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Mario Airò

Mario Airò
Pavia, Italia, 1961
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Può la luce diventare architettura?

Mario Airò nasce a Pavia nel 1961 e si forma all'Accademia di Brera a Milano, dove è allievo di Luciano Fabro, figura centrale della scultura povera e concettuale italiana. Nel 1989, insieme ad altri ex studenti di Fabro, fonda lo spazio autogestito di via Lazzaro Palazzi a Milano, dove tiene la sua prima mostra personale, e la rivista "Tiracorrendo". Lo spazio nasce nel clima della scena milanese di fine anni '80, segnata dall'occupazione dell'ex fabbrica Brown Boveri (1984-85), da cui nasce uno dei primi spazi autogestiti milanesi, e dal ruolo di promotore del critico Corrado Levi, figura di riferimento per quella generazione di artisti appena uscita dall'accademia; nello stesso periodo si trasferiscono a Milano anche Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, compagni di generazione più che di collettivo, senza che risulti una collaborazione diretta con Airò. Dal 1990 lavora con la galleria Massimo De Carlo di Milano, dove tiene personali regolari fino al 2008: quasi vent'anni di continuità con una sola galleria, rari per un artista della sua generazione, e un segno di quanto presto il suo lavoro trovi un sistema stabile di mostre ed esposizione.

Il suo lavoro tratta lo spazio come una soglia percettiva: luce, proiezioni, acqua e suono ambientale diventano gli strumenti con cui "modellare" un'idea prima ancora che una forma solida. Nel 1997 realizza "Welcome to my monasterio" per Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno, installazione audio ambientale organizzata per celle, ispirata a Hemingway e popolata da riferimenti a Pontormo, Ezra Pound, El Greco e Hölderlin: ogni cella è una stanza isolata, pensata non come rinuncia ma come condizione produttiva per concentrarsi. Nello stesso anno, per la 47ma Biennale di Venezia curata da Germano Celant, concepisce "La stanza dove Marsilio sognava di dormire...": una stanza immaginaria sostenuta da sette pilastri che "tengono su" il cielo, costruita a partire dal pensiero di Marsilio Ficino, filosofo neoplatonico del Rinascimento fiorentino, poi ripresentata alla GAM di Torino nel 2001. Letteratura, mitologia, filosofia e cinema, in questi lavori, non sono citazioni decorative: diventano l'impalcatura narrativa che tiene insieme luce, acqua e suono in un unico ambiente da attraversare fisicamente, più vicino a una sceneggiatura spaziale che a un display di opere separate.

Nel 2006 realizza "Miele di castagno", scultura in foglie di castagno, resina e legno, oggi nella collezione permanente del MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna. Nel 2019 vince il bando Italian Council del Ministero della Cultura con "Modellare l'acqua", progetto presentato dalla Fondazione Malvina Menegaz e curato da Simone Ciglia: un'installazione ambientale sul tema della fontana, realizzata tra il 2019 e il 2020 con ceramisti artigiani a Castelli, in provincia di Teramo, storica sede della tradizione ceramica abruzzese: Airò lavora qui a diretto contatto con una manualità artigiana locale, invece che da solo in studio. Oggi Airò lavora con la galleria Tucci Russo Studio per l'Arte Contemporanea, tra Torre Pellice e Torino, e con Vistamare, tra Pescara e Milano, dove nel 2023-2024 ha tenuto la personale "La forma si trasforma", messa in dialogo diretto con due figure di generazioni diverse dell'arte italiana, Giovanni Anselmo ed Ettore Spalletti: un confronto che misura la distanza e la continuità tra l'arte povera storica e la generazione formata da Fabro, a più di trent'anni dalla fondazione di via Lazzaro Palazzi.

SOGLIAlo spazio non come contenitore ma come atmosfera da attraversare passo dopo passo
LUCEproiezioni che modellano un'idea prima ancora che una forma solida
ACQUAelemento fluido trattato insieme come forma, processo e tema di lavoro condiviso
FICINO E I CLASSICIfilosofia rinascimentale, letteratura e mito come impalcatura narrativa delle installazioni
ISOLAMENTOla cella individuale come condizione produttiva, non come rinuncia al mondo

CONTESTO DELLA RICERCA

Quando emerge
Fine anni '80, primi anni '90, Milano, nel clima nato dall'occupazione dell'ex fabbrica Brown Boveri (1984-85)
Formazione
Fine anni '80 · Accademia di Brera, Milano, IT
Temi
SogliaLuceAcquaFicino e i classiciIsolamento
Linguaggi & media
Installazione ambientaleLuce e proiezioniAcquaSuono ambientaleVideoSculturaCeramica
Cicli/Opere chiave
1997 · Welcome to my monasterio - installazione audio ambientale per celle, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno1997 · La stanza dove Marsilio sognava di dormire... - stanza immaginaria sostenuta da sette pilastri, ispirata a Marsilio Ficino, Biennale di Venezia, ripresa alla GAM di Torino nel 20012006 · Miele di castagno - scultura in foglie di castagno, resina e legno, oggi al MAMbo di Bologna2019 · Modellare l'acqua - progetto vincitore del bando Italian Council, realizzato con ceramisti artigiani a Castelli, Teramo
Art Figures
Luciano Fabro · maestro all'Accademia di Brera, figura della scultura povera e concettuale italianaCorrado Levi · critico, promotore della generazione di artisti di via Lazzaro PalazziGermano Celant · curatore della 47ma Biennale di Venezia, 1997Simone Ciglia · curatore del progetto Italian Council "Modellare l'acqua"Massimo De Carlo · gallerista storico, personali regolari dal 1990 al 2008Antonio Tucci Russo · gallerista attuale, Tucci Russo Studio per l'Arte Contemporanea
Artisti correlati
Liliana Moro · ex studentessa di Luciano Fabro come AiròMaurizio Cattelan · stessa generazione e stesso periodo milanese, senza collaborazione diretta documentataVanessa Beecroft · stessa generazione e stesso periodo milanese, senza collaborazione diretta documentataStefano Arienti · presenza ricorrente nelle stesse collettiveMassimo Bartolini · presenza ricorrente nelle stesse collettiveEva Marisaldi · presenza ricorrente nelle stesse collettive
Art Spaces
Tucci Russo Studio per l'Arte Contemporanea · Torre Pellice/Torino, Italia · rappresentanza attualeVistamare · Pescara/Milano, Italia · rappresentanza attuale · personale "La forma si trasforma", 2023-2024Via Lazzaro Palazzi · Milano, Italia · spazio autogestito cofondato dall'artista · 1989Massimo De Carlo · Milano, Italia · rappresentanza storica · 1990-2008
Collezioni
MAMbo, Museo d'Arte Moderna di Bologna

Cronologia della ricerca

Fine anni '80, 1990

formazione all'Accademia di Brera con Luciano Fabro; nel 1989, con altri ex studenti di Fabro, fonda lo spazio autogestito di via Lazzaro Palazzi, dove tiene la sua prima personale, e la rivista "Tiracorrendo"; dal 1990 inizia il rapporto con la galleria Massimo De Carlo di Milano

1992-2000

personali regolari da Massimo De Carlo fino al 2008; partecipazione alla 47ma Biennale di Venezia (1997), curata da Germano Celant, con "La stanza dove Marsilio sognava di dormire..."; "Welcome to my monasterio" a Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno, sempre nel 1997; "Minimalia" al P.S.1 di New York (1999)

2001-2016

ripresentazione de "La stanza dove Marsilio sognava di dormire..." alla GAM di Torino (2001); "Miele di castagno" (2006), oggi al MAMbo di Bologna; Triennale di Milano con "Fiat Lux" e Biennale di Gwangju (2004); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2005); Castello di Rivoli e MAXXI, Roma (2010); personale "Twist" alla Triennale di Milano (2016)

2019 a oggi

vince il bando Italian Council con "Modellare l'acqua" (2019-2020), realizzata con ceramisti a Castelli, Teramo, e presentata dalla Fondazione Malvina Menegaz a Castelbasso; personale "La forma si trasforma" da Vistamare, Pescara, in dialogo con Giovanni Anselmo ed Ettore Spalletti (2023-2024)

Passaggi istituzionali

1997Biennale di Venezia

"Futuro Presente Passato", a cura di Germano Celant, con "La stanza dove Marsilio sognava di dormire..."

1999P.S.1, New York

"Minimalia"

2001GAM, Torino

Ripresentazione di "La stanza dove Marsilio sognava di dormire..."

2004Triennale di Milano

"Fiat Lux", con opere di Lucio Fontana; nello stesso anno, Biennale di Gwangju, Corea del Sud

2005Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

"Bidibidobidiboo"

2010Castello di Rivoli / MAXXI, Roma

2016Triennale di Milano

Personale "Twist"

2020Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso

Presentazione del progetto Italian Council "Modellare l'acqua"

2023Vistamare, Pescara

Personale "La forma si trasforma", in dialogo con Giovanni Anselmo ed Ettore Spalletti

Premi e riconoscimenti

2019Italian Council

Bando del Ministero della Cultura italiano; progetto vincitore "Modellare l'acqua", presentato dalla Fondazione Malvina Menegaz, a cura di Simone Ciglia; realizzato nel 2019-2020 tra Castelbasso e Faenza, con la collaborazione di ceramisti artigiani a Castelli, in provincia di Teramo

FONTI VERIFICATE

Sito della galleria Tucci Russo, sito Vistamare e CV ufficiale Vistamare 2026 per la biografia, la formazione e la storia espositiva; UniCredit Art Collection e Artribune per il contesto critico; archivio di Casa Masaccio per "Welcome to my monasterio"; Hopeful Monster per il contesto della scena milanese di fine anni '80. La presenza di "Miele di castagno" in collezione permanente è confermata dal numero di inventario del MAMbo di Bologna. Il premio Italian Council 2019 e il progetto "Modellare l'acqua" sono documentati dalla Fondazione Malvina Menegaz, presentatrice del progetto, e dal curatore Simone Ciglia; le date delle mostre istituzionali successive, dal 2001 al 2024, sono incrociate tra il sito della galleria Tucci Russo e il CV ufficiale Vistamare, due fonti indipendenti che su questi dati risultano coerenti.

DISCORDANZE

Una sola fonte (Ocula) indica il luogo di nascita come Costa d'Avorio: dato isolato, probabile errore di trascrizione, non confermato da nessun'altra fonte consultata; qui si segue Pavia, indicata dalle fonti principali e dal CV ufficiale. Il giorno esatto di nascita del 1961 non risulta verificato da nessuna delle fonti consultate e viene quindi omesso. Non risulta alcun legame diretto, documentato, con la Fondazione Trussardi, con Nomas Foundation o con Francesco Vezzoli, pur appartenendo Airò alla stessa generazione milanese di fine anni '80: nessun riferimento a questi nomi viene quindi incluso in questa pagina come fatto accertato. La partecipazione al 64° Premio Termoli (2025) è una partecipazione, non una vittoria, e non viene qui trattata come premio.

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