Adel Abdessemed nasce nel 1971 a Costantina, in Algeria, in una famiglia berbera chaouia. Lascia l'Algeria nel 1994, nel pieno della guerra civile, dopo aver studiato all'École régionale des beaux-arts di Batna e all'École supérieure des beaux-arts di Algeri; si trasferisce quindi a Lione, dove si forma all'École nationale supérieure des beaux-arts (1994-1998). Tra il 1999 e il 2001 vive tra la Cité internationale des arts di Parigi e il programma internazionale di studio del P.S.1 Contemporary Art Center a New York. Oggi vive e lavora a Parigi. Fin dagli esordi costruisce un linguaggio fatto di materiali taglienti e immagini scomode – corpi, armi, animali, oggetti industriali – che porta la violenza del presente dentro lo spazio dell'opera.
Nel 2012 realizza Coup de tête, una statua in bronzo di cinque metri che raffigura il calciatore Zinédine Zidane nell'atto della testata data a Marco Materazzi durante la finale dei Mondiali 2006: installata nel 2013 sulla Corniche di Doha per volontà della Qatar Museums Authority, l'opera viene rimossa pochi giorni dopo per le proteste legate alla sua presunta blasfemia, poi trasferita al Mathaf: Arab Museum of Modern Art e infine reinstallata nel 2019. Nello stesso periodo lavora alla serie Décor (2011-2012), quattro figure in filo spinato identico a quello usato a Guantánamo che riprendono la composizione della Pala di Issenheim di Matthias Grünewald, oggi parte della Collezione Pinault ed esposte alla Punta della Dogana di Venezia. Nel 2012 il Centre Georges Pompidou di Parigi gli dedica l'ampia retrospettiva Je suis innocent, che prende il titolo da un autoritratto fotografico in cui l'artista si dà fuoco davanti alla porta del proprio studio.
Il suo lavoro con gli animali, spesso ridotti a materiale scultoreo o protagonisti di video crudi come Usine (2008, oggi nella Collezione Pinault), gli procura ripetute polemiche: nel marzo 2018 il MAC Lyon ritira dalla mostra collettiva L'Antidote il suo video Printemps, che mostra galline apparentemente in fiamme (ottenute con effetti speciali, senza alcun animale ferito), dopo una violenta campagna sui social network. Accanto a queste opere controverse, Abdessemed firma anche progetti di segno diverso: nel 2015 collabora con l'architetto Jean Nouvel per Jalousies al Musée de Vence, nel 2022 il Rockbund Art Museum di Shanghai gli dedica la personale An Imperial Message e nel 2023 il Mémorial de la Shoah di Parigi ospita My Child. Rappresentato dalla David Zwirner Gallery dal 2008 e dalla Dvir Gallery, continua a esporre regolarmente tra Parigi, New York e il Medio Oriente.
Studia a Batna e ad Algeri; lascia l'Algeria nel pieno della guerra civile.
Si forma all'École nationale supérieure des beaux-arts di Lione.
Residenza al P.S.1 Contemporary Art Center di New York, primo contatto diretto con la scena americana.
Retrospettiva Je suis innocent al Centre Pompidou; installazione e rimozione di Coup de tête a Doha.
Situation and Practice.
Je suis innocent.
L'âge d'or.
Prima Materia, Collezione Pinault.
An Imperial Message.
My Child.
Partecipazione in tre edizioni.
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