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Tomie Ohtake

Tomie Ohtake
Kyoto, Giappone, 1913 – São Paulo, 2015
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Quanto può cambiare una forma restando ancora la stessa?

Tomie Ohtake sviluppa per oltre sessant’anni una ricerca astratta fondata sulla trasformazione continua di colore, forma, gesto e spazio. Dopo un avvio figurativo, già nei primi anni Cinquanta le figure lasciano progressivamente posto a campi cromatici e strutture astratte; negli anni successivi la pittura attraversa fasi gestuali, geometriche e ottiche senza stabilizzarsi in un linguaggio definitivo. Si trasferisce in Brasile nel 1936.

Dalla fine degli anni Sessanta la ricerca si amplia alla serigrafia e alla litografia; dagli anni Ottanta entra con crescente decisione nella scultura e nell’opera pubblica. Resta però una continuità profonda: forme curve, cerchi, linee, campi di colore e gesti pittorici vengono ripresi e trasformati per decenni, fino alle tele quasi monocromatiche e alle grandi sculture degli ultimi anni. Ridurla ad «astrazione informale» o ad «astrazione geometrica» sarebbe un errore: le attraversa entrambe, ma la sua carriera è più mobile di qualunque etichetta.

COLORERelazione e intensità
GESTOMovimento della materia
FORMAVariazione continua
SPAZIODal quadro all’ambiente
RITMORipetizione e trasformazione

Contesto della ricerca

Quando emerge
1952–1957 · l’astrazione si definisce con la mostra al MAM
Formazione
Autodidatta1952 ·Keiya Sugano — l’incoraggiamento iniziale1953 ·Grupo Seibi — il contesto d’ingresso
Temi
Astrazione del dopoguerraArte nippo-brasilianaGrupo SeibiPittura astrattaScultura pubblica
Genealogie critiche
Astrazione informale ·lettura criticaAstrazione geometrica ·fase tarda
Artisti correlati
Art Figures
Paulo Herkenhoff ·curatore di Trama Espiritual, 2003, e Gesto e Razão Geométrica, 2013Agnaldo Farias ·curatore di Correspondências e Influxo das Formas, 2013, Litogravuras, 2014, 100–101, 2015Paulo Miyada ·stesso ciclo curatoriale e riletture successiveMiguel Chaia ·testo del 1982 conservato dalla Bienal de São Paulo, e letture successive
Art Spaces
Galeria Nara Roesler, São Paulo ·Rappresentanza
Corrispondenze curatoriali
Linguaggi & media
Olio su telaSerigrafiaLitografiaScultura in tubolareOpera pubblicaGravura
Opere pubbliche
1988 ·Avenida 23 de Maio — São Paulo2004 ·Auditório Ibirapuera — São Paulo2008 ·Aeroporto Internacional de Guarulhos2013 ·Barra Funda — São Paulo
Collezioni
MASP, São Paulo —Composição em amarelo, 1966, olio su tela, acquisita per donazione nello stesso 1966, inventario MASP.00582MAC USP, São Paulo —quattro opere registrate nel database ufficiale del museo

Cronologia della ricerca

1952–1963Dalla figura all’astrazione

Le prime opere abbandonano progressivamente la figurazione: forme e campi cromatici si organizzano inizialmente quasi su strutture.

1964–1972Colore, collage e grafica

Fra il 1964 e il 1965 utilizza studi a collage come matrici per dipinti differenti.

1973–1989Sintesi, gesto e riconoscimento

Il linguaggio pittorico diventa progressivamente più sintetico.

1990–2001Pittura gestuale e scultura nello spazio

Negli anni Novanta la pennellata torna a occupare tutto il campo pittorico.

2001–2015Espansione e ultime trasformazioni

Con l’apertura dell’Instituto Tomie Ohtake nel 2001 la sua opera entra in una fase di continua rilettura critica.

Passaggi fondamentali

1957MAM — São Paulo
1967IX Bienal de São Paulo — Prêmio Itamaraty
1968Pan American Union — Washington, D.C.
1972Biennale di Venezia — Graffica d’Oggi
1983Retrospettiva — MASP, São Paulo
199623ª Bienal de São Paulo — Sala Especial

Mostre monografiche dell’Instituto e riconoscimento postumo

2003Trama Espiritual da Arte Brasileira
2013Gesto e Razão Geométrica
2013Correspondências
202460ª Biennale di Venezia — Foreigners Everywhere

Nuclei dell’opera

1950–60Pitture astratte gestuali

Campi cromatici, materia e forme morbide.

anni ’60Collage e variazioni

Il collage viene usato come studio per generare più dipinti con la stessa struttura e differenti relazioni cromatiche.

1969–’70Serigrafie e litografie

Campo autonomo di sperimentazione su superficie, texture e gradiente.

anni ’70Forme geometriche e ottiche

La Biennale di Venezia identifica il 1978 come momento emblematico del passaggio verso composizioni hard-edged e grafiche.

dal 1990Pitture gestuali

La pennellata torna progressivamente protagonista dell’intero campo pittorico.

2014–15Monocromi

Tele bianche, rosse, blu e gialle in cui forma, materia e rilievo sono ridotti a minime variazioni. Sono le ultime opere.

FONTI VERIFICATEFonte primaria: Instituto Tomie Ohtake (biografia, cronologia, mostre monografiche, opere pubbliche, elenco dei premi). Istituzioni: Bienal de São Paulo (archivio, incluso il testo di Miguel Chaia del 1982), MASP (scheda d’opera MASP.00582 e documentazione sul Grupo Seibi), MAC USP (database di collezione), La Biennale di Venezia (edizioni 1972 e 2024), Pan American Union. Precisazioni: sull’anno di nascita le fonti divergono — il sito ufficiale indica il 21 novembre 1913, la Biennale di Venezia 2024 indica 1912 — e prevale la fonte primaria dell’artista. La partecipazione veneziana del 1972 riguarda la mostra Graffica d’Oggi con tre litografie, non il Padiglione Brasile. L’inclusione nella 60ª Biennale di Venezia è postuma.

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