achievement Award.

2015Padiglione USA

Rappresenta gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.

2018-2024Retrospettive

Tate Modern a Londra nel 2018, MoMA a New York nel 2024.

Mostre, formazione e collezioni

1972Documenta, Kassel

Prima di sei partecipazioni alla rassegna tedesca.

2009Biennale di Venezia

Riceve il Guggenheim Lifetime Achievement Award.

2015Biennale di Venezia, Padiglione USA

Presenta They Come to Us without a Word; menzione speciale della giuria.

2018Tate Modern, Londra

Grande retrospettiva, poi itinerante a Monaco e Porto.

FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/Joan_Jonas · https://www.eai.org/artists/joan-jonas/biography · https://www.tate.org.uk/press/press-releases/joan-jonas

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