Curatore, Associate Director del M HKA di Anversa dal 2019. Fra il 2007 e il 2012 è stato Exhibitions Curator all'Arnolfini di Bristol e nel 2017 ha curato la Biennale internazionale d'arte contemporanea di Göteborg. Lavora su secolarità, identità, monocultura e infrastrutture come terreni politici della mostra.
Formatosi nel circuito britannico delle kunsthalle, Nav Haq passa dall'Arnolfini di Bristol, dove segue il programma espositivo dal 2007 al 2012, al M HKA di Anversa, di cui diventa Senior Curator e poi Associate Director. Nel 2012 riceve l'Independent Vision Award for Curatorial Achievement di Independent Curators International, assegnato quell'anno anche a Jay Sanders. Ad Anversa firma cicli tematici di lungo respiro — dall'identità dopo l'identity politics alla cultura rave, dalla monocultura alle infrastrutture come campo geopolitico — accanto a monografiche d'artista. Nel 2017 cura la nona edizione della Göteborg International Biennial for Contemporary Art e nel 2025 co-cura con Vasyl Cherepanyn il capitolo anversese della Kyiv Biennial. È stato annunciato come curatore della quarta edizione della Lahore Biennale, in programma per la primavera 2027.
2012 mostra curata, con Al Cameron, da Superpower: Africa in Science Fiction, Arnolfini, Bristol (Regno Unito) (Neïl Beloufa, Kiluanji Kia Henda, Wanuri Kahiu). 5 maggio – 1 luglio: film e installazioni che applicano le forme della fantascienza a narrazioni ambientate nel continente africano; in mostra anche João Maria Gusmão & Pedro Paiva, Mark Aerial Waller, Omer Fast, Paweł Althamer e Neill Blomkamp.
2014 mostra curata, con Anders Kreuger, da Don't You Know Who I Am? Art After Identity Politics, M HKA, Anversa (Belgio) (Wu Tsang, Haegue Yang, Iman Issa). 13 giugno – 14 settembre: una trentina di artisti fra cui Shilpa Gupta, Oscar Murillo, Lawrence Abu Hamdan, Imran Qureshi e Maria Taniguchi, sulle identità lette come parte di una complessità più ampia.
2016 mostra a cura di Energy Flash – The Rave Movement, M HKA, Anversa (Belgio) (Jeremy Deller, Mark Leckey, Rineke Dijkstra). 17 giugno – 25 settembre: il rave letto come fenomeno politico fra autonomia, libertà civili e tecnologia, con opere di Cory Arcangel, Ann Veronica Janssens, Andreas Gursky e The Otolith Group accanto a materiali d'archivio, moda e design.
2017 biennale a cura di WheredoIendandyoubegin – On Secularity, GIBCA, Göteborg (Svezia) (Etel Adnan, Lawrence Abu Hamdan, Shilpa Gupta). 9 settembre – 19 novembre: nona edizione della biennale, dedicata alla secolarità, fra Röda Sten Konsthall, Göteborg Konsthall e sedi in città; fra i partecipanti anche Alexander Tovborg, Haegue Yang, Jonas Staal e Olivia Plender.
2020 mostra a cura di MONOCULTURE – A Recent History, M HKA, Anversa (Belgio) (Hannah Höch, Kerry James Marshall, Lynette Yiadom-Boakye). 25 settembre 2020 – 25 aprile 2021: oltre quaranta posizioni, da Joseph Beuys e Felix Gonzalez-Torres a Rasheed Araeen, Ibrahim Mahama, Jimmie Durham e Mladen Stilinović, insieme a materiali d'archivio.
2021 mostra a cura di Shilpa Gupta: Today Will End, M HKA, Anversa (Belgio) (Shilpa Gupta). 21 maggio – 12 settembre: prima retrospettiva di metà carriera dell'artista, su oltre vent'anni di lavoro fra psicologia, comportamento, politica e linguaggio.
2025 mostra a cura di The Geopolitics of Infrastructure. Contemporary Perspectives, M HKA, Anversa (Belgio) (Tekla Aslanishvili, Jonas Staal, Jean Katambayi Mukendi). 13 giugno – 21 settembre: tredici fra artisti e duo, con Köken Ergun, Shahana Rajani, Sojung Jun e Zheng Mahler; allestimento di Studio PARA~.
2025 mostra curata, con Vasyl Cherepanyn, da Kyiv Biennial 2025: Homelands and Hinterlands, M HKA, Anversa (Belgio) (Mona Hatoum, Anna Zvyagintseva, Mashid Mohadjerin). 20 settembre 2025 – 11 gennaio 2026: capitolo anversese della biennale transnazionale, con Basel Abbas & Ruanne Abou-Rahme, Davyd Chychkan, Giorgi Gago Gagoshidze, Iman Issa e Ala Savashevich.