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Leonardo Dudreville

Leonardo Dudreville
Italia, 1885-1975
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché esporre per anni nello stesso gruppo del Novecento Italiano, rifiutando sempre di farne ufficialmente parte?

Dudreville espone per un decennio accanto ai pittori del Novecento Italiano, condividendo sale, mostre e perfino l'origine comune nel gruppo dei Sette pittori del '900, ma nel 1926 rifiuta l'invito di Margherita Sarfatti a entrare nel comitato ufficiale del movimento. Chiama la propria pittura «fiamminga», un termine che sceglie per segnare una distanza precisa dalla retorica trionfale del Novecento e per dichiarare un rapporto più oggettivo, quasi analitico, con la natura e gli oggetti dipinti.

Nasce a Venezia nel 1885 e nel 1902 abbandona gli studi classici voluti dal padre, superando l'esame d'ammissione all'Accademia di Brera a Milano, che però non riesce a frequentare per il sovraffollamento dei corsi. Vicino al divisionismo di Segantini, fra il 1906 e il 1907 soggiorna a Parigi con Anselmo Bucci, poi dipinge Mattino sull'Appennino (1908), acquistato dal mercante Alberto Grubicy. Nel 1910 il suo nome doveva comparire nel Manifesto dei pittori futuristi, ma Boccioni si oppone; Dudreville sviluppa comunque un proprio linguaggio astratto nella Trilogia campestre (1912) e nello stesso anno avvia il gruppo Nuove Tendenze, che espone per la prima volta nel 1914 alla Famiglia artistica di Milano con opere come i pannelli Quattro stagioni. Il gruppo si scioglie presto. Rimasto cieco da un occhio, evita il fronte nella guerra e torna a una pittura realista con Il caduto (1919). Nel 1922 è tra i fondatori dei Sette pittori del '900, con cui espone alla Biennale di Venezia del 1924 il polittico Amore: discorso primo (1923). Nel 1942 si trasferisce a Ghiffa, sul lago Maggiore, dove vive fino alla morte, nel 1975, dedicandosi anche a musica e memorie.

Astrazione pionieristicaTra i primi in Italia a dipingere forme pure, nella Trilogia campestre del 1912.
Nuove TendenzeNel 1912 raccoglie pittori, critici e architetti in un gruppo che anticipa linguaggi futuristi e razionalisti.
Ritorno al realeDal 1915 abbandona l'astrazione per una pittura oggettiva, a partire da Il caduto (1919).
Pittura fiammingaDefinisce così il proprio stile per marcare una distanza dal trionfalismo del Novecento Italiano.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Metà anni 1910 · la Trilogia campestre e la fondazione del gruppo Nuove Tendenze (1912-1914)
Temi
DivisionismoAstrazioneNuove TendenzeRitorno all'ordinePittura fiamminga
Linguaggi & media
PitturaDisegno
Art Figures
Umberto Boccioni · Si oppone all'inclusione del suo nome nel Manifesto dei pittori futuristi del 1910.Achille Funi · Compagno nel gruppo Nuove Tendenze e poi fra i Sette pittori del '900.Margherita Sarfatti · Nel 1926 lo invita a entrare nel comitato del Novecento Italiano; Dudreville rifiuta.
Art Spaces
Galleria Pesaro, MilanoFamiglia Artistica Milanese, Milano
Collezioni
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, RomaCivico Museo d'Arte Contemporanea, MilanoMuseo civico di belle arti, Lugano

Cronologia della ricerca

1885–1909Formazione e divisionismo

Nasce a Venezia, si avvicina al divisionismo di Segantini, soggiorna a Parigi nel 1906-1907 e dipinge Mattino sull'Appennino (1908), acquistato da Alberto Grubicy.

1910–1915Astrazione e Nuove Tendenze

Escluso dal manifesto futurista per volere di Boccioni, sviluppa la Trilogia campestre (1912) e fonda il gruppo Nuove Tendenze, che espone nel 1914 alla Famiglia Artistica Milanese con i pannelli Quattro stagioni.

1915–1924Ritorno al reale e Sette pittori del '900

Rimasto cieco da un occhio, evita il fronte e dipinge Il caduto (1919); nel 1922 è fra i fondatori dei Sette pittori del '900, con cui espone alla Biennale di Venezia del 1924 il polittico Amore: discorso primo (1923).

1926–1975Pittura fiamminga e ritiro a Ghiffa

Rifiuta l'invito di Sarfatti al comitato del Novecento Italiano, continua a esporre alle Biennali fino al 1942 e dallo stesso anno vive a Ghiffa, sul lago Maggiore, fino alla morte, nel 1975.

Passaggi istituzionali

1922–1942Biennale di Venezia

Partecipa a più edizioni, fra cui quella del 1924 con il polittico Amore: discorso primo.

FONTI VERIFICATEhttps://www.treccani.it/enciclopedia/leonardo-dudreville_(Dizionario-Biografico)/ [enciclopedia, Dizionario Biografico degli Italiani - Treccani]: biografia completa, formazione, Nuove Tendenze, Sette pittori del '900, rifiuto del Novecento Italiano, morte (accesso 2026-10-27). Nota redazionale interna: l'ammissione all'Accademia di Brera (1902) non risulta seguita da una frequenza regolare dei corsi per sovraffollamento, quindi non è riportata come Formazione nella scheda.

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