Curatrice nata a Singen nel 1960, formata a Zurigo in psicologia, etnologia e scienze della cultura e al Conservatorio di Vienna. Dopo il Kunstmuseum Thurgau e il Kunsthaus Glarus ha diretto la Kunsthalle Zürich dal 2001 al 2014 e lo Stedelijk Museum di Amsterdam dal novembre 2014 all'ottobre 2017. Dal 2020 dirige la Hartwig Art Foundation ad Amsterdam.
Il percorso di Beatrix Ruf comincia come curatrice al Kunstmuseum Thurgau di Warth (1994-1998) e prosegue con la direzione del Kunsthaus Glarus (1998-2001). Dal 1995 segue come direttrice artistica la collezione Ringier. Alla Kunsthalle Zürich, che guida dal 2001 al 2014, costruisce un programma fatto di prime presentazioni museali e di rassegne monografiche, dalla personale di Trisha Donnelly del 2005 alla retrospettiva europea di Yang Fudong del 2013, e segue il progetto di ampliamento della sede concluso nel 2012. Nel 2006 firma la Tate Triennial alla Tate Britain e nel 2008 è fra i curatori della Yokohama Triennale diretta da Tsutomu Mizusawa. Dal novembre 2014 all'ottobre 2017 dirige lo Stedelijk Museum di Amsterdam, dove apre il suo programma con un anno interamente dedicato a Tino Sehgal. Nel 2015 riceve l'Agnes Gund Curatorial Award di Independent Curators International; siede in giurie fra cui quella del Prix de Rome 2015 e del Turner Prize 2016. Fra il 2019 e il 2020 guida il programma internazionale del Garage Museum of Contemporary Art di Mosca; dal 2020 dirige la Hartwig Art Foundation di Amsterdam, con cui nel 2023 co-produce alla Oude Kerk la prima rassegna europea dedicata a Meredith Monk nel campo delle arti visive.
Istituzioni: Kunstmuseum Thurgau, Warth, Kunsthaus Glarus, Glarus, Kunsthalle Zürich, Zurigo, Stedelijk Museum, Amsterdam, Hartwig Art Foundation, Amsterdam, Garage Museum of Contemporary Art, Mosca
Mostre e pubblicazioni curate
2006 mostra a cura di Tate Triennial 2006: New British Art, Tate Britain, Londra (Regno Unito) (Mark Leckey, Lucy McKenzie, Eva Rothschild). 1 marzo – 14 maggio 2006, con i curatori associati Carolyn Kerr, Katharine Stout, Clarrie Wallis e Catherine Wood. La rassegna mette a fuoco l'appropriazione e la rilavorazione di materiali culturali già esistenti; fra gli oltre trenta partecipanti anche Pablo Bronstein, Gerard Byrne, Marc Camille Chaimowicz, Enrico David, Peter Doig, Luke Fowler, Ryan Gander, Liam Gillick, Douglas Gordon, Daria Martin, The Otolith Group, Tino Sehgal, Linder Sterling, John Stezaker, Rebecca Warren e Cerith Wyn Evans. Il volume che l'accompagna è curato con Clarrie Wallis.
2006 mostra a cura di Wade Guyton, Seth Price, Josh Smith, Kelley Walker, Kunsthalle Zürich, Zurigo (Svizzera) (Wade Guyton, Seth Price, Josh Smith). 8 aprile – 28 maggio 2006. Quattro autori attivi a New York presentano ciascuno un gruppo di lavori nuovi, con un allestimento messo a punto in sede: Guyton lavora con la stampa a getto d'inchiostro, Price rimonta materiali presi da arte, musica e letteratura, Kelley Walker interviene su immagini dei media con materie come il cioccolato, Smith replica il proprio nome su supporti diversi. Nel 2008 la 38th Street Publishers pubblica un catalogo in bianco e nero collegato alla mostra.
2008 triennale co-curata da Yokohama Triennale 2008: Time Crevasse, Shinko Pier Exhibition Hall, Yokohama (Giappone) (Joan Jonas, Cao Fei, Miranda July). 13 settembre – 30 novembre 2008, per 79 giorni: 72 artisti da 25 paesi e regioni. Direzione artistica di Tsutomu Mizusawa, con Daniel Birnbaum, Hu Fang, Akiko Miyake, Hans Ulrich Obrist e Beatrix Ruf come curatori. Oltre allo Shinko Pier il percorso occupa il NYK Waterfront Warehouse (BankART Studio NYK) e il Red Brick Warehouse No. 1, con sedi satellite fra cui il Sankeien Garden e l'Osanbashi International Passenger Terminal. Fra i partecipanti Marina Abramović, Matthew Barney, Douglas Gordon, Mike Kelley, Paul McCarthy, Yoko Ono, Philippe Parreno e Tino Sehgal.
2013 mostra curata, con Philippe Pirotte, da Yang Fudong: Estranged Paradise. Works 1993–2013, Kunsthalle Zürich, Zurigo (Svizzera) (Yang Fudong). 6 aprile – 26 maggio 2013: prima ampia rassegna europea dell'artista, con film, installazioni e fotografie dalla fine degli anni Novanta in poi. In mostra An Estranged Paradise (1997–2002), City Light (2000), Don't worry, it will be better (2000), The Evergreen Nature of Romantic Stories (2000), Backyard – Hey, Sun is Rising! (2001), Honey (2003), East of Que Village (2007) e The Fifth Night (Rehearsal) (2010). Il progetto passa poi al Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive dal 21 agosto al 1 dicembre 2013.
2015 mostra curata, con Martijn van Nieuwenhuyzen, da A Year at the Stedelijk: Tino Sehgal, Stedelijk Museum, Amsterdam (Paesi Bassi) (Tino Sehgal). Da gennaio a dicembre 2015: dodici presentazioni consecutive distribuite sull'intero anno, che crescono di scala e di numero di interpreti verso l'estate per poi ridursi fino a dicembre. Si apre con Instead of allowing some thing to rise up to your face dancing bruce and dan and other things (2000), opera della collezione del museo. Sostegno di Ammodo, Fonds 21 e Goethe Institut.
2023 mostra a cura di Meredith Monk: Calling, Oude Kerk, Amsterdam (Paesi Bassi) (Meredith Monk). 21 ottobre 2023 – 14 aprile 2024, co-presentazione di Oude Kerk e Hartwig Art Foundation, sviluppata insieme all'artista e alla The House Foundation for the Arts; un secondo capitolo si tiene all'Haus der Kunst di Monaco dal 10 novembre 2023 al 3 marzo 2024. Prima rassegna europea dedicata a Monk nel campo delle arti visive: gli spettacoli di music-theater diventano installazioni video e sonore dentro la chiesa, da Quarry (1976) ad ATLAS (1991), con 16 Millimeter Earrings (1966/1998), Songs of Ascension (2008) e la nuova versione locale Amsterdam Archeology (2023), aperta agli oggetti portati dal pubblico.