Critico d’arte e teorico, nato a Sanremo nel 1937. Esordisce nel 1964 con un testo su Michelangelo Pistoletto per la Galerie Sonnabend di Parigi, e dal 1966 scrive su Domus le cronache che portano fuori dall’Italia l’Arte Povera nascente. Nel settembre 1971 fonda a Milano Data, rivista bilingue che dirige fino all’estate del 1978. Dal 1975 è fra i primi in Italia a dare alla videoarte la forma di una mostra. Ha insegnato storia dell’arte all’Accademia di Brera.
Cresce fra Londra e Parigi e torna in Italia nel 1966, quando su Domus comincia la sequenza di articoli che fanno di lui il cronista di una rivoluzione mentre accade: Le pietre di Boetti nel luglio del 1968, il Rapporto da Amalfi in novembre, e nel gennaio del 1969 Nuovo alfabeto per corpo e materia, che finisce come introduzione italiana nel catalogo di When Attitudes Become Form. Ma quando quella mostra apre a Berna, Trini la stronca: la legge come la consacrazione ufficiale dell’anti-forma e dell’Arte Povera, cioè come un’istituzionalizzazione arrivata troppo presto. È il suo tratto costante, e nel gennaio del 1971, in piena polemica con Germano Celant e Carla Lonzi sul ruolo della critica, lo mette per iscritto: rimprovera ai colleghi di parlare con voce di delegato, perdendo il proprio particolare. Pochi mesi prima ha fondato Data, ventotto numeri in sette anni, diretti con la moglie Cicia Nicastro, prima con un editore poi in autogestione: bilingue, e per questo capace di far leggere fuori dall’Italia il concettuale, la Land Art, la performance e il femminismo mentre nascono. Nel 1968 raccoglie l’ultima intervista di Lucio Fontana. Poi cambia campo senza cambiare metodo: nel 1975 mette la videoarte dentro una mostra vera, alla Rotonda della Besana, con Argan presidente; nel 1976 porta alla Biennale la sezione da cui Marina Abramović e Ulay esordiscono a Venezia; e nel 1982, ad Aperto, sceglie ottantasei artisti fra cui Anish Kapoor, Cindy Sherman e Barbara Kruger, e i giovanissimi Remo Salvadori e Marco Tirelli.
Ambiti: Arte Povera, Conceptual Art, Editoria, Moving Image, Theory, Italian Avant-gardes
Incarichi:
Critico d’arte, Domus (1966–1972)
Collaboratore, Flash Art (dal 1969)
Fondatore e direttore, Data, Milano (1971–1978)
Pagine d’arte, Corriere della Sera (dal 1972)
Collaboratore, L’Espresso (fino al 1977)
Commissario internazionale, Biennale des Jeunes, Parigi (1975)
Curatore della sezione Attivo, Biennale di Venezia (1976)
Docente di storia dell’arte, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano (dal 1979)
Commissario della sezione Aperto, Biennale di Venezia (1982)
Membro del Direttivo, Galleria d’Arte Moderna di Bologna (1982–1987)
Co-curatore del laboratorio di tecnologia e informatica, Biennale di Venezia (1986)
Consulente e coordinatore della direzione, Biennale di Venezia (1993)
Istituzioni: Data, Milano, La Biennale di Venezia, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano
Mostre e pubblicazioni curate
1970 saggio introduttivo, accanto a Renato Barilli e Maurizio Calvesi, di Gennaio 70. Comportamenti, progetti, mediazioni, Museo Civico, Bologna (Italia) (Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Marisa Merz, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio). Terza Biennale Internazionale della Giovane Pittura, dal 31 gennaio al 28 febbraio: comportamento, progetto e video entrano in un museo civico italiano quando quasi nessuno li chiamava ancora arte. Il saggio di Trini in catalogo si intitola Mutare le attitudini concettuali, in pratica. Sul frontespizio non compare nessuna formula a cura di: Barilli, Calvesi e Trini vi figurano come autori dei tre saggi introduttivi, e la qualifica di curatore che si legge in giro è una convenzione posteriore.
1982 curatela delle due sezioni di Aperto ’82, 40ª Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Anish Kapoor, Remo Salvadori, Marco Tirelli, Cindy Sherman, Thomas Schütte, Barbara Kruger, Claudio Parmiggiani, Marco Bagnoli). Ottantasei artisti in due sezioni, dal 13 giugno al 12 settembre: Tempo ai Cantieri Navali della Giudecca e Spazio ai Magazzini del Sale alle Zattere, con l’allestimento di Nanda Vigo. È la mostra in cui il suo mestiere diventa scegliere: fra gli invitati Anish Kapoor, Cindy Sherman, Barbara Kruger, Thomas Schütte, e i giovani italiani Remo Salvadori e Marco Tirelli, che qui ha una sala personale. L’archivio della Biennale lo registra come curatore; lui, di sé, diceva commissario.
1983 rassegna a cura di Magnetica. Videotape in Italia, Galleria d’Arte Moderna, Bologna (Italia). Rassegna d’arte elettronica tenuta in aprile, negli anni in cui Trini fa parte del Direttivo del museo. Nello stesso giro di tempo vi organizza una videoteca e produce due documentari sull’opera di Emilio Vedova e di Michelangelo Pistoletto.