La ricerca di Valentina Furian parte da una domanda semplice: che cosa accade quando l’essere umano cerca di modificare il comportamento di un altro essere vivente? Animali, corpi, paesaggi e ambienti notturni diventano protagonisti di situazioni sospese fra documentario e finzione cinematografica, dove l’immagine non serve a documentare il comportamento animale ma a destabilizzare la posizione privilegiata di chi guarda.
Al centro c’è la domesticazione. L’artista la descrive come un gesto a doppia faccia: l’atto umano di addomesticare, sottomettendo la natura, corre parallelo a un processo di auto-addomesticamento, in cui l’essere umano si emancipa dalle proprie origini selvatiche e insieme si sottomette a costruzioni sociali. Alla domesticazione contrappone il selvatico, non come natura incontaminata ma come possibilità che l’altro mantenga una propria agency.
«Ho sempre lavorato con il non-umano per ritrovarmi al di fuori della mia comfort zone, ed è proprio in questo stato di fragilità che per me ha senso dar forma alle immagini», dice in un’intervista del 2024. Nei lavori recenti la ricerca si sposta verso notte, oscurità, monumento e ibridazione, costruendo scenari in cui umano e più-che-umano diventano difficili da separare.
Da Into Perpetual Night a 55: si definisce la costruzione immersiva dello spazio cinematografico.
Con il progetto Ciacco prende forma la domanda al centro della ricerca: che cosa accade quando l’essere umano cerca di modificare il comportamento di un altro essere vivente, in immagini sospese fra documentario e finzione cinematografica.
Centauro e Notti bianche proseguono il lavoro sul rapporto fra umano e animale: la domesticazione letta come dispositivo di potere, in immagini che destabilizzano la posizione privilegiata di chi guarda.
Con Aaaaaaa e il progetto Vanagloria (seeing double) la ricerca si sposta verso notte, oscurità, monumento e ibridazione, costruendo scenari in cui umano e più-che-umano diventano difficili da separare.
That’s IT!, collettiva sull’ultima generazione di artisti in Italia, a cura di Lorenzo Balbi.
Hai mai visto due animali che si scontrano?, personale a cura di Yueh-Ning Lee.
Fantastica, sezione Il corpo incompiuto a cura di Alessandra Troncone, Palazzo Esposizioni.
Atelier.
Ciacco, progetto vincitore sostenuto da MAECI e Ministero della Cultura; residenza Prender-si cura a cura di Ilaria Mancia.
The Parliament of Marmots, a cura di Lorenzo Giusti con Marta Papini: prima presentazione di Centauro.
Ciacco in The Underground Cinema, a cura di Irene Calderoni.
Sul Guardare Atto 4 — Notti bianche, a cura di Paola Nicolin.
Sei mesi di residenza all’ISCP di New York, da gennaio a giugno.
Aaaaaaa a Porta Lame, Special Program Le Porte della Città, 6–16 febbraio.
Have You Ever Seen Two Animals Fighting?, a cura di Yueh-Ning Lee, 24 maggio – 20 luglio.
Ambito Sviluppo dei talenti, progetto di ricerca Vanagloria (seeing double).
Premio acquisizione Fondazione Arte CRT per il Castello di Rivoli con Eclissi, e Premio Vanni Eyewear.
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