Storico dell'arte e curatore tedesco. Dopo una tesi di dottorato sugli scritti di Barnett Newman lavora al Wilhelm-Lehmbruck-Museum di Duisburg, poi dirige il programma espositivo dei musei di Krefeld e dal 2001 il K21 della Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen a Düsseldorf. Ha curato il Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia nel 2003 e nel 2005 e il Padiglione della Georgia nel 2017.
Nato a Krefeld nel 1951, Heynen studia storia dell'arte a Bonn e storia dell'arte e della letteratura e architettura ad Aquisgrana; nel 1977 discute una tesi sui testi sull'arte di Barnett Newman. Dopo i tirocini al Museum Ludwig e al Wallraf-Richartz-Museum di Colonia entra nel 1978 al Wilhelm-Lehmbruck-Museum di Duisburg. Dal 1981 al 2000 è responsabile delle mostre e vicedirettore dei musei d'arte di Krefeld, che comprendono il Kaiser Wilhelm Museum e le ville di Mies van der Rohe Haus Lange e Haus Esters. Dal 2001 è direttore artistico del K21 Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen a Düsseldorf, e fra il settembre 2009 e il luglio 2016 è direttore artistico per progetti speciali della Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen. È stato commissario del Padiglione tedesco alla 50ª e alla 51ª Biennale di Venezia, co-curatore della Biennale di Shanghai nel 2008 e curatore del Padiglione della Georgia alla 57ª Biennale di Venezia. Vive a Berlino.
Istituzioni: Museum Haus Lange e Haus Esters, Krefeld, Kaiser Wilhelm Museum, Krefeld, K21 Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf, Wilhelm-Lehmbruck-Museum, Duisburg, Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia, Venezia
Mostre e pubblicazioni curate
1986 mostra a cura di Thomas Schütte, Museum Haus Lange, Krefeld (Germania) (Thomas Schütte). 26 gennaio – 16 marzo 1986, con testo di catalogo di Heynen.
1987 testo in catalogo di Anderer Leute Kunst, Museum Haus Lange, Krefeld (Germania) (Tony Cragg, Richard Deacon, Katharina Fritsch). Collettiva che riuniva anche Ernst Caramelle, Andrew Lord e Franz West; catalogo bilingue tedesco-inglese di 58 pagine con testo di Julian Heynen.
1998 mostra a cura di Zvi Goldstein. To Be There, Kaiser Wilhelm Museum, Krefeld (Germania) (Zvi Goldstein). Catalogo bilingue tedesco-inglese di 152 pagine con testi di Julian Heynen e Adam Berg.
2003 padiglione a cura di Candida Höfer, Martin Kippenberger, Padiglione tedesco, 50ª Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Candida Höfer, Martin Kippenberger). 15 giugno – 2 novembre 2003. Heynen sceglie i due artisti e imposta il padiglione attorno alla questione del luogo dell'artista, della collocazione dell'opera e del ruolo di chi guarda.
2005 padiglione a cura di Thomas Scheibitz, Tino Sehgal, Padiglione tedesco, 51ª Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Thomas Scheibitz, Tino Sehgal). 12 giugno – 6 novembre 2005, inaugurato il 10 giugno. Scheibitz con dipinti e sculture, Sehgal con opere situazionali costruite su spazio e corpo.
2006 mostra a cura di Juan Muñoz. Rooms of My Mind, K21 Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf (Germania) (Juan Muñoz). 14 ottobre 2006 – 4 febbraio 2007: Floor Pieces, sculture figurative, Conversation Pieces, installazioni a balcone, disegni e opere sonore.
2007 mostra co-curata da Gregor Schneider. Weiße Folter, K21 Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf (Germania) (Gregor Schneider). Progetto realizzato con Brigitte Kölle, che con Heynen firma anche il catalogo Weiße Folter / White Torture.
2017 padiglione a cura di Vajiko Chachkhiani. Living Dog Among Dead Lions, Padiglione della Georgia, Arsenale, 57ª Biennale di Venezia, Venezia (Italia) (Vajiko Chachkhiani). Partecipazione nazionale della Georgia all'Arsenale; commissaria Ana Riaboshenko per il Ministero della Cultura e della Tutela dei Monumenti della Georgia.