Perché trasformare la guerra in un diario per immagini e poi tornare a una pittura ordinata?
Anselmo Bucci passa dalle avanguardie parigine a un disegno classico e ordinato, diventando negli anni venti una delle voci fondatrici del Novecento Italiano. Nel 1926 espone alla Galleria Pesaro di Milano con «Sette pittori del Novecento Italiano», la mostra che lancia il movimento di ritorno all'ordine nell'Italia del dopoguerra. Prima, però, ha vissuto la Grande Guerra da soldato: tra il 1917 e il 1918 trasforma il fronte in un diario per immagini, fatto di impressioni rapide e tumultuose più che di propaganda.
Nasce a Fossombrone il 25 maggio 1887. Si forma all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano tra il 1904 e il 1905, poi nel 1906 si trasferisce a Parigi insieme al pittore Leonardo Dudreville ed esordisce l'anno dopo al Salon des Arts Décoratifs. Dal 1910 espone al Salon des Indépendants. Nel 1915 si arruola nel Battaglione Volontari Ciclisti insieme a pittori futuristi come Umberto Boccioni, e in licenza dal fronte tiene la sua prima personale alla Famiglia Artistica di Milano. Tra il 1917 e il 1918, da soldato in zona di guerra nel Veneto, realizza una serie di opere che lui stesso definisce un fascio di impressioni immature, candide e tumultuose. Partecipa alla XII Biennale di Venezia nel 1920 e nel 1924 un suo lavoro viene acquistato per la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro. Nel 1922 aderisce al movimento del Novecento Italiano promosso dalla critica Margherita Sarfatti, e nel 1926 è tra i fondatori della mostra «Sette pittori del Novecento Italiano» alla Galleria Pesaro di Milano. Divide poi gli anni trenta tra Milano e Parigi, allontanandosi dal rigore neoclassico, e nel 1938 dipinge l'affresco monumentale «La civiltà italiana pone fine alla schiavitù» per il Palazzo di Giustizia di Milano. Muore a Monza il 19 novembre 1955.
Il ritorno all'ordineDopo le avanguardie, torna a un disegno classico e a una costruzione solida della figura, in linea con il Novecento Italiano.
Il diario per immaginiUsa il disegno rapido e il taccuino come racconto autobiografico, soprattutto negli anni di guerra.
Tra fronte e salottoAlterna la vita militare nel Battaglione Ciclisti all'attività di animatore di gruppi artistici tra Milano e Parigi.
La grande decorazione pubblicaNella maturità affronta l'affresco monumentale per edifici istituzionali.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 1920 · l'adesione al Novecento Italiano nel 1922 e la mostra fondativa Sette pittori del Novecento Italiano (1926)
Formazione
1904-1905 · Accademia di Belle Arti di Brera, MilanoMilano, IT 🇮🇹
Leonardo Dudreville · Pittore, lo accompagna a Parigi nel 1906 ed è tra i fondatori del Novecento Italiano.Umberto Boccioni · Pittore futurista, combatte con lui nel Battaglione Volontari Ciclisti nel 1915.Margherita Sarfatti · Critica, promuove il movimento del Novecento Italiano a cui Bucci aderisce nel 1922.
Art Spaces
Galleria Pesaro, MilanoFamiglia Artistica, Milano
Collezioni
Galleria Internazionale d'Arte Moderna, Ca' Pesaro, Venezia
Cronologia della ricerca
1904–1907Formazione e primo Salon
Studia a Brera, si trasferisce a Parigi nel 1906 con Leonardo Dudreville ed esordisce al Salon des Arts Décoratifs nel 1907.
1910–1915Salon des Indépendants e fronte di guerra
Espone a Parigi, poi nel 1915 si arruola nel Battaglione Volontari Ciclisti con Boccioni e tiene la prima personale a Milano.
1917–1924Diario veneto e Biennale
Trasforma il fronte in un diario per immagini, partecipa alla Biennale di Venezia nel 1920 e vede un'opera entrare a Ca' Pesaro nel 1924.
1922–1938Novecento Italiano e grande decorazione
Aderisce al Novecento Italiano, è tra i fondatori della mostra Sette pittori del Novecento Italiano (1926) e dipinge l'affresco del Palazzo di Giustizia (1938).
Passaggi istituzionali
1915Famiglia Artistica, Milano
Prima mostra personale, in licenza dal fronte.
1920XII Biennale di Venezia
Partecipa con una collettiva.
1926Galleria Pesaro, Milano
Sette pittori del Novecento Italiano, mostra fondativa del gruppo.
1938Palazzo di Giustizia, Milano
Affresco monumentale La civiltà italiana pone fine alla schiavitù.
FONTI VERIFICATEhttps://vive.cultura.gov.it/en/central-museum-risorgimento/what-see/sky-over-saint-marks-anselmo-bucci [museo, Ministero della Cultura]: date 1887-1955, formazione iniziale a Brera, trasferimento a Parigi, arruolamento nel Battaglione Ciclisti con Boccioni, periodo veneziano 1917-1918 come diario per immagini (accesso 2026-10-27) · https://en.wikipedia.org/wiki/Anselmo_Bucci [enciclopedia, verificata]: nascita a Fossombrone il 25 maggio 1887, morte a Monza il 19 novembre 1955, Accademia di Brera 1904-1905, trasferimento a Parigi nel 1906 con Leonardo Dudreville, Salon des Arts Décoratifs 1907, Salon des Indépendants dal 1910, XII Biennale di Venezia 1920, acquisizione di un'opera per Ca' Pesaro nel 1924, adesione al Novecento Italiano nel 1922, mostra Sette pittori del Novecento Italiano alla Galleria Pesaro nel 1926, affresco del Palazzo di Giustizia di Milano nel 1938 (accesso 2026-10-27). Nota redazionale interna: la fonte museale e Wikipedia riportano l'anno del trasferimento a Parigi con una lieve discrepanza (1907 contro 1906): si è seguita la cronologia più dettagliata di Wikipedia (1906, con Dudreville), compatibile con l'esordio al Salon des Arts Décoratifs l'anno successivo riportato da entrambe le fonti. La mostra Sette pittori del Novecento Italiano, talvolta datata genericamente ai primi anni venti in fonti secondarie, è qui correttamente datata al 1926 come da Wikipedia. Non risulta alcun premio o riconoscimento istituzionale con fonte solida: la sezione Premi e riconoscimenti è stata omessa.