Ampia personale dedicata a Martine Gutierrez, artista interdisciplinare che lavora con fotografia, video, musica e performance. Attraverso autoritratti e tableaux di impianto cinematografico Gutierrez reimmagina l'identità non solo come materiale ma come metodo: l'identità è una performance, sostiene, e con un po' di pratica si può essere quasi qualsiasi cosa. Alla 58ª Biennale di Venezia aveva attirato l'attenzione internazionale con una serie di autoritratti mutevoli in cui il proprio corpo diventava insieme oggetto di trasformazione e strumento di critica. Wunderkind muove dall'idea dell'infanzia come soglia dell'io e ricostruisce il percorso dell'artista a partire da opere mai esposte prima, risalenti agli anni dell'infanzia. Nata nel 1989 da madre statunitense e padre guatemalteco, Gutierrez giocò fin da piccola con le aspettative legate a nomi e apparenze. In mostra un gran numero di giocattoli — alcuni tramandati per generazioni, altri costruiti dall'artista — funziona da avatar e da innesco di racconti insieme personali e collettivi, mentre in lavori recenti l'artista si sostituisce ai modelli rinascimentali. Nel 2025 ha ricevuto una Guggenheim Fellowship proprio per questo progetto. Huis Marseille, Keizersgracht 401, Amsterdam — huismarseille.nl. Immagine: Martine Gutierrez, Goldfish, 2026. Courtesy dell'artista e Huis Marseille.
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