Alessandra Spranzi lavora con la fotografia in senso ampio: immagini proprie e immagini altrui, fotografie di fotografie, collage, ritaglio e manomissione di materiale trovato, video, libri d'artista e, più di recente, la fotoincisione. Al centro del lavoro ci sono oggetti domestici umili o dimenticati, sedie, bicchieri, posate, uova, noci, gesti manuali, materiali poveri, spazi di casa, l'errore e il caso: il punto di partenza è spesso un'epifania inaspettata davanti a cose quotidiane, non un soggetto scelto a tavolino.
Spranzi fa ampio uso di immagini trovate, foto di famiglia anonime, bollettini di piccoli annunci, manuali illustrati, che fotografa, ri-fotografa, ritaglia, segna o cancella; nel progetto Vendesi, dal 2007, riproduce immagini di oggetti in vendita tratte da bollettini di annunci. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila lavora anche su autorappresentazione e travestimento: nel ciclo La donna barbuta, 2000, appare lei stessa come donna con la barba in un paesaggio di campagna; in Et voilà, 2000, inscena ripetutamente l'atto di mangiare come un gioco di prestigio; in Tornando a casa, 1997, lavora su rito, casa e corpo.
La serie Sul tavolo #80, realizzata tra il 2014 e il 2024 in dieci fotografie a stampa unica, e i video Metronomo (non farlo) e Making of Ein Tisch portano questo metodo nella stagione più recente, insieme al progetto Italian Council che nel 2022-2024 produce la prima monografia dell'artista, La dimensione delle cose / The Dimension of Things. Spranzi insegna Fotografia all'Accademia di Belle Arti di Brera, nel Biennio di Specializzazione di Fotografia, dal 2009.
Dopo la Scuola Politecnica di Design di Milano, Spranzi avvia una ricerca fotografica personale; il debutto espositivo riconosciuto dall'artista è la collettiva Vertigo, Galleria Emi Fontana, Milano, 1997, mentre la bio ufficiale della galleria P420 indica un'attività espositiva già dal 1992.
Quando la terra si disfa, 1995-96, poi libro nel 1999, e Tornando a casa, 1997, lavorano su casa e corpo; nel 2000 La donna barbuta e Et voilà spingono l'autorappresentazione verso il travestimento e il gioco di prestigio.
Cose che accadono, 2005, e Vendesi, dal 2007, portano al centro il materiale fotografico trovato, bollettini di annunci, manuali illustrati, foto di famiglia anonime; la ricerca dialoga con altri artisti, Richard Wentworth nel 2012, Pierluigi Fresia nel 2013, fino alla personale Maraviglia alla P420 di Bologna nel 2014 e alla mostra a due con Luca Bertolo da Arcade a Londra.
La mostra a due con Paola De Pietri, 2015, le personali Mani che imbrogliano, P420, 2018-19, e A Clear Case of Gravity, Arcade, 2019, la partecipazione a L'altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2018, e a Io dico io, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 2021, insieme alla mostra a due con Nathalie Du Pasquier, Les jeux de mains, Zuoz, 2021.
Il progetto Italian Council, XIII edizione, 2022-2024, curato da Ilaria Gianni e Lisa Andreani, accompagna la personale Egli rincorre i fatti come un pattinatore principiante, che per di più si esercita dove è vietato, P420, 2023, e produce la prima monografia dell'artista, presentata tra Bologna, Madrid, Parigi e Innsbruck nel 2025, anno in cui apre anche la personale Il quale cerca solamente la sua bellezza, nel modo qui descritto, Casa Morandi, Bologna, nell'ambito di ART CITY Bologna, a cura di Lorenzo Balbi.
Vertigo, collettiva indicata dall'artista come proprio debutto espositivo ufficiale
mostra a due con Richard Wentworth
Pierluigi Fresia / Alessandra Spranzi, 27 marzo - 15 maggio, cur. Elio Grazioli
Autoritratti. Iscrizioni al femminile nell'arte italiana contemporanea, idea di Uliana Zanetti con la direzione del museo
Maraviglia, personale
mostra a due con Luca Bertolo
mostra a due con Paola De Pietri
Mani che imbrogliano, 17 novembre - 19 gennaio, testo di Chiara Camoni
L'altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2015/2018, 8 giugno - 2 settembre, cur. Raffaella Perna
L'enciclopedia delle meraviglie, 23 febbraio - 31 marzo
A Clear Case of Gravity, personale
Io dico io, cur. Cecilia Canziani, Lara Conte, Paola Ugolini
Les jeux de mains, mostra a due con Nathalie Du Pasquier
Ogni giorno, 2 dicembre - 2 novembre, prodotta con la galleria P420
les yeux les oufs, les jeux
Egli rincorre i fatti come un pattinatore principiante, che per di più si esercita dove è vietato, personale
Sul tavolo, 12 ottobre - 14 dicembre
Il quale cerca solamente la sua bellezza, nel modo qui descritto, 18 gennaio - 16 marzo, nell'ambito di ART CITY Bologna, cur. Lorenzo Balbi, con la galleria P420; opera centrale la serie Sul tavolo #80 e i video Metronomo (non farlo) e Making of Ein Tisch
15 Years, collettiva per l'anniversario della galleria, 6 febbraio - 5 aprile
XIII edizione, progetto curato da Ilaria Gianni e Lisa Andreani, presentato da IUNO APS con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura; produce la prima monografia dell'artista, La dimensione delle cose / The Dimension of Things, Viaindustriae Edizioni, 368 pagine, presentata tra febbraio e aprile 2025 ad Arte Fiera Bologna, La Central, Madrid, Le Bal, Parigi, e Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck
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