Il nucleo del lavoro di Duchamp è lo spostamento dell’opera dalla fabbricazione alla decisione: un oggetto ordinario può essere elevato alla dignità di opera d’arte per la semplice scelta di un artista, scelta fondata su una reazione di indifferenza visiva e su una totale assenza di buono o cattivo gusto. Nel 1912, a venticinque anni, abbandona la pittura a olio tradizionale per una pratica indipendente, attraversando poi cubismo, Dada e surrealismo senza consolidarsi sotto alcuna etichetta singolare. È in questo passaggio che si colloca l’abbandono di quella che chiamava arte retinica. Il readymade non è quindi un gesto isolato ma il dispositivo che rende visibile la struttura istituzionale che trasforma un oggetto in opera.
Parallelamente costruisce un corpo di opere in cui il vetro, l’ottica e il caso sostituiscono la mano. The Bride Stripped Bare by Her Bachelors, Even resta incompiuta e incrinata, e Duchamp accetta sia l’incrinatura sia la polvere come parte dell’opera: dopo la fotografia di Man Ray del 1920 fissa con cemento diluito una porzione di polvere sulla superficie. Era attratto dall’ottica di precisione perché invenzioni meccaniche come microscopi e raggi X rivelavano dimensioni del reale prima invisibili. Con la Boîte-en-valise, elaborata dal 1935 al 1941 e poi in edizioni successive, miniaturizza e mette in valigia il proprio intero corpus, facendo della retrospettiva un oggetto. L’ultima opera, Étant donnés, lavorata in segreto per vent’anni e accompagnata da un manuale di rimontaggio, chiude il percorso restituendo allo spettatore un unico punto di vista obbligato.
Con Nudo che scende una scala si chiude la stagione della pittura a olio tradizionale: nel 1912 Duchamp la abbandona per una pratica indipendente, congedandosi da quella che chiamava arte retinica.
L’Armory Show, Fountain nel 1917, Tu m’ per Katherine Dreier, la Société Anonyme e il Large Glass lasciato incompiuto.
Dai Rotary Glass Plates ai Rotoreliefs, la Boîte-en-valise e l’allestimento di First Papers of Surrealism con André Breton.
Lavora in segreto per vent'anni a Étant donnés, l'ultima opera, accompagnata da un manuale di rimontaggio: chiude il percorso restituendo allo spettatore un unico punto di vista obbligato.
Parigi: frequenta circa un anno, poi prosegue in gran parte da autodidatta.
Il museo acquisisce la più significativa raccolta al mondo di opere dell’artista.
Ingresso in collezione al Philadelphia Museum of Art delle opere del lascito.
Pasadena Art Museum: prima retrospettiva in assoluto, centoquattordici opere, a cura di Walter Hopps.
Tate Gallery, Londra, 18 giugno – 31 luglio, curata da Richard Hamilton.
Philadelphia Museum of Art, MoMA e Art Institute of Chicago, co-organizzata da Anne d’Harnoncourt e Kynaston McShine.
Apri la scheda interattiva di questo artista su ixart.net
ixart.net · la mappa dell'arte contemporanea