Curatore svizzero, direttore artistico delle Serpentine Galleries di Londra. Ha esordito nel 1991 con World Soup (The Kitchen Show), allestita nella cucina del suo appartamento a San Gallo, ed è stato curatore al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris prima di passare a Londra nel 2006.
La sua pratica lavora sul formato prima che sul contenuto: mostre in appartamenti, in televisione, sui giornali e sui manifesti stradali, progetti che si riscrivono a ogni tappa. Dal 1993 collabora con museum in progress a Vienna, che porta l'arte dentro i media di massa; con Hou Hanru firma Cities on the Move, itinerante fra Vienna, Bordeaux, New York e Londra fra il 1997 e il 1999; con Molly Nesbit e Rirkrit Tiravanija costruisce Utopia Station alla Biennale di Venezia del 2003. Il progetto do it, nato a Parigi nel 1993 da una conversazione con Christian Boltanski e Bertrand Lavier, raccoglie istruzioni scritte dagli artisti e viene rieseguito in decine di sedi con Independent Curators International. Alla Serpentine, dove è arrivato nel 2006, ha aperto la programmazione off-site e le maratone di conversazioni.
Ambiti: Interviews, Publishing, Global Art, Public Programs
Incarichi:
Direttore artistico, Serpentine Galleries, Londra (2016–)
Curatore, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (2000–2006)
Istituzioni: Serpentine Galleries, Londra, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, museum in progress, Vienna, Independent Curators International, New York
Mostre e pubblicazioni curate
1991 mostra a cura di World Soup (The Kitchen Show), cucina di casa, San Gallo (Svizzera) (Christian Boltanski, Hans-Peter Feldmann, Richard Wentworth). La sua prima mostra, aperta nel 1991 nella cucina del suo appartamento: Feldmann allestì il frigorifero con sei uova di marmo scuro, Boltanski nascose la proiezione di una candela sotto il lavello, Wentworth posò un piatto a specchio sulle scatolette. In mostra anche Frédéric Bruly Bouabré e la coppia Fischli e Weiss, che fotografò l'insieme e gli diede il titolo World Soup.
1993 progetto a cura di do it, progetto itinerante, sedi varie (Christian Boltanski, Bertrand Lavier). Nato a Parigi da una conversazione con Christian Boltanski e Bertrand Lavier: dodici artisti scrissero istruzioni da rieseguire ogni volta in modo diverso. Independent Curators International ne ha fatto circolare le versioni in oltre cinquanta sedi.
1995 progetto a cura di do it – TV-Version, ORF, televisione austriaca, Vienna (Austria) (Yoko Ono, Ilya Kabakov, Erwin Wurm). Dicembre 1995 – marzo 1996, con museum in progress: ogni settimana il programma culturale 10 1/2 della televisione pubblica austriaca mandava in onda la clip di un artista con istruzioni da eseguire in casa. Fra i diciassette partecipanti anche Gilbert & George, Lawrence Weiner, Rirkrit Tiravanija, Michelangelo Pistoletto e Jonas Mekas.
1995 mostra a cura di Take Me (I’m Yours), Serpentine Gallery, Londra (Regno Unito) (Carsten Höller, Jef Geys, Christine Hill). 24 marzo – 30 aprile 1995: una mostra pensata perché il pubblico toccasse le opere e se ne portasse via dei pezzi, con artisti da Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Austria e Stati Uniti.
1997 mostra co-curata da Cities on the Move, Secession, Vienna (Austria) (Geng Jianyi, Shi Yong, Zhou Tiehai). 26 novembre 1997 – 18 gennaio 1998, con Hou Hanru: una ricognizione sulle città asiatiche in trasformazione, accompagnata a Vienna da un progetto su circa tremila manifesti stradali. La mostra proseguì al capcMusée di Bordeaux e nel 1998 al P.S.1 di New York, con oltre ottanta fra artisti e architetti, da Cai Guo-Qiang a Chen Zhen e Lee Bul.
2003 mostra curata, con Molly Nesbit e Rirkrit Tiravanija, da Utopia Station, Arsenale, 50ª Esposizione Internazionale d'Arte, Venezia (Italia) (Thomas Hirschhorn, Liam Gillick, Christoph Schlingensief). 15 giugno – 2 novembre 2003, dentro Dreams and Conflicts diretta da Francesco Bonami: circa centoventi fra artisti e gruppi, una stazione fatta di manifesti, incontri e proiezioni. Schlingensief vi portò la cappella Church of Fear.
2006 mostra co-curata da China Power Station: Part I, Battersea Power Station, Londra (Regno Unito) (Ai Weiwei, Yang Fudong, Cao Fei). 8 ottobre – 5 novembre 2006, con Julia Peyton-Jones e Gunnar B. Kvaran: primo progetto off-site della Serpentine, su tre piani della centrale elettrica dismessa, con una ventina di artisti cinesi e gli architetti Yung Ho Chang e Ma Qingyun.
2020 mostra co-curata da Cao Fei: Blueprints, Serpentine South Gallery, Londra (Regno Unito) (Cao Fei). 4 agosto – 13 settembre 2020, con Joseph Constable: prima grande personale dell'artista in un'istituzione britannica, con l'anteprima del lavoro in realtà virtuale The Eternal Wave e i film Nova e La Town. Per questa mostra Cao Fei ha ricevuto nel 2021 il Deutsche Börse Photography Foundation Prize.