Monet, Van Gogh, Kandinsky, Mondrian: nomi che segnano le tappe di uno spostamento epocale. In meno di ottant'anni, fra Ottocento e Novecento, la pittura europea passa dall'osservazione diretta della natura alla dissoluzione della realtà, e la mostra ne ripercorre le trasformazioni. Il percorso, articolato in nove capitoli, parte dalla sensibilità naturalista della Scuola di Barbizon e dalla sua influenza sui Macchiaioli, attraversa l'Impressionismo e la Scuola dell'Aia, e arriva ai Post-Impressionisti, che dagli anni Ottanta mettono in crisi l'idea di un'arte fedele al vero: il colore e la forma conquistano autonomia, lo spazio viene reinterpretato, l'immagine si carica di valore simbolico ed emotivo. In Italia il Divisionismo rielabora queste ricerche in chiave lirica, mentre il tema della vita urbana diventa centrale; poi il Futurismo celebra il movimento e l'energia della città e il Ritorno all'ordine recupera equilibrio e classicità, mentre in Europa molti artisti imboccano la strada dell'astrazione. Fra i protagonisti Courbet, Monet, Pissarro, Renoir, Sisley, Degas, Gauguin, Van Gogh, Signac, Redon, Picasso, Bonnard, Vuillard, Kandinsky e Mondrian, accanto ai maestri italiani Fattori, Signorini, Pellizza da Volpedo, Segantini, Previati, Boldini, Boccioni, Carrà e Sironi. Le opere provengono dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e da altre importanti collezioni. Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d'Este 21, Ferrara — palazzodiamanti.it.
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