Il titolo viene dal romanzo incompiuto di René Daumal, che racconta la spedizione utopica di otto persone alla ricerca di una montagna inaccessibile. La mostra nasce dal desiderio di esplorare le affinità fra la produzione pittorica del cineasta ferrarese e il lavoro del fotografo reggiano: da una parte le «Montagne incantate», che Antonioni sviluppa fra anni Settanta e Ottanta ingrandendo fotograficamente opere su carta di piccolo formato, dall'altra le fotografie giovanili che Ghirri realizza nei suoi viaggi dello stesso decennio. Due sguardi che interrogano il paesaggio, esplorano il vuoto e l'attesa e costruiscono immagini che sembrano trattenere il tempo: l'ambiente non è mai sfondo ma luogo simbolico, territorio sospeso, spazio dell'enigma. Scrive il curatore che si tratta di un catalogo di analogie, approssimazioni e gesti comuni, sereni e impercettibili, di cui la mostra rivela soltanto la punta di un iceberg, o la cima di una montagna. Già presentata a La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona, è organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dal Comune di Ferrara con la Fondazione Luigi Ghirri. Spazio Antonioni, corso Porta Mare 5, Ferrara.
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