Il titolo della mostra riprende due opere dello scrittore Peter Weiss (1916-1982): il romanzo «I vinti» (1948) e la trilogia «L'estetica della resistenza» (1975-1981). Aperta poche settimane prima delle elezioni politiche svedesi del settembre 2026, l'esposizione si interroga su cosa possa significare oggi un'estetica della resistenza di fronte alla crescita dei movimenti di estrema destra, affiancando otto nuove commissioni a una selezione storica di opere e documenti di Weiss, della collaboratrice Gunilla Palmstierna-Weiss e della loro cerchia, dagli anni Trenta agli anni Ottanta.
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