Curatore e critico, nato a Guangzhou nel 1963 e a Parigi dal 1990. Con Cities on the Move, il progetto itinerante costruito con Hans Ulrich Obrist fra il 1997 e il 1999, porta le città asiatiche dentro il discorso delle grandi mostre. Ha curato le biennali di Istanbul e di Lione, il Padiglione Cinese di Venezia e, con Denys Zacharopoulos, quello francese, e ha diretto il MAXXI di Roma dal 2013 al 2023.
Studia storia dell’arte all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, dove prende la laurea e il titolo successivo, e nel 1990 si trasferisce a Parigi. Nel 1997, con Hans Ulrich Obrist, costruisce Cities on the Move: non una mostra ma un organismo che cambia forma a ogni sede, dalla Secession di Vienna a Bordeaux, al PS1 di New York, al Louisiana, alla Hayward Gallery, a Bangkok e infine a Helsinki, con liste di artisti che si riscrivono ogni volta e architetti, registi e fotografi accanto agli artisti. È il momento in cui la crescita urbana asiatica smette di essere un tema esotico e diventa il modo in cui si guarda al contemporaneo. Da lì in avanti lavora quasi solo sul formato biennale, che gli serve come strumento politico: la sezione Zone of Urgency all’Arsenale nel 2003, dove la città diventa zona di emergenza e l’arte forza di trasformazione sociale; Istanbul nel 2007, intitolata Non solo possibile, ma anche necessario. Ottimismo nell’epoca della guerra globale; Lione nel 2009, sullo spettacolo del quotidiano. Nel mezzo due padiglioni nazionali che raccontano da soli la sua traiettoria: nel 1999 co-commissaria quello francese portandoci Huang Yong Ping, e nel 2007 cura quello cinese affidandolo a quattro artiste donne. Dal 2013 al 2023 dirige il MAXXI di Roma, dove tiene insieme arte, architettura e città, e nel 2018 chiude il cerchio con La strada, una mostra che riempie il museo dello spazio pubblico che le sue mostre inseguivano da vent’anni.
Ambiti: Globalization, Biennials, Global Art, Public Art, International Curating, Institution Building
Incarichi:
Professore, Rijksakademie van Beeldende Kunsten, Amsterdam
Co-commissario, Padiglione francese, 48ª Biennale di Venezia (1999)
Direttore artistico, 2ª Triennale di Guangzhou (2005–2006)
Director of exhibitions and public programs e chair of exhibition and museum studies, San Francisco Art Institute (2006–2012)
Curatore, Padiglione Cinese, 52ª Biennale di Venezia (2007)
Curatore, 10ª Biennale di Istanbul (2007)
Commissario, 10ª Biennale di Lione (2009)
Direttore artistico, MAXXI, Roma (2013–2023)
Consulting curator, Chinese Art Initiative, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (dal 2015)
Faculty at large, MA Curatorial Practice, School of Visual Arts, New York (dal 2015)
Istituzioni: MAXXI, Roma, Biennale di Istanbul, San Francisco Art Institute, Solomon R. Guggenheim Museum
Mostre e pubblicazioni curate
1997 mostra co-curata, con Hans Ulrich Obrist, da Cities on the Move, Secession, poi altre sei sedi in Europa, Stati Uniti e Asia, Vienna (Austria) (Nobuyoshi Araki, Cai Guo-Qiang, Chen Zhen, Choi Jeong Hwa, Simryn Gill, Huang Yong Ping, Rem Koolhaas, Lee Bul, Shen Yuan, Sarah Sze, Fiona Tan, Wang Du, Yin Xiuzhen, Zhang Peili). Apre alla Secession il 26 novembre 1997, nell’anno del centenario, e da lì non si ferma più: Bordeaux, il PS1 di New York, il Louisiana, la Hayward Gallery, Bangkok, il Kiasma di Helsinki. A ogni tappa cambia forma e cambia gli artisti, e mescola architetti, registi e fotografi — da Rem Koolhaas ad Arata Isozaki a Takeshi Kitano — con chi fa arte. È il progetto con cui la crescita urbana asiatica entra nel discorso delle grandi mostre.
1999 padiglione co-commissariato, con Denys Zacharopoulos, da Padiglione francese, 48ª Biennale di Venezia, Giardini della Biennale, Venezia (Italia) (Huang Yong Ping, Jean-Pierre Bertrand). Un curatore nato a Canton co-commissaria il padiglione della Francia, e ci porta Un homme, neuf animaux di Huang Yong Ping accanto ai Neuf Mixed Mediums di Jean-Pierre Bertrand. Vent’anni dopo terrà una conferenza intitolata Destino delle biennali, destino del mondo, prendendo proprio quel padiglione come caso.
2003 sezione a cura di Z.O.U. – Zone of Urgency, Arsenale, 50ª Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Huang Yong Ping, Lin Yilin, Heri Dono, Jota Castro, Young-Hae Chang Heavy Industries, Tsang Tsou-choi, Sora Kim, Cao Fei). Dal 15 giugno al 2 novembre, una delle sezioni della Biennale diretta da Francesco Bonami, con l’allestimento di Yung Ho Chang. Il suo testo curatoriale dice che la città di oggi è diventata una zona di emergenza, e che le pratiche artistiche che vi si sviluppano — interventiste, performative — sono una forza reale di trasformazione sociale. Dentro c’è Canton Express, il gruppo di artisti del delta del Fiume delle Perle.
2007 padiglione a cura di Everyday Miracles (Four Woman Artists in the Chinese Pavilion), Padiglione Cinese, 52ª Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Shen Yuan, Yin Xiuzhen, Kan Xuan, Cao Fei). Il Padiglione Cinese affidato a quattro artiste donne e a nessun uomo, fra l’Arsenale e il Giardino delle Vergini: Shen Yuan con Le Première Voyage, Yin Xiuzhen con un lavoro site-specific nelle Cisterne, Kan Xuan con una serie di video, Cao Fei con il suo avatar China Tracy dentro Second Life. Il titolo, sul catalogo, dice Four Woman Artists, al singolare.
2007 10ª Biennale di Istanbul a cura di Not Only Possible, But Also Necessary: Optimism in the Age of Global War, Atatürk Cultural Center, Antrepo 3, İMÇ e altre sedi, Istanbul (Turchia) (Cao Fei, Huang Yong Ping, Kan Xuan, Lee Bul, Raqs Media Collective, Paul Chan, Adel Abdessemed, Michael Rakowitz, Chen Chieh-Jen, Ken Lum, AES+F, Fikret Atay). Dall’8 settembre al 4 novembre, novantasei fra artisti e gruppi e oltre centocinquanta progetti, distribuiti fra il centro culturale Atatürk, i magazzini del porto, il mercato dei tessili e la vecchia centrale elettrica di santralistanbul. Il titolo è una dichiarazione: l’ottimismo come dovere, non come illusione, nell’epoca della guerra globale.
2009 10ª Biennale di Lione affidata al commissariato di Le Spectacle du quotidien, La Sucrière, Mac Lyon, Fondation Bullukian, Entrepôt Bichat, Lione (Francia) (Adel Abdessemed, Jimmie Durham, Agnès Varda, Sarkis, Pedro Reyes, Huang Yong Ping, Yangjiang Group). Dal 16 settembre 2009 al 3 gennaio 2010, circa sessanta artisti su quattro sedi, articolati in quattro assi — la magia delle cose, l’elogio della deriva, viviamo insieme, un altro mondo è possibile — più il programma Veduta, fatto nei quartieri. Il direttore artistico della Biennale è Thierry Raspail: Hou Hanru vi è commissario invitato dell’edizione.
2018 mostra a cura di La strada. Dove si crea il mondo, MAXXI, Roma (Italia) (Francis Alÿs, Jimmie Durham, Cao Fei, David Hammons, Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Barbara Kruger, Jeremy Deller, Kimsooja, Marinella Senatore, Yael Bartana, Monica Bonvicini). Dal 7 dicembre 2018 al 28 aprile 2019, curata con le squadre curatoriali e di ricerca del museo: il MAXXI svuotato e riempito di strada, cioè di spazio pubblico, mercati, cortei, negozi e passaggi. È la mostra che riassume i suoi dieci anni romani e i suoi vent’anni di lavoro sulla città.