Critico, storico dell'arte e curatore messicano. Ricercatore all'Instituto de Investigaciones Estéticas della UNAM dal 1993, primo Associate Curator of Latin American Art Collections alla Tate Modern fra il 2002 e il 2008, capo curatore del MUAC di Città del Messico dal 2013 al 2024. Ha diretto Manifesta 9 a Genk nel 2012 e la 12ª Biennale di Shanghai nel 2018.
Nato a Città del Messico il 5 dicembre 1965, si laurea in storia alla UNAM e consegue il dottorato in storia e teoria dell'arte alla University of Essex. Fra il 1989 e il 1992 è curatore d'arte contemporanea al Museo de Arte Carrillo Gil e dal 1992 al 1998 fa parte del gruppo curatoriale indipendente Curare. Nel 2002 la Tate lo nomina primo Associate Curator of Latin American Art, incarico creato allora per la prima volta e mantenuto fino al 2008. Il suo lavoro attraversa i progetti nello spazio pubblico realizzati con Francis Alÿs, il padiglione messicano alla 53ª Biennale di Venezia con Teresa Margolles, la direzione di Manifesta 9 nel bacino carbonifero del Limburgo e la 12ª Biennale di Shanghai al Power Station of Art. Dal 2013 al 2024 guida la curatela del MUAC, il museo universitario della UNAM, e continua a firmare mostre monografiche per altre istituzioni messicane, fra cui il Museo Amparo di Puebla. Nel 2013 riceve il Walter Hopps Award for Curatorial Achievement della Menil Foundation di Houston.
Istituzioni: Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC), Città del Messico, Tate Modern, Londra, Instituto de Investigaciones Estéticas, UNAM, Città del Messico, Museo de Arte Carrillo Gil, Città del Messico
Mostre e pubblicazioni curate
2002 progetto realizzato con Cuando la fe mueve montañas (When Faith Moves Mountains), Bienal Iberoamericana de Lima, Lima (Perù) (Francis Alÿs, Rafael Ortega). Azione collettiva su una duna alla periferia di Lima, realizzata da Francis Alÿs in collaborazione con Cuauhtémoc Medina e Rafael Ortega; il video che ne è nato dura poco più di quindici minuti.
2002 mostra a cura di 20 Million Mexicans Can't Be Wrong, South London Gallery, Londra (Regno Unito) (Carlos Amorales, Pedro Reyes, Melanie Smith). 18 settembre – 3 novembre 2002. Rassegna sulla scena messicana contemporanea che comprendeva anche Francis Alÿs, Teresa Margolles, Vicente Razo e Santiago Sierra.
2009 padiglione a cura di ¿De qué otra cosa podemos hablar? (What Else Could We Talk About?), Palazzo Rota Ivancich — Padiglione del Messico, Venezia (Italia) (Teresa Margolles). Partecipazione messicana alla 53ª Esposizione Internazionale d'Arte, 7 giugno – 22 novembre 2009: sette interventi costruiti con materiali raccolti sui luoghi degli omicidi legati al narcotraffico.
2012 biennale a cura di Manifesta 9. The Deep of the Modern, Ex miniera di carbone di Waterschei, Genk (Belgio) (Rossella Biscotti, Ni Haifeng, Edward Burtynsky). 2 giugno – 30 settembre 2012, con Katerina Gregos e Dawn Ades. Tre sezioni intrecciate: arte contemporanea, un percorso storico sull'era del carbone e diciassette presentazioni dedicate al patrimonio minerario della Campine. Fra i partecipanti anche Carlos Amorales, Claire Fontaine, Igor Grubić e Nicolas Kozakis con Raoul Vaneigem.
2018 biennale a cura di 12ª Biennale di Shanghai. Proregress — Art in an Age of Historical Ambivalence, Power Station of Art, Shanghai (Cina) (Alfredo Jaar, Amalia Pica, Nalini Malani). 10 novembre 2018 – 10 marzo 2019, con i co-curatori María Belén Sáez de Ibarra, Yukie Kamiya e Wang Weiwei e l'allestimento di Frida Escobedo. Oltre sessanta partecipanti, fra cui Andrea Fraser, Forensic Architecture, Lu Yang, Michael Rakowitz, Ryoji Ikeda e Yang Fudong, con progetti diffusi in città.
2025 mostra curata, con Alejandra Labastida, da Kader Attia. Un descenso al Paraíso, Museo Amparo, Puebla (Messico) (Kader Attia). 23 agosto 2025 – 4 gennaio 2026. Ricognizione sul lavoro recente dell'artista franco-algerino attorno alla riparazione come operazione insieme materiale, sociale ed estetica.