AES+F è un collettivo di artisti russi, formato a Mosca nel 1987 da Tatiana Arzamasova, Lev Evzovich ed Evgeny Svyatsky; nel 1995 si aggiunge il fotografo Vladimir Fridkes, che dà al gruppo il nome attuale. Arzamasova ed Evzovich lavorano fino ad allora come architetti concettuali, Svyatsky come grafico e illustratore, Fridkes come fotografo di moda per riviste internazionali: da questi linguaggi diversi nasce il metodo condiviso del gruppo, il collage digitale di fotografie reali, elementi disegnati e ambienti generati al computer, usato per costruire mondi coerenti e insieme innaturali. Il lavoro trasferisce miti, dipinti e testi antichi in scenari contemporanei come aeroporti, resort di lusso e foreste digitali, dove ordine sociale, violenza e identità dei corpi smettono di funzionare come nella realtà quotidiana.
Il meccanismo ricorrente è il rovesciamento. In Inverso Mundus (dal 2015) il gruppo riprende le incisioni cinquecentesche del mondo alla rovescia: netturbini eleganti spargono rifiuti, i poveri elargiscono elemosine ai ricchi, chimere scendono dal cielo. In The Feast of Trimalchio (dal 2009) un resort che unisce costa tropicale e pista da sci fa scivolare il rapporto fra ospiti in bianco e personale di servizio fino a farlo somigliare ai saturnali romani da cui l’opera prende il titolo, quello del Satyricon di Petronio. In Last Riot (2005–2008), presentato al Padiglione Russia della 52. Biennale di Venezia, adolescenti dai tratti etnici mescolati digitalmente combattono in un paesaggio senza fine, senza morire e senza che la lotta rimandi a una storia, un’ideologia o un’etica riconoscibili. Allegoria Sacra (dal 2011) sposta lo stesso metodo su un dipinto di Giovanni Bellini, trasformato in un aeroporto internazionale dove passeggeri, migranti e figure mitologiche attraversano insieme un luogo di transito.
Nei lavori più recenti, come Digital Safari: Fables of the Jungle (dal 2025), la figura umana ibridata con l’animale prende il posto del paesaggio sociale e istituzionale dei lavori precedenti: sei performer in costume e maschera diventano lupo, tigre, avvoltoio, giaguaro nero, gatto di Pallas e iena in una foresta digitale, in una messa in scena a metà fra cerimonia e spettacolo. Il metodo resta lo stesso, il collage digitale di corpi reali e ambienti generati al computer, ma il rovesciamento non riguarda più soltanto l’ordine sociale: riguarda il confine fra le specie.
Con Islamic Project il collage digitale, il ready-made e la performance costruiscono un’immagine grottesca dello scontro fra Occidente e mondo islamico, capovolgendone gli stereotipi.
Action Half-Life e Last Riot mettono in scena adolescenti dai tratti etnici mescolati digitalmente, in battaglie senza morte, storia o ideologia riconoscibile.
The Feast of Trimalchio, Allegoria Sacra e Inverso Mundus trasferiscono paradiso, purgatorio e mondo alla rovescia in resort, aeroporti e scenari globali dove i ruoli sociali si sciolgono in ambiguità.
Con Digital Safari: Fables of the Jungle la figura umana si fonde con quella animale in una foresta interamente generata al computer: l’ibridazione si sposta dal corpo sociale al confine fra le specie.
Click I Hope, curata da Olga Sviblova, Padiglione Russia; presentano Last Riot
AES. AES+F
The Feast of Trimalchio
AES+F. The Trilogy
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