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Thomas Scheibitz

Thomas Scheibitz
Germania, 1968
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Come può un repertorio chiuso di forme geometriche, profili e frammenti architettonici generare continuamente nuove immagini senza riferirsi direttamente al mondo esterno?

Nato nel 1968 a Radeberg, nella Germania dell'Est, figlio di uno scalpellino, Thomas Scheibitz si forma alla Hochschule für Bildende Künste di Dresda, dove studia dal 1991 al 1996 e poi come Meisterschüler dal 1996 al 1998 sotto il professor Ralf Kerbach, nello stesso ambiente della cosiddetta 'scuola di Dresda' che include artisti come Frank Nitsche ed Eberhard Havekost. Nel 1995 riceve una borsa di studio della Studienstiftung des deutschen Volkes, la principale fondazione tedesca per il sostegno al merito accademico. Le sue prime mostre personali, Digitalin alla Galerie Gebr. Lehmann di Dresda (1997) e la prima personale alla Bonakdar Jancou Gallery di New York (1998), introducono un metodo che caratterizzerà tutta la sua ricerca, cioè la costruzione di un repertorio di forme geometriche semplificate (blocchi, piani colorati, profili ricorrenti) che vengono riorganizzate di continuo tra dipinti e sculture, senza mai stabilizzarsi in un'iconografia fissa.

Nel 2005 Scheibitz rappresenta la Germania alla 51ª Biennale di Venezia insieme a Tino Sehgal, con il progetto Der Tisch, der Ozean und das Beispiel nel Padiglione tedesco ai Giardini: la collaborazione affianca le forme dipinte e scolpite di Scheibitz, isolate come moduli di un linguaggio architettonico in miniatura, alle azioni coreografiche di Sehgal, mettendo in scena due modi opposti di trattare la rappresentazione, l'uno per accumulo di oggetti e forme, l'altro per sottrazione totale dell'oggetto. Nello stesso decennio partecipa alla 50ª Biennale di Venezia (2003, mostra Pittura/Painting) e alla XXVI Bienal de São Paulo (2004); nel 2004 il Centre Pompidou di Parigi acquisisce il dipinto Bank 399 (2002) tramite donazione della Société des Amis du Musée National d'Art Moderne, entrando così nella collezione permanente del museo.

Negli anni successivi il suo lavoro si consolida attraverso mostre personali in istituzioni come l'Irish Museum of Modern Art di Dublino (2007), il Camden Arts Centre di Londra (2008) e il Mudam di Lussemburgo (2008), fino alla grande antologica al Museum Berggruen di Berlino, Picasso X Scheibitz (2019-2020), che mette in dialogo diretto il proprio metodo di scomposizione delle forme con quello di Picasso. In parallelo sviluppa una produzione scultorea in cui gli stessi moduli geometrici delle tele si traducono in volumi dipinti, spesso descritti dalla critica come modelli architettonici o frammenti di segnaletica stradale: il sistema di forme, nato in pittura, si trasferisce nello spazio reale senza perdere il proprio carattere di notazione astratta, come si vede nella pubblicazione Thomas Scheibitz: Sculptures 1998-2003 e nelle successive installazioni ambientali, tra cui Studio Imaginaire alla Tanya Bonakdar Gallery di New York (2014).

Un alfabeto di forme ricombinabiliScheibitz costruisce un repertorio chiuso di blocchi geometrici, profili e piani colorati che ricompone continuamente in dipinti e sculture diverse, come varianti dello stesso sistema.
La soglia tra figura e astrazioneLe sue immagini oscillano tra riconoscibilità (un volto, un paesaggio, un'architettura) e pura composizione geometrica, senza mai risolversi del tutto nell'una o nell'altra.
Dalla tela al volumeLe forme sviluppate in pittura vengono tradotte in sculture tridimensionali che conservano il carattere piatto e segnaletico dell'origine pittorica.
Il dialogo tra accumulo e sottrazioneNel Padiglione tedesco di Venezia 2005, il suo sistema per accumulo di forme e oggetti viene messo a confronto diretto con le azioni immateriali di Tino Sehgal.

Contesto della ricerca

Quando emerge
dal 1997
Temi
PitturaSculturaAstrazioneFigurazioneArchitetturaModularitàScuola di Dresda
Linguaggi & media
PitturaSculturaDisegnoInstallazione
Art Spaces
Tanya Bonakdar Gallery, New YorkSprüth Magers, BerlinoGalerie Gebr. Lehmann, DresdaProduzentengalerie, AmburgoParra & Romero, MadridJarla Partilager, Berlino
Collezioni
Museum of Modern Art (MoMA), New YorkTate, LondraCentre Pompidou, ParigiAlbright-Knox Art Gallery, BuffaloSan Francisco Museum of Modern ArtStedelijk Museum, AmsterdamCollezione Maramotti, Reggio EmiliaLenbachhaus, Monaco di Baviera

Cronologia della ricerca

1991–1998Formazione a Dresda

Si forma alla Hochschule für Bildende Künste di Dresda sotto Ralf Kerbach; riceve la borsa Studienstiftung (1995).

1997–1999Prime personali e repertorio di forme

Prime personali a Dresda e New York; definisce il repertorio di forme geometriche che caratterizzerà tutta la ricerca.

2003–2005Biennale di Venezia

Partecipa alla 50ª Biennale di Venezia (2003) e al Padiglione tedesco con Tino Sehgal (2005).

2019–2020Picasso X Scheibitz

Antologica al Museum Berggruen di Berlino che mette in dialogo il proprio metodo con quello di Picasso.

Passaggi istituzionali

1999Institute of Contemporary Arts, Londra

Mostra collettiva.

2001Stedelijk Museum, Amsterdam

Mostra collettiva.

200350ª Biennale di Venezia

Mostra Pittura/Painting.

2004XXVI Bienal de São Paulo

Partecipazione.

200551ª Biennale di Venezia

Padiglione tedesco con Tino Sehgal, Der Tisch, der Ozean und das Beispiel.

2007Irish Museum of Modern Art, Dublino

Mostra personale.

2008Camden Arts Centre, Londra e Mudam, Lussemburgo

Mostre personali.

2019–2020Museum Berggruen, Berlino

Picasso X Scheibitz.

Premi e riconoscimenti

1995Borsa di studio Studienstiftung des deutschen Volkes

Assegnata durante la formazione alla Hochschule für Bildende Künste di Dresda.

FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Scheibitz [enciclopedia]: biografia generale, formazione, Biennale di Venezia 2005 (accesso 2026-10-06) · https://www.thomasscheibitz.de [sito ufficiale]: sito dell'artista (accesso 2026-10-06) · https://www.tanyabonakdargallery.com/usr/library/documents/main/artists/56/thomas-scheibitz-s-cv_2023.pdf [galleria]: CV ufficiale, formazione, borsa di studio 1995 (accesso 2026-10-06) · https://www.centrepompidou.fr/en/ressources/oeuvre/zHlvlPc [istituzione]: opera Bank 399 in collezione permanente, acquisita 2004 (accesso 2026-10-06) · https://fdag.com.br/en/exhibitions/7402/ [istituzione]: partecipazione alla XXVI Bienal de São Paulo (accesso 2026-10-06)

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