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Massimo Bartolini

Massimo Bartolini
Cecina, Italia, 1962; vive e lavora a Cecina
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa succede al corpo quando pavimento, acqua, luce e suono modificano impercettibilmente lo spazio che attraversa, finché un luogo familiare non sembra più lo stesso?

Bartolini lavora dai primi anni Novanta a installazioni ambientali e site-specific che fondono scultura, suono, performance, video, fotografia e, più di recente, la progettazione di spazi architettonici trasformativi. Il filo che lega i progetti è un'indagine sul rapporto fra corpo, percezione e spazio: interventi minimi ma radicali, pavimenti sollevati, bacini d'acqua, variazioni di luce, architetture temporanee, che alterano la configurazione di un ambiente per renderlo altro, caricandolo di una dimensione intima ed emotiva. La critica Laura Cherubini ha scritto, nel catalogo della mostra alla GAM di Torino del 2005, che tutta l'opera di Bartolini è permeata da un forte sentimento dell'abitare.

Il paesaggio e la natura sono temi costanti della sua ricerca, e l'acqua, in particolare, è simbolo di cambiamento e rinnovamento: ricorre in Untitled (Wave), realizzata nei giardini di Villa Medici a Roma nel 2000 e poi al MoMA PS1 di New York nel 2001 a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, e nella serie Dews, avviata nel 2013.

Dal 2024, con il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Due qui / To Hear, il suono è diventato il nucleo esplicito della sua ricerca: installazioni sonore e ambientali che trasformano lo spazio in un dispositivo collettivo di ascolto, realizzate in collaborazione con compositori come Caterina Barbieri, Kali Malone, Gavin e Yuri Bryars, e con gli scrittori Nicoletta Costa e Tiziano Scarpa.

SpazioInterventi che alterano la configurazione fisica di un ambiente, pavimenti, architetture temporanee, per renderlo percettivamente altro.
CorpoIl corpo di chi attraversa l'opera è parte della composizione: l'installazione si completa solo nell'esperienza fisica di chi la abita.
AcquaBacini, onde e gocce ricorrono come simbolo di cambiamento e rinnovamento, da Untitled (Wave) alla serie Dews.
SuonoDal 2024 il suono diventa materia costruttiva dello spazio: installazioni sonore pensate come dispositivi collettivi di ascolto.
CollaborazioneCompositori, scrittori e musicisti entrano nel processo come coautori, non come semplice accompagnamento sonoro.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Primi anni Novanta, le prime installazioni ambientali e l'indagine su spazio e percezione; dal 2000 Untitled (Wave) porta l'acqua al centro della ricerca; dal 2024, con il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, il suono diventa nucleo esplicito del lavoro.
Formazione
1976-81 · Livorno · studi tecnici da geometra, Istituto Tecnico per Geometri "B. Buontalenti"1989 · Accademia di Belle Arti di Firenze · diploma
Temi
SpazioCorpoPercezioneAcquaSuonoAbitare
Linguaggi & media
Installazione ambientaleSculturaSuonoPerformanceVideoFotografiaArchitettura temporanea
Cicli/Opere chiave
2000 · Untitled (Wave) · prima realizzazione nei giardini di Villa Medici, Roma2001 · Untitled (Wave) · presentata al MoMA PS1, New York, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev2004 · Float · opera site-specific commissionata per la personale al Castello di Rivoli, Torinodal 2013 · Dews · serie dedicata alla goccia d'acqua come simbolo di rinnovamento2022 · Hagoromo · personale al Centro Pecci, Prato, a cura di Luca Cerizza, con una nuova collaborazione con il compositore Gavin Bryars2024 · Due qui / To Hear · Padiglione Italia alla 60ª Biennale di Venezia, con le opere Due qui, A veces ya no puedo moverme e Pensive Bodhisattva on A Flat
Art Figures
Carolyn Christov-Bakargiev · cura Untitled (Wave) al MoMA PS1 di New York nel 2001 e la prima mostra museale italiana dell'artista al Castello di Rivoli, Torino, nel 2004Luca Cerizza · cura Hagoromo al Centro Pecci di Prato nel 2022-23 e il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2024, Due qui / To HearAngelo Piero Cappello · Commissario del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2024Laura Cherubini · critica, autrice del testo per la personale alla GAM di Torino nel 2005
Artisti correlati
Caterina Barbieri · compositrice, sintesi modulare, collabora al Padiglione Italia 2024Kali Malone · compositrice, organo ed elettroacustica, collabora al Padiglione Italia 2024Gavin Bryars e Yuri Bryars · musicisti, autori di A veces ya no puedo moverme, su testo di Roberto Juarroz, per il Padiglione Italia 2024; Gavin Bryars aveva già collaborato con Bartolini per Hagoromo, Centro Pecci, Prato, 2022Nicoletta Costa e Tiziano Scarpa · scrittori, testi inediti per il Giardino delle Vergini, Padiglione Italia 2024Wiebke Siem · mostra doppia con Bartolini alla Frith Street Gallery, Londra, 2002Daniele Del Giudice · scrittore, autore del testo per Atlante Occidentale, Einaudi, 1998
Art Spaces
Frith Street Gallery · Londra · rappresentanzaMassimo De Carlo · Milano, Londra, Hong Kong, Parigi · rappresentanza
Collezioni
Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, TorinoMAXXI, RomaNational Gallery of Canada, OttawaFundació "la Caixa", BarcellonaMuseum Voorlinden, WassenaarMuseion, BolzanoMuseo Pecci, PratoWhitworth Art Gallery, Manchester

Cronologia della ricerca

1976-89La formazione

Dopo gli studi tecnici da geometra a Livorno, Istituto Tecnico per Geometri "B. Buontalenti", Bartolini si forma all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diploma nel 1989.

Primi anni Novanta - 2000Le prime installazioni ambientali

Bartolini comincia a lavorare a interventi che alterano la configurazione fisica di un ambiente, pavimenti, architetture temporanee, indagando il rapporto fra corpo, percezione e spazio. Nel 2000 realizza Untitled (Wave) nei giardini di Villa Medici, Roma.

2001-2012L'acqua, il paesaggio, i primi musei

Untitled (Wave) viene presentata al MoMA PS1 di New York nel 2001, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, che nel 2004 cura la prima personale museale italiana dell'artista al Castello di Rivoli, con l'opera site-specific Float. Seguono la personale alla GAM di Torino nel 2005, con testo critico di Laura Cherubini, HUM all'Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2012 e la partecipazione a Documenta 13, Kassel, nello stesso anno.

2013-2023Dews e Hagoromo

Avvia nel 2013 la serie Dews, dedicata alla goccia d'acqua come simbolo di rinnovamento. Nel 2022 Hagoromo, personale al Centro Pecci di Prato a cura di Luca Cerizza, segna una nuova collaborazione con il compositore Gavin Bryars.

2024-oggiIl suono e il Padiglione Italia

Nel 2024 realizza, a cura di Luca Cerizza, il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Due qui / To Hear, alle Tese e al Giardino delle Vergini dell'Arsenale, in collaborazione con Caterina Barbieri, Kali Malone, Gavin e Yuri Bryars, Nicoletta Costa e Tiziano Scarpa. Lo stesso anno riceve l'ACACIA Award. Nel 2025 personali a Palazzo Collicola, Spoleto, e alla Frith Street Gallery di Londra, e nel 2025-26 la mostra 100 giorni a San Carlo, Cremona.

Passaggi istituzionali

1999Biennale di Venezia

partecipazione a mostra collettiva

2000Giardini di Villa Medici, Roma

Untitled (Wave)

2001MoMA PS1, New York

Untitled (Wave), 11 marzo - 20 maggio, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev

2004Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Torino

personale, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, con l'opera site-specific Float, commissionata per l'occasione

2005GAM, Torino

personale, testo critico di Laura Cherubini

2005Biennale di Venezia

partecipazione a mostra collettiva

2006Biennale di Shanghai

partecipazione a mostra collettiva

2009Biennale di Venezia

Fare Mondi / Making Worlds, partecipazione a mostra collettiva

2011Triennale di Yokohama

partecipazione a mostra collettiva

2012Auditorium Parco della Musica, Roma

HUM

2012Documenta 13, Kassel

partecipazione a mostra collettiva

2012Biennale di Shanghai

partecipazione a mostra collettiva

2013Biennale di Venezia

Vice Versa, Padiglione Italia, partecipazione a mostra collettiva

2022Centro Pecci, Prato

Hagoromo, a cura di Luca Cerizza

2024Padiglione Italia, 60ª Esposizione Internazionale d'Arte, Biennale di Venezia

Due qui / To Hear, Tese e Giardino delle Vergini, Arsenale, 20 aprile - 24 novembre, a cura di Luca Cerizza, assistente Francesca Verga, Commissario Angelo Piero Cappello; opere Due qui (con Barbieri e Malone), A veces ya no puedo moverme (G. e Y. Bryars, su testo di Juarroz), Pensive Bodhisattva on A Flat

2024Villa Fürstenberg Park, Mestre

Ballad for Ten Trees, evento collaterale del Padiglione Italia, dieci saxofonisti, maggio 2024

2025Frith Street Gallery, Londra

Sparse steps, 1 febbraio - 8 marzo

2025Palazzo Collicola, Spoleto

Il campo espanso, personale, 23 marzo - 8 giugno

2025-26San Carlo, Cremona

100 giorni, personale, 20 settembre 2025 - 16 gennaio 2026

Premi e riconoscimenti

2024ACACIA Award

vinto; assegnato dall'Associazione Amici del Museo del Novecento/arte contemporanea italiana, annunciato nell'ottobre 2024 e presentato nell'ambito di INVITO 24 al Museo del '900, Milano

FONTI VERIFICATEFonti primarie lette: Accademia di Belle Arti di Firenze; Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Torino, pagina collezione e scheda dell'opera Lo studio alle 3, 1994-2002, in deposito dalla Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT; GAM, Torino, catalogo della personale 2005 con testo di Laura Cherubini; MoMA PS1, New York, pagina della mostra Untitled (Wave), 2001; Centro Pecci, Prato, comunicato Hagoromo, 2022; La Biennale di Venezia, Padiglione Italia 2024, Due qui / To Hear, comunicati e materiali curatoriali; Frith Street Gallery, Londra, pagina artista e comunicato Sparse steps, 2025; Massimo De Carlo, pagina artista; Palazzo Collicola, Spoleto, comunicato Il campo espanso, 2025; MAXXI, Roma, collezione arte; National Gallery of Canada, Ottawa; Fundació "la Caixa", Barcellona; Museum Voorlinden, Wassenaar; Museion, Bolzano; Whitworth Art Gallery, Manchester; L'Espresso, intervista di Nicola Zanella, 15 maggio 2024. DISCORDANZE: il titolo esatto dell'opera presentata a Documenta 13, Kassel, 2012, non è stato confermato con certezza nelle fonti consultate e non viene quindi specificato. La galleria Magazzino di Roma ha ospitato numerose personali storiche fra il 2009 e il 2017, ma la sua funzione di rappresentanza attuale non è confermabile: si indicano quindi come gallerie correnti solo Frith Street Gallery e Massimo De Carlo. L'ACACIA Award 2024 non corrisponde a nessuna delle categorie di riconoscimento già catalogate sul sito ed è riportato qui come informazione testuale, in attesa di verifica incrociata su ulteriore fonte primaria.

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