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Anish Kapoor

Anish Kapoor
Bombay (Mumbai), India, 1954 · vive e lavora a Londra
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Può una superficie contenere il vuoto?

Anish Kapoor nasce a Bombay (oggi Mumbai) nel 1954, da padre indù punjabi e madre ebrea irachena. Nel 1973 lascia Israele per la Gran Bretagna e studia al Hornsey College of Art (1973-1977) e alla Chelsea School of Art and Design (1977-1978): vive a Londra da allora. Le prime sculture, come 1000 Names (1979-80), sono forme geometriche cosparse di pigmento puro, posate a terra o a parete.

Negli anni '80 lavora la pietra, scavandone cavità che mettono in tensione materia e vuoto. Dal 1995 passa all'acciaio inossidabile lucidato: superfici concave e convesse riflettono e distorcono lo spettatore, rendendolo parte dell'opera. Nasce così Marsyas (2002), membrana in PVC rossa lunga 155 metri tesa fra tre anelli d'acciaio nella Turbine Hall della Tate Modern, e Cloud Gate (2004-2006), 110 tonnellate di acciaio a goccia senza giunture visibili nel Millennium Park di Chicago.

Negli anni 2000 realizza opere pubbliche monumentali come Sky Mirror (2001) e la torre ArcelorMittal Orbit (2012, con l'ingegnere Cecil Balmond). Dal 2007 introduce gesti più violenti con la cera rossa, come in Svayambh, e dal 2014 lavora con l'acqua nera di Descension e con il Vantablack, il materiale che assorbe oltre il 99,9% della luce visibile: nel 2016 ne ottiene i diritti esclusivi come materiale artistico, scelta che ha acceso un dibattito pubblico tra artisti sull'accesso ai materiali.

VuotoLa cavità come soggetto, non come assenza.
RiflessoLo specchio concavo inghiotte chi guarda.
MateriaPigmento, cera e acciaio come stati della stessa idea.
Scala monumentaleL'opera pubblica come soglia collettiva.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni '70 a Londra, nella scena della New British Sculpture; prima personale nel 1980 da Patrice Alexandre a Parigi
Formazione
1973–1977 · Hornsey College of Art, Londra, UK1977–1978 · Chelsea School of Art and Design, Londra, UK
Temi
VuotoSoglia percettivaMateriaScala monumentale
Linguaggi & media
SculturaInstallazionePitturaSpazio pubblico
Cicli/Opere chiave
1979–1980 · 1000 Names - forme geometriche cosparse di pigmento puro in polvere, a terra o a parete1989 · Void Field - 16 blocchi di arenaria con una cavità di pigmento blu ciascuno, esposti nel Padiglione britannico alla Biennale di Venezia 19902002 · Marsyas - tre anelli d'acciaio uniti da una membrana in PVC rossa lunga 155 m, Turbine Hall, Tate Modern2004–2006 · Cloud Gate - 110 tonnellate di acciaio inox a goccia, senza giunture visibili, Millennium Park, Chicago2011 · Leviathan - struttura gonfiabile in PVC viola/rosso scuro, Grand Palais, Parigi, per Monumenta 20112012 · ArcelorMittal Orbit - torre alta circa 115 m, con l'ingegnere Cecil Balmond, Queen Elizabeth Olympic Park, Londra2014 · Descension - vortice d'acqua nera rotante incassato nel terreno
Art Figures
Cecil Balmond · ingegnere, allora capo dell'Advanced Geometry Unit di Arup; collaboratore per Marsyas (2002), Temenos (2010) e ArcelorMittal Orbit (2012)Donna De Salvo · Senior Curator alla Tate Modern, ha curato la commissione di Marsyas nella Unilever Series (2002-03)Norman Rosenthal · ha curato la personale alla Royal Academy of Arts (2009, prima di un artista vivente in quella sede) e la retrospettiva al Martin-Gropius-Bau di Berlino (2013)
Art Spaces
Lisson Gallery · Londra, Regno Unito · sede espositiva storica · dal 1981Gladstone Gallery · New York, Stati Uniti · sede espositivaRegen Projects · Los Angeles, Stati Uniti · sede espositivaGalleria Continua · San Gimignano, Italia · sede espositiva
Collezioni
Museum of Modern Art, New YorkTate, LondraFondazione Prada, MilanoGuggenheim BilbaoIsrael Museum, Gerusalemme

Cronologia della ricerca

1973–1980Formazione a Londra

Lascia Israele per la Gran Bretagna nel 1973, studia al Hornsey College of Art e alla Chelsea School of Art and Design; nel 1980 tiene la prima personale da Patrice Alexandre a Parigi.

1989–1991Affermazione internazionale

Rappresenta la Gran Bretagna alla 44ª Biennale di Venezia nel 1990 con opere come Void Field; il 1991 segna il culmine del riconoscimento istituzionale per la sua generazione di scultori britannici.

1995–2006Le superfici riflettenti

Dal 1995 adotta l'acciaio inossidabile lucidato; nel 2002 realizza Marsyas per la Turbine Hall della Tate Modern e nel 2004-2006 completa Cloud Gate per il Millennium Park di Chicago.

2009–2014Riconoscimento istituzionale

Nel 2009 è il primo artista vivente con una mostra personale alla Royal Academy of Arts; nel 2012 completa la torre ArcelorMittal Orbit per le Olimpiadi di Londra; nel 2013 riceve il titolo di Sir per i servizi alle arti visive.

2016–2026Nuovi materiali, nuove sedi

Nel 2016 ottiene l'esclusiva sul Vantablack; nel 2018 acquista Palazzo Priuli Manfrin a Venezia; nel 2022 una retrospettiva alle Gallerie dell'Accademia; nel 2026 è annunciata una mostra alla Hayward Gallery di Londra.

Passaggi istituzionali

1978Hayward Gallery, Londra

New Sculpture, mostra collettiva.

199044ª Biennale di Venezia, Padiglione britannico

Rappresenta la Gran Bretagna con opere tra cui Void Field e A Wing at the Heart of Things.

2002Tate Modern, Londra

Marsyas, Unilever Series, curata da Donna De Salvo.

2009Royal Academy of Arts, Londra

Mostra personale curata da Norman Rosenthal; primo artista vivente a esporre nella sede.

2012Queen Elizabeth Olympic Park, Londra

ArcelorMittal Orbit, con l'ingegnere Cecil Balmond, per le Olimpiadi di Londra 2012.

2022Gallerie dell'Accademia, Venezia

Retrospettiva.

2025The Jewish Museum, New York

Early Works.

Premi e riconoscimenti

1990Premio 2000

44ª Biennale di Venezia, assegnato al miglior giovane artista (categoria riservata agli under 35, benché Kapoor ne avesse già 36). Non è il Leone d'Oro, assegnato quell'anno a Giovanni Anselmo, a Bernd e Hilla Becher e al padiglione statunitense.

1991Turner Prize

Assegnato dalla Tate Gallery; la giuria, presieduta da Nicholas Serota, lo scelse rispetto ai finalisti Ian Davenport, Fiona Rae e Rachel Whiteread.

2003Commander of the Order of the British Empire (CBE)

Onorificenza britannica per i servizi resi alle arti.

2011Praemium Imperiale

Sezione scultura, Japan Art Association.

2011Ordre des Arts et des Lettres

Onorificenza francese.

2012Padma Bhushan

Terza onorificenza civile più alta dell'India.

2013Knight Bachelor

Birthday Honours 2013, per i servizi alle arti visive; da allora "Sir" Anish Kapoor.

2016LennonOno Grant for Peace

Assegnato a Kapoor.

2017Genesis Prize

Per i successi professionali e il contributo alla comunità ebraica.

FONTI VERIFICATEFonti consultate: Wikipedia (EN, voce "Anish Kapoor" e voce "44th Venice Biennale"); Encyclopaedia Britannica; British Council, pagina storica della Biennale di Venezia 1990; British Art Studies, saggio su Kapoor a Venezia 1990; Tate (comunicato stampa su Marsyas e pagina del Turner Prize 1991); The Art Newspaper; The Collector (controversia Vantablack); Structurae e BornToEngineer (ingegneria di Cloud Gate); TheArtStory.org; sito ufficiale anishkapoor.com/biography; Lisson Gallery, Regen Projects e Kukje Gallery (pagine artista); Praemium Imperiale e Genesis Prize (pagine laureato); The Jewish Museum, New York (booklet "Early Works", 2025). Nessun dominio irraggiungibile.
DISCORDANZE1) Il premio di Venezia 1990 non è il Leone d'Oro: le fonti confermano il Premio 2000 (anche indicato come Premio Duemila), riservato al miglior giovane artista. 2) Per il Turner Prize 1991 nessuna fonte consultata indica un'opera specifica premiata: il riconoscimento valutava il percorso recente dell'artista, non un singolo lavoro, e nel dossier non viene attribuito un titolo. 3) L'anno dell'accordo di esclusiva su Vantablack con Surrey NanoSystems è confermato al 2016, ma il mese o il giorno esatto non è specificato dalle fonti consultate. 4) L'episodio secondo cui Stuart Semple avrebbe cambiato legalmente nome in "Anish Kapoor" nel giugno 2024, per poi tornare al proprio nome, è riportato da una sola fonte (Wikipedia) e non è stato verificato con una seconda fonte indipendente. 5) L'altezza di ArcelorMittal Orbit è data in circa 115 m da Wikipedia e in 377 piedi (circa 114,9 m) da Britannica: valori coincidenti ma espressi con unità diverse, senza un terzo valore ufficiale verificato. 6) Il sito ufficiale dell'artista elenca gallerie come sedi espositive storiche (tra cui Lisson Gallery dal 1981) senza dichiarare esplicitamente un rapporto di rappresentanza esclusiva formale: in questa scheda sono trattate come sedi espositive, non come gallerie di rappresentanza dichiarata. 7) I dati sui matrimoni e divorzi dell'artista, riportati da Wikipedia, non sono stati incrociati con una seconda fonte indipendente e riguardano informazioni personali: per questo non sono stati inclusi nel testo della scheda.

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