Prima la mostra dei finalisti del LOEWE FOUNDATION Craft Prize al Palais de Tokyo, poi il ritorno a Roma: Andrés Anza (1991) porta da Galleria Anna Marra la scultura in ceramica che gli è valsa il premio nel 2024, una pratica fatta di superfici costruite a mano una punta alla volta. Il titolo tiene insieme le due parole che contano: <strong><em>Paisaje a la montaña</em></strong> non descrive una montagna, la affianca. Il testo è di Marina Dacci, che legge il lavoro come una risonanza fra il corpo vivo dell'artista e il corpo vivo della montagna. Le forme restano sospese fra organico e minerale, riconoscibili abbastanza da chiedere un nome e abbastanza irregolari da rifiutarlo.
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