Il titolo riprende gli avvisi sonori della metropolitana di New York e di Londra, assunti come punto di partenza per riflettere sul movimento. Habki racconta spostamenti minimi, poche fermate di RER o un tratto di tangenziale, al posto delle grandi traversate. Le sue figure maschili mescolano volti di persone vicine, sconosciuti dei social e iconografia persiana.
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