Calder costruisce sculture che restano in equilibrio su un solo punto di sospensione, trovato non con un calcolo ma per tentativi: parte dalle forme più piccole alle estremità e bilancia progressivamente verso il centro, correggendo a occhio finché l'insieme non ruota libero nell'aria. L'anomalia è che un ingegnere meccanico laureato rinunci agli strumenti della sua formazione per fidarsi delle mani e della vista. Il risultato è una scultura che non ha una forma fissa: cambia ogni volta che l'aria la muove, restando comunque in equilibrio.
Nasce nel 1898 a Lawnton, in Pennsylvania, e si laurea in ingegneria meccanica allo Stevens Institute of Technology nel 1919. Tra il 1923 e il 1925 studia pittura e disegno all'Art Students League di New York con John Sloan e Boardman Robinson. Nel 1926 si trasferisce a Parigi, dove crea il Cirque Calder, un circo in miniatura di fili e materiali di scarto che anima lui stesso davanti al pubblico, e comincia a piegare il filo metallico in ritratti tridimensionali come quello di Josephine Baker. Nel 1930 visita lo studio di Piet Mondrian e volge verso l'astrazione pura; l'anno dopo, alla Galerie Percier di Parigi, presenta le prime sculture mobili, che Marcel Duchamp battezza mobiles, mentre Jean Arp chiama stabiles le forme ferme. Rientrato negli Stati Uniti, nel 1943 ha una retrospettiva al MoMA e nel 1952 riceve il Gran Premio alla Biennale di Venezia. Dagli anni Sessanta realizza grandi stabili pubblici in lamiera imbullonata, da Teodelapio a Spoleto nel 1962 a La Grande Vitesse a Grand Rapids nel 1969, fino a Flamingo a Chicago nel 1973. Muore nel 1976 a New York, poche settimane dopo l'apertura della retrospettiva Calder's Universe al Whitney Museum.
Nasce a Lawnton, in Pennsylvania, e si laurea in ingegneria meccanica allo Stevens Institute of Technology nel 1919.
Studia pittura e disegno a New York con John Sloan e Boardman Robinson; nel 1926 si trasferisce a Parigi e crea il Cirque Calder.
La visita allo studio di Mondrian lo porta all'astrazione pura; alla Galerie Percier presenta le prime sculture mobili, che Duchamp chiama mobiles e Arp stabiles.
Ha una retrospettiva al MoMA nel 1943 e riceve il Gran Premio alla Biennale di Venezia nel 1952; realizza gli stabili pubblici Teodelapio a Spoleto (1962), La Grande Vitesse a Grand Rapids (1969) e Flamingo a Chicago (1973). Muore nel 1976; il mobile commissionato dalla National Gallery of Art viene installato postumo nel 1977.
Prima retrospettiva museale della sua opera.
Riceve il Gran Premio per la scultura.
Retrospettiva Calder's Universe, inaugurata poche settimane prima della sua morte.
Installazione postuma del grande mobile commissionato nel 1973 per l'atrio dell'East Building.
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