Nathalie Du Pasquier nasce nel 1957 a Bordeaux, in Francia, figlia di Jacqueline Du Pasquier, curatrice al Musée des Arts Décoratifs della città. Autodidatta, senza formazione artistica accademica, tra il 1975 e il 1977 viaggia in Gabon e nell'Africa occidentale: l'arte e la musica che incontra segnano il pattern e il colore del suo lavoro successivo. Nel 1979 si trasferisce a Milano, dove incontra il designer George Sowden, compagno di vita e di lavoro con cui condivide uno studio dal 1982.
Nel 1981 Ettore Sottsass la invita, insieme a Sowden, come membro fondatrice del gruppo di design Memphis: a 23 anni è la più giovane dei fondatori di un collettivo il cui motto è "form follows fun". Per Memphis disegna tessuti serigrafati, laminati, tappeti prodotti da Elio Palmisano, ceramiche, vassoi, orologi e sedie come Esmeralda, Mercedes e Pilar (1985), realizzate dal falegname Pierluigi Ghianda; con Sowden firma anche 10 Tappeti Moderni (1986).
Dopo la fine di Memphis si dedica soprattutto alla pittura, pur definendosi "visual artist" più che pittrice: dipinge nature morte quasi monocrome, prima di oggetti quotidiani poi di costruzioni di legno fatte da lei stessa, guardando a Giorgio Morandi e Alberto Savinio, e costruisce modellini tridimensionali delle composizioni prima di dipingerle. Nel 2016 la Kunsthalle Wien le dedica Big Objects Not Always Silent, curata da Luca Lo Pinto, che ripercorre oltre cento opere e circa 35 anni di lavoro; lo stesso curatore firma nel 2021 Campo di Marte al MACRO di Roma, sua prima grande personale in un museo italiano. Nel 2024 vince la prima edizione del Prix BNP Paribas Banque Privée, Un regard sur la scène française, assegnato ad Art Paris nella sezione curata da Éric de Chassey.
Viaggia in Gabon e nell'Africa occidentale (1975-1977) e nel 1979 si trasferisce a Milano, dove incontra George Sowden.
Ettore Sottsass la invita a fondare il gruppo di design Memphis nel 1981: disegna tessuti, tappeti, ceramiche e sedie fino alla fine del collettivo.
Si dedica soprattutto alla pittura: nature morte di oggetti e poi di costruzioni di legno, con riferimenti a Morandi e Savinio; pubblica libri come Arranging Things (2003) e Square Paintings (2011).
Big Objects Not Always Silent alla Kunsthalle Wien (2016) e Campo di Marte al MACRO di Roma (2021), entrambe curate da Luca Lo Pinto, portano la sua opera nei grandi musei europei.
Espone tra Villa Savoye, la Kunsthalle Zürich e gli Uffizi, vince nel 2024 la prima edizione del Prix BNP Paribas Banque Privée e prepara nuove personali a Torino e Bruxelles nel 2026.
Viaggio Tranquillo 1988-1993, mostra/pubblicazione personale.
Big Objects Not Always Silent, personale/retrospettiva curata da Luca Lo Pinto, 15 luglio - 13 novembre 2016.
Other Rooms, mostra personale, 26 settembre 2017 - 14 gennaio 2018.
Future, Former, Fugitive, mostra collettiva.
Campo di Marte, personale curata da Luca Lo Pinto, sua prima grande personale in un museo italiano, febbraio - 20 giugno 2021.
Chez Eux, mostra personale.
Zurich Biennial, mostra collettiva.
Arrangements 1993-2023, mostra personale.
Land in Land Out, mostra collettiva.
Volare Guardare Costruire, mostra personale.
Pista 500, mostra personale.
Andiamo, mostra doppia con Pierre Charpin.
Prima edizione del premio, 30.000 euro, assegnato ad Art Paris nella sezione "Fragiles utopies" curata da Éric de Chassey, cerimonia il 2 aprile 2024.
Apri la scheda interattiva di questo artista su ixart.net
ixart.net · la mappa dell'arte contemporanea