Boccioni non rappresenta un corpo in movimento: fonde il corpo e l'aria che lo circonda in un unico blocco di materia, come se il movimento stesso avesse una forma solida e visibile. Applica lo stesso principio alla pittura, scomponendo i piani di colore per restituire la simultaneità di sensazioni diverse nello stesso istante, e alla scultura, dove la figura si allarga e si deforma fino a includere lo spazio che attraversa. È il tentativo più radicale del Futurismo di fondere l'oggetto con il proprio contesto dinamico.
Nasce a Reggio Calabria nel 1882 e cresce fra Romagna, Padova e Catania. Trasferitosi a Roma, frequenta dal 1898 la Scuola Libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti di Roma e nello studio di Giacomo Balla si avvicina al divisionismo insieme all'amico Gino Severini. Nel 1907 si stabilisce a Milano. Incontra Filippo Tommaso Marinetti nel 1910 e firma l'11 febbraio di quell'anno il Manifesto dei pittori futuristi, insieme a Balla, Carrà, Russolo e Severini; nel 1911 dipinge la trilogia Gli stati d'animo, dopo aver dipinto l'anno precedente La città che sale. Nell'aprile 1912 pubblica il Manifesto tecnico della scultura futurista e nel 1913 realizza in gesso Forme uniche della continuità nello spazio, fusa in bronzo solo nel 1931. Espone con il gruppo futurista a Londra nel 1912 e nel 1914, e a Parigi nel 1912 e nel 1913. Arruolato nel 1916, muore il 17 agosto a Verona, dopo essere stato disarcionato e travolto dal proprio cavallo durante un'esercitazione militare.
Nasce a Reggio Calabria nel 1882; a Roma frequenta dal 1898 la Scuola Libera del Nudo e nello studio di Balla si avvicina al divisionismo insieme a Severini.
Si stabilisce a Milano nel 1907; incontra Marinetti nel 1910 e l'11 febbraio dello stesso anno firma il Manifesto dei pittori futuristi con Balla, Carrà, Russolo e Severini.
Dipinge La città che sale (1910-11) e la trilogia Gli stati d'animo (1911); pubblica il Manifesto tecnico della scultura futurista (1912) e realizza in gesso Forme uniche della continuità nello spazio (1913).
Dipinge Dinamismo di un cavallo in corsa + case (1915); arruolato nel 1916, muore il 17 agosto a Verona dopo essere stato travolto dal proprio cavallo durante un'esercitazione militare.
Grande retrospettiva con cento opere.
Mostra incentrata sulla scultura Materia.
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