Teorica della cultura, critica e curatrice indipendente con base a Mumbai. Caporedattrice della rivista Art India fra il 2000 e il 2002, nel 2012 è stata una delle sei direttrici artistiche congiunte di ROUNDTABLE, la 9ª Biennale di Gwangju. Il suo lavoro si muove fra arte dei media, pratiche pubbliche e ricerca transculturale.
Nancy Adajania (1971) vive e lavora a Mumbai. Nel 1994-1995 è stata la prima coordinatrice del dipartimento di ricerca sull'artigianato del National Centre for the Performing Arts di Bombay, e fra il 2000 e il 2002 ha diretto la redazione della rivista Art India. Dal 2004 firma progetti espositivi in India e all'estero, da «Zoom! Art in Contemporary India» al Culturgest di Lisbona fino alla retrospettiva di Sudhir Patwardhan alla National Gallery of Modern Art di Mumbai. Nel 2012 è stata direttrice artistica congiunta della 9ª Biennale di Gwangju insieme a Wassan Al-Khudhairi, Mami Kataoka, Sunjung Kim, Carol Yinghua Lu e Alia Swastika. Nel 2015 ha curato il programma indiano di «Sights and Sounds: Global Film and Video» al Jewish Museum di New York. È stata research scholar in residenza al BAK di Utrecht (2010 e 2013), ha insegnato pratica curatoriale alla Salzburg International Summer Academy of Fine Arts (2013-2014) e fa parte del corpo docente del corso di critica e teoria dell'arte di Jnanapravaha a Mumbai, oltre a sedere nell'Academic Advisory Board dell'Asia Art Archive di Hong Kong. Fra i suoi libri, «The Thirteenth Place: Positionality as Critique in the Art of Navjot Altaf» (The Guild, 2016).
Istituzioni: Biennale di Gwangju, Gwangju, Art India, Mumbai, National Centre for the Performing Arts, Mumbai, National Gallery of Modern Art, Mumbai, The Jewish Museum, New York, BAK basis voor actuele kunst, Utrecht, Jnanapravaha, Mumbai, Asia Art Archive, Hong Kong
Mostre e pubblicazioni curate
2004 mostra co-curata da Zoom! Art in Contemporary India, Culturgest, Lisbona (Portogallo) (Nalini Malani, Navjot Altaf, Dayanita Singh). Aprile 2004. Rassegna di una ventina di posizioni indiane contemporanee: fra gli altri Anita Dube, Atul Dodiya, Jitish Kallat, Ranbir Kaleka, Reena Saini Kallat, Vivan Sundaram, Sudarshan Shetty e il Cybermohalla Project.
2006 mostra a cura di Avatars of the Object: Sculptural Projections, National Centre for the Performing Arts, Mumbai (India) (Anita Dube, Mithu Sen, Jehangir Jani). Agosto 2006. Nove artisti chiamati a ripensare l'oggetto scultoreo, fra cui Kausik Mukhopadhyay, Pooja Iranna, Navjot Altaf, Subodh Gupta e M S Umesh.
2009 mostra a cura di The Landscapes of Where, Galerie Mirchandani + Steinruecke, Mumbai (India) (Prajakta Potnis, Pooja Iranna, Sonal Jain). Aprile-maggio 2009. Cinque artisti in mostra, con Prajakta Palav Aher e Mriganka Madhukaillya.
2009 monografia curata da Shilpa Gupta, Vadehra Art Gallery · Prestel, New Delhi (India) (Shilpa Gupta). Prima monografia dell'artista: Adajania ne è curatrice ed editor, con contributi di Peter Weibel e Shanay Jhaveri.
2011 mostra a cura di Your name is different there, Volte, Mumbai (India) (Sheba Chhachhi, Sonia Khurana, Ranbir Kaleka). Dicembre 2011 - gennaio 2012. Quattro posizioni in mostra, compreso il collettivo CAMP.
2012 biennale co-curata da ROUNDTABLE — 9ª Biennale di Gwangju, Gwangju Biennale Hall e altre sedi, Gwangju (Corea del Sud) (Jenny Holzer, Do Ho Suh, Kimsooja). 7 settembre - 11 novembre 2012. Direzione artistica congiunta con Wassan Al-Khudhairi, Mami Kataoka, Sunjung Kim, Carol Yinghua Lu e Alia Swastika: circa 90 artisti da oltre 44 paesi, 43 nuove commissioni e 15 residenze, distribuiti fra Gwangju Biennale Hall, Gwangju Museum of Art, Cinema Gwangju, Daein Market e il tempio Mugak-sa.
2019 retrospettiva a cura di Sudhir Patwardhan: Walking Through Soul City, National Gallery of Modern Art, Mumbai (India) (Sudhir Patwardhan). 29 novembre 2019 - 12 febbraio 2020, organizzata dalla National Gallery of Modern Art di Mumbai in collaborazione con The Guild.