Curatore e teorico, nato nel 1964. Dal 2004 dirige il Dipartimento di Arti Visive della NABA di Milano, di cui è oggi direttore artistico, ed è direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea e curatore del PAV di Torino. Dal 2005 porta in giro per il mondo Disobedience Archive, un archivio video itinerante sul rapporto fra pratiche artistiche e azione politica, arrivato fino alla Biennale di Venezia del 2024.
Il suo lavoro ruota attorno a una convinzione semplice e scomoda: che l’archivio non sia un deposito ma un campo di battaglia, e che quel che resta fuori dai documenti dica quanto quel che ci sta dentro. Nel gennaio del 2005, al Kunstraum Kreuzberg di Berlino, mette insieme per la prima volta Disobedience Archive: video, volantini, materiali effimeri sul punto in cui l’arte incontra l’azione politica, dai film militanti italiani degli anni Settanta ai movimenti globali di oggi. Non è una mostra che viaggia uguale a sé stessa: cambia nome e forma a ogni sede, e ogni volta qualcun altro ne disegna lo spazio — il parlamento di Céline Condorelli a Umeå e a Rivoli, le sedute di Martino Gamper, il wall painting di Erick Beltán. Diventa (The Parliament), (The Republic), (The Park), poi a Istanbul [Ders Bitti], la lezione è finita, e nel 2024 (The Zoetrope) all’Arsenale, dentro la Biennale di Adriano Pedrosa. In parallelo tiene insieme tre mestieri che di solito stanno separati: la scuola, dove dal 2004 dirige le arti visive della NABA di Milano; il museo, con FM Centro per l’Arte Contemporanea, dove nel 2016 rimette in scena gli anni Settanta italiani con L’Inarchiviabile; e l’ecologia, al PAV di Torino, il parco d’arte vivente fondato da Piero Gilardi, di cui cura il programma dal 2014 e a cui ha dedicato la retrospettiva del MAXXI. Ha diretto l’Archivio Gianni Colombo, ha portato Armando Lulaj al Padiglione dell’Albania nel 2015, e nel 2010 ha fondato no order, rivista che esce da Archive Books a Berlino.
Direttore del Dipartimento di Arti Visive, NABA, Milano (2004–2025)
Direttore, Archivio Gianni Colombo, Milano (2004–2016)
Curatore, Prague Biennale (2003, 2005, 2007)
Fondatore e direttore editoriale, no order. art in a post-fordist society (dal 2010)
Curatore, PAV – Parco Arte Vivente, Torino (dal 2014)
Curatore, Padiglione dell’Albania, 56ª Biennale di Venezia (2015)
Direttore artistico, FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano (dal 2016)
Chief curator, 2ª Biennale di Yinchuan (2018)
Curatore, Disobedience Archive, 17ª Biennale di Istanbul (2022)
Direttore artistico, NABA, Milano, Roma e Londra (dal 2025)
Istituzioni: NABA, Milano, FM Centro per l’Arte Contemporanea, PAV, Torino, Archivio Gianni Colombo, Milano
Mostre e pubblicazioni curate
2013 mostra a cura di Disobedience Archive (The Republic), Castello di Rivoli, Rivoli, Torino (Italia) (Alberto Grifi, Gianfranco Baruchello, Marcelo Expósito, Hito Steyerl, Harun Farocki, Ursula Biemann, Critical Art Ensemble, Black Audio Film Collective, Chto Delat?, Grupo de Arte Callejero, Khaled Jarrar, Carlos Motta). Dal 23 aprile al 30 giugno: la prima tappa italiana dell’archivio itinerante che Scotini aveva aperto a Berlino nel 2005. Lo spazio è un parlamento disegnato da Céline Condorelli, con sedute di Martino Gamper e un wall painting di Erick Beltán: si entra per sedersi e guardare, non per passare.
2015 Padiglione dell’Albania a cura di Albanian Trilogy: A Series of Devious Stratagems, 56ª Biennale di Venezia, Arsenale, Campo della Tana, Venezia (Italia) (Armando Lulaj). Dal 9 maggio al 22 novembre, il Padiglione dell’Albania affidato a un solo artista, Armando Lulaj: tre film e un’installazione sulla storia albanese del Novecento, dalla scritta ENVER tracciata sul fianco di una montagna allo scheletro di una balena. Il volume che ne esce è pubblicato da Sternberg Press.
2016 mostra curata, con Lorenzo Paini, da L’Inarchiviabile / The Unarchivable. Italia anni Settanta, FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano (Italia) (Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Mario Merz, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Franco Vaccari, Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Gianni Colombo). Dall’8 aprile al 15 giugno, circa sessanta artisti e duecento opere: il decennio italiano più raccontato e meno esposto, rimesso insieme non per movimenti ma per quello che ne è sfuggito alle storie ufficiali. È la mostra da cui nascerà il libro omonimo per Meltemi.
2017 mostra curata, con Hou Hanru e Bartolomeo Pietromarchi, da Nature Forever. Piero Gilardi, MAXXI, Roma (Italia) (Piero Gilardi). Dal 13 aprile al 15 ottobre, oltre sessanta opere: la prima grande retrospettiva dell’artista che aveva inventato i tappeti-natura e poi fondato a Torino il PAV, il parco d’arte vivente di cui Scotini cura il programma. Il volume esce da Quodlibet.
2018 2ª Biennale di Yinchuan diretta da Starting from the Desert. Ecologies on the Edge. 2ª Biennale di Yinchuan, MOCA Yinchuan, Yinchuan (Cina) (Ravi Agarwal, Arahmaiani, Massimo Bartolini, Sheba Chhachhi, Nikhil Chopra, Kimsooja, Marjetica Potrč, Song Dong, Zheng Bo, Can Altay, Erick Beltán, Mariam Ghani). Dal 9 giugno al 19 settembre, oltre novanta artisti ai margini del deserto dell’Ordos, sul confine fra agricoltura e sabbia. Chief curator con Andris Brinkmanis, Paolo Caffoni, Zasha Colah e Lu Xinghua: la questione ecologica presa da est, dove il deserto avanza davvero.
2024 progetto a cura di Disobedience Archive (The Zoetrope), 60ª Biennale di Venezia, Arsenale, Venezia (Italia) (Zanele Muholi, Hito Steyerl, Barbara Hammer, Pedro Lemebel, Maria Galindo & Mujeres Creando, Carlos Motta, Želimir Žilnik, Anand Patwardhan, Nguễn Trinh Thi, Jota Mombaça, Daniela Ortiz, Pınar Öğrenci). Dal 20 aprile al 24 novembre, dentro il Nucleo Contemporaneo della Biennale curata da Adriano Pedrosa: quaranta film di cinquantasei artisti, in due sezioni, Diaspora Activism e Gender Disobedience. Il sottotitolo viene dallo zootropio, il giocattolo ottico che fa muovere le immagini girando: diciannove anni dopo Berlino, l’archivio arriva alla Biennale.