Personale di Luigi Mastrangelo costruita intorno a un solo quadro: <strong><em>Io sono Narciso</em></strong>, il grande dipinto del 1984 realizzato per la personale <em class='axn-mostra'>Il Dolce Naufragio</em> allo Studio Cristofori di Bologna. Gianluca Mangano lo usa come chiave per rileggere oltre quarant'anni di lavoro: il riflesso, il doppio, la metamorfosi, il corpo come luogo di trasformazione. Il Narciso di Mastrangelo non è l'allegoria della vanità ma la figura di un'identità instabile, attraversata dal desiderio di oltrepassare se stessa; da qui un repertorio di figure ibride, animali simbolici, adolescenti androgini e paesaggi visionari. La mostra colloca la sua vicenda nella stagione fra anni Ottanta e Novanta che segna il ritorno della pittura, ma fuori dalla citazione postmoderna: il mito resta uno strumento per conoscere il presente.
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