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Sarkis

Sarkis
Istanbul, Turchia, 1938 — vive e lavora a Parigi dal 1964, con atelier a Villejuif
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Come si fa a far parlare al presente gli oggetti che una guerra, un esilio o un'infanzia hanno lasciato indietro?

Sarkis lavora con oggetti che hanno già avuto una vita: banchi da lavoro, stoffe, scarpe, radio a valvole, nastri magnetici, materiali etnografici. Accanto a questi mette elementi che emettono luce e suono: tubi al neon scritti a mano, vetrate montate su cavalletto, acquerelli stesi a strati, registrazioni sonore. Chiama Kriegsschatz, tesoro di guerra, il fondo di cose sottratte e conservate su cui torna dagli anni Settanta. Ogni ambiente viene composto come una partitura, con distanze e intensità calcolate.

Il metodo è la rimessa in scena. Çaylak Sokak (1986) porta in mostra il banco dello zio Simon, le scarpe del padre e una vasca smaltata presi dalla strada d'infanzia a Istanbul, insieme all'audio di Nostalghia; la stessa opera riappare a Magiciens de la terre nel 1989 al Centre Pompidou e ad Arter nel 2019. Lo stesso movimento attraversa i Plans brûlés avec néons S.W.N.O. (dal 1997), con i punti cardinali al neon volutamente spostati, e le Scènes en cuivre (dal 2012).

Dal 2015, quando Respiro occupa il Padiglione della Turchia a Venezia con specchi, vetrate e neon, la luce colorata diventa il perno del lavoro. Seguono le vetrate su cavalletto dei Vitraux mobiles (2019), Pluie arc-en-ciel al MAMCO di Ginevra nel 2024 e, nel 2025 da Nathalie Obadia, dodici pannelli in tessuto con centoventi fotografie dell'atelier di Villejuif affiancate da misure al neon. Le tappe successive passano da Istanbul a Londra, Bruxelles e Berlino.

KriegsschatzTesoro di guerra: il fondo di oggetti sottratti, conservati e rimessi in circolo che dagli anni Settanta attraversa installazioni, acquerelli e sculture.
NeonScritte e segni tracciati a mano e poi soffiati in tubo luminoso, usati come misura dello spazio più che come insegna.
Rimessa in scenaLe stesse opere tornano in luoghi diversi cambiando montaggio: l'allestimento è parte del lavoro, non la sua presentazione.
Istanbul–ParigiUna strada di Talimhane e un atelier di Villejuif tenuti insieme nello stesso ambiente, con i materiali dell'una portati dentro l'altro.
Vetrata e acquerelloIl vetro piombato staccato dall'architettura e messo su cavalletto, l'acquerello steso a strati fino a diventare corpo opaco.

Contesto della ricerca

Quando emerge
1967–1972 · premio di pittura della Biennale di Parigi nel 1967 e omaggio a Joseph Beuys al Salon de Mai lo stesso anno; invito di Harald Szeemann a «Quand les attitudes deviennent forme» alla Kunsthalle di Berna nel 1969; personale «Opération Organe» alla Kunsthalle di Düsseldorf nel 1972
Formazione
· Devlet Güzel Sanatlar Akademisi, Istanbul — diploma all'Accademia statale di belle arti; pittura e progettazione
Temi
memoriaguerraesilioinfanziaidentitàtempolucediaspora
Linguaggi & media
installazioneneonvetrataacquerellosuonovideofotografiascultura
Cicli/Opere chiave
1979 · Kriegsschatz-Kriegsschade(n) — installazione in pittura, cartone, legno, plexiglas e gesso dipinto, 102 x 289,5 x 21 cm; acquisita dal Centre Pompidou nel 19791984 · La salle des 12 drapeaux de Kriegsschatz — acquerello e grafite su carta, studio per la serie I Love my Lulu; donato dall'artista al Centre Pompidou nel 19891986 · Çaylak Sokak — installazione con banco da calzolaio, radio a valvole, vasca smaltata, scarpe e nastri magnetici con l'audio di Nostalghia di Tarkovskij; prima presentazione alla Maçka Sanat Galerisi di Istanbul, poi a Magiciens de la terre nel 1989 e ad Arter nel 20191982–2007 · Le Bateau Kriegsschatz — opera nella collezione del MAC VAL, Vitry-sur-Seine1997 · Plans brûlés avec néons S.W.N.O. — ciclo avviato nel 1997: tavole incorniciate in legno con punti cardinali al neon nella grafia dell'artista, collocati fuori posizione, e segni ad acquerello rosso2007 · Vitraux des Innocents — dieci vetrate retroilluminate concepite fuori dal contesto architettonico, presentate in corridoio buio2012 · Ailleurs Ici — settantadue vetrate per il Domaine de Chaumont-sur-Loire2012 · Scènes en cuivre — ciclo avviato nel 2012: supporti di rame a T su cui si sovrappongono tessuti, dai gilet dei cacciatori Dozo a equipaggiamenti militari accostati ad abiti a stampa floreale2012 · Aura d'après Vaudou — serie in cui gli oli di colore escono dal tracciato del pennello2013 · After Ice Age — serie che parte dall'arte preistorica esposta al British Museum nel 20122015 · Respiro — installazione di specchi, vetrate e neon site-specific per il Padiglione della Turchia alle Sale d'Armi dell'Arsenale, con una composizione di Jacopo Baboni-Schilingi sulle partizioni dei colori dell'arcobaleno2016 · Le cri sous son arc-ciel — tubi al neon curvati a sinusoide, ripresa del lavoro veneziano2019 · Vitraux mobiles — circa sessanta vetrate su cavalletto che incastonano fotografie proprie e recuperate, con le piombature lasciate in vista secondo il principio del kintsugi2024 · Les 7 terrains en arc-en-Ciel — affresco in Liquitex fluorescente con chicchi di riso bianco sparsi
Artisti correlati
Joseph Beuys · nel 1967 Sarkis presenta al Salon de Mai Connaissez-vous Joseph Beuys?; nel 2010 il percorso di Passages al Centre Pompidou mette il suo lavoro in dialogo con opere di Beuys nella collezioneAndrej Tarkovskij · l'audio di Nostalghia è parte materiale di Çaylak Sokak (1986); fotogrammi dei suoi film rientrano nella serie kintsugi presentata nel 2016
Art Spaces
Galerie Nathalie Obadia · Parigi e Bruxelles · rappresentanza · dal 2011Dirimart · Istanbul e Londra · rappresentanza · artista in elenco
Collezioni
Centre Pompidou, ParigiMAC VAL, Vitry-sur-SeineMAMCO, GinevraIstanbul ModernZKM, KarlsruheArter, IstanbulFRAC e musei regionali francesi

Cronologia della ricerca

1960–1967Istanbul, poi Parigi

Prima personale nel 1960 alla Istanbul Art Gallery dopo l'Accademia statale di belle arti. Nel 1964 si trasferisce a Parigi; nel 1967 vince il premio di pittura della Biennale di Parigi ed espone al Salon de Mai Connaissez-vous Joseph Beuys?.

1968–1979Oggetti industriali e suono

Dal 1968 passa a oggetti e installazioni con angolari metallici, rotoli di catrame, acqua, resistenze elettriche e suoni registrati dal vivo. Nel 1969 è a Berna, nel 1972 alla Kunsthalle di Düsseldorf con Opération Organe. Nel 1979 il Centre Pompidou acquista Kriegsschatz-Kriegsschade(n).

1980–1995Kriegsschatz, Strasburgo, Çaylak Sokak

Dirige il dipartimento arte a Strasburgo dal 1980 al 1990 e i seminari dell'IHEAP dal 1988. Sviluppa gli acquerelli attorno a I Love my Lulu (1984) e allestisce Çaylak Sokak nel 1986. Partecipa alle Biennali di Sydney nel 1982 e nel 1990 e a quelle di Istanbul nel 1989 e nel 1995.

1997–2014Neon, vetrate, acquerelli

Avvia i Plans brûlés avec néons S.W.N.O. nel 1997; nel 2000 la commissione per l'abbazia cistercense di Silvacane apre il lavoro sulla vetrata, che nel 2007 diventa opera da cavalletto con i Vitraux des Innocents e nel 2012 conta settantadue pezzi a Chaumont-sur-Loire. Mostre personali a Musée Bourdelle, La Maison Rouge, Boijmans Van Beuningen e Centre Pompidou.

2015–2026La luce misurata

Respiro al Padiglione della Turchia nel 2015 fissa il trittico specchio-vetrata-neon. Seguono i Vitraux mobiles nel 2019, le mostre ad Arter e alla Kunsthalle Baden-Baden nel 2023, Pluie arc-en-ciel al MAMCO nel 2024 e i pannelli fotografici con misure al neon del 2025.

Passaggi istituzionali

1969Kunsthalle Bern, Berna

Live in Your Head: When Attitudes Become Form, a cura di Harald Szeemann

1972Kunsthalle Düsseldorf, Düsseldorf

Opération Organe, 15 settembre – 15 ottobre 1972

1977Documenta 6, Kassel

24 giugno – 2 ottobre 1977, direzione artistica di Manfred Schneckenburger

1982Documenta 7, Kassel

19 giugno – 28 settembre 1982, direzione artistica di Rudi Fuchs

1986Maçka Sanat Galerisi, Istanbul

Çaylak Sokak, prima presentazione dell'installazione

1989Centre Pompidou, Parigi

Magiciens de la terre, con Çaylak Sokak

2004Centre Culturel Hay Art, Erevan

À l'intérieur de la zone, 19 maggio – 29 agosto 2004

2007Musée Bourdelle, Parigi

Inclinaison, 25 gennaio – 4 giugno 2007

2007La Maison Rouge, Parigi

La Suite des Innocents, 16 giugno – 2 settembre 2007

2008Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Landscape Forever, 16 febbraio – 25 maggio 2008

2010Centre Pompidou, Parigi

Sarkis – Passages, carta bianca, 10 febbraio – 21 giugno 2010

2012Domaine de Chaumont-sur-Loire

Ailleurs Ici, settantadue vetrate

2015La Biennale di Venezia, Venezia

Respiro, Padiglione della Turchia, Sale d'Armi dell'Arsenale, 9 maggio – 22 novembre 2015, a cura di Defne Ayas, organizzato da İKSV

2015La Biennale di Venezia, Venezia

Armenity / Haiyutioun, Padiglione della Repubblica d'Armenia, isola di San Lazzaro degli Armeni, a cura di Adelina Cüberyan von Fürstenberg

2017Zachęta – Galleria nazionale d'arte, Varsavia

Sarkis. Angel Rainbow, 28 novembre 2017 – 18 febbraio 2018, a cura di Sarkis con Hanna Wróblewska; ventuno neon con frasi in polacco scritte a mano dal personale del museo

2019Arter, Istanbul

Nuova presentazione di Çaylak Sokak

2023Arter, Istanbul

SONSUZ

2023Staatliche Kunsthalle Baden-Baden

7 Tage 7 Nächte

2023Daejeon Museum of Art, Daejeon

Future Lies Ahead 1993–2023

2024MAMCO, Ginevra

Pluie arc-en-ciel, marzo 2024

2024Biennale di Mardin, Mardin

Partecipazione all'edizione 2024

2025Istanbul Modern, Istanbul

19380–20250

Premi e riconoscimenti

1967Biennale de Paris

Premio di pittura, vinto

2015La Biennale di Venezia

Leone d'Oro per la migliore partecipazione nazionale assegnato al Padiglione della Repubblica d'Armenia, la mostra collettiva Armenity / Haiyutioun a cui Sarkis ha partecipato: il premio è andato al padiglione, non al singolo artista

FONTI VERIFICATEFonti primarie lette: sito dell'artista sarkis.fr (pagine expositions, textes critiques, Pluie arc-en-ciel 2024, Stay Together 2025); Galerie Nathalie Obadia, pagine artista Sarkis (overview, biography, exhibitions) e pagine mostra Au commencement la chaleur 2021, Il Grido 2016, Vitraux mobiles 2019, Infini croisement des détails avec sa mesure en lumière 2025, oltre al comunicato Au commencement le blanc; Dirimart, pagine artista Sarkis (overview, biography, publications); Centre Pompidou, scheda persona Sarkis e schede opera Kriegsschatz-Kriegsschade(n) 1979 e La salle des 12 drapeaux de Kriegsschatz 1984, pagina evento Sarkis – Passages 2010; MAC VAL, pagina artista Sarkis; İKSV, comunicato sul Padiglione della Turchia alla 56ª Biennale di Venezia; La Biennale di Venezia, pagina premi 2015; documenta, pagine retrospettive Documenta 6 e Documenta 7; Zachęta – Galleria nazionale d'arte di Varsavia, pagina della mostra Sarkis. Angel Rainbow; scheda di Arter su Çaylak Sokak consultata sulla piattaforma Google Arts & Culture, dove Arter è l'istituzione titolare del record. Discordanze: il premio del 1967 risulta come premio di pittura della Biennale di Parigi sia sul sito della galleria che lo rappresenta (Galerie Nathalie Obadia) sia sul sito del MAC VAL, e non come premio del Salon de la Jeune Peinture; per l'edizione della Biennale di Mardin del 2024 il sito dell'artista scrive 4ème Biennale Mardin mentre Dirimart scrive 6ª Biennale di Mardin, e prevale il sito dell'artista, quindi qui resta indicato solo l'anno; sulla formazione Dirimart indica il diploma alla Devlet Güzel Sanatlar Akademisi di Istanbul, Zachęta indica studi di pittura e progettazione alla Mimar Sinan di Istanbul e Galerie Nathalie Obadia indica studi di francese, pittura e architettura d'interni, e prevale la formulazione della galleria di Istanbul; le date della mostra del 2025 da Nathalie Obadia risultano 22 marzo – 17 maggio sulla pagina della galleria e 22 marzo – 3 maggio sull'elenco del sito dell'artista, e prevale il sito dell'artista per l'inizio, coincidente, mentre la chiusura resta quella della galleria che ospita. Blocchi incontrati e non aggirati: arter.org.tr (robots.txt non recuperabile, errore di certificato), mackasanatgalerisi.com (robots.txt non raggiungibile), cnap.fr (robots.txt non raggiungibile), archives.saltresearch.org (accesso riservato previa autenticazione); per gli stessi contenuti sono state usate altre fonti primarie.

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