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Tommaso Trini

Italia · n. 1937 · Critic, Theorist

Critico d’arte e teorico, nato a Sanremo nel 1937. Esordisce nel 1964 con un testo su Michelangelo Pistoletto per la Galerie Sonnabend di Parigi, e dal 1966 scrive su Domus le cronache che portano fuori dall’Italia l’Arte Povera nascente. Nel settembre 1971 fonda a Milano Data, rivista bilingue che dirige fino all’estate del 1978. Dal 1975 è fra i primi in Italia a dare alla videoarte la forma di una mostra. Ha insegnato storia dell’arte all’Accademia di Brera.

Cresce fra Londra e Parigi e torna in Italia nel 1966, quando su Domus comincia la sequenza di articoli che fanno di lui il cronista di una rivoluzione mentre accade: Le pietre di Boetti nel luglio del 1968, il Rapporto da Amalfi in novembre, e nel gennaio del 1969 Nuovo alfabeto per corpo e materia, che finisce come introduzione italiana nel catalogo di When Attitudes Become Form. Ma quando quella mostra apre a Berna, Trini la stronca: la legge come la consacrazione ufficiale dell’anti-forma e dell’Arte Povera, cioè come un’istituzionalizzazione arrivata troppo presto. È il suo tratto costante, e nel gennaio del 1971, in piena polemica con Germano Celant e Carla Lonzi sul ruolo della critica, lo mette per iscritto: rimprovera ai colleghi di parlare con voce di delegato, perdendo il proprio particolare. Pochi mesi prima ha fondato Data, ventotto numeri in sette anni, diretti con la moglie Cicia Nicastro, prima con un editore poi in autogestione: bilingue, e per questo capace di far leggere fuori dall’Italia il concettuale, la Land Art, la performance e il femminismo mentre nascono. Nel 1968 raccoglie l’ultima intervista di Lucio Fontana. Poi cambia campo senza cambiare metodo: nel 1975 mette la videoarte dentro una mostra vera, alla Rotonda della Besana, con Argan presidente; nel 1976 porta alla Biennale la sezione da cui Marina Abramović e Ulay esordiscono a Venezia; e nel 1982, ad Aperto, sceglie ottantasei artisti fra cui Anish Kapoor, Cindy Sherman e Barbara Kruger, e i giovanissimi Remo Salvadori e Marco Tirelli.

Ambiti: Arte Povera, Conceptual Art, Editoria, Moving Image, Theory, Italian Avant-gardes

Incarichi:

Istituzioni: Data, Milano, La Biennale di Venezia, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano

Mostre e pubblicazioni curate

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