In "Skin Crime" (1997) Fleury fa riverniciare automobili di lusso reali con le tonalità esatte di smalti e cosmetici di marca, trasferendo sulla carrozzeria, oggetto storicamente maschile, un codice di superficie associato al corpo femminile. Lo stesso anno "She-Devils on Wheels Headquarters" (Migros Museum, Zurigo) allestisce un intero garage come sede di un fan club immaginario di sole donne appassionate di auto customizzate: il motore riverniciato e il trucco condividono lo stesso vocabolario di colore e lucentezza, e la stessa logica di seduzione.
Fleury non arriva a questo gesto per caso. Si forma fuori dall'accademia, dentro la scena ginevrina di John Armleder e del gruppo Ecart, in dialogo con il Neo-Geo americano di Jeff Koons e James Rosenquist: artisti che, come lei, trattano l'oggetto di consumo come materiale scultoreo senza nasconderne la provenienza commerciale. La consacrazione arriva alla 45ma Biennale di Venezia (1993), dove tre modelle indossano per le calli della città riproduzioni dell'abito "Mondrian" di Yves Saint Laurent, nella sezione curata da Benjamin Weil: la moda, readymade indossabile, diventa performance itinerante e l'opera esiste solo nel tempo in cui viene vista camminare.
La stessa logica regge "Shopping Bags"/"C'est la vie!" (dal 1990, oltre cinquanta varianti): borse di marca con gli acquisti ancora dentro, posate a terra come un readymade. L'oggetto di consumo non viene trasformato, ma spostato di contesto e lasciato intatto: è scultura perché l'artista lo dichiara tale, non perché lo modifica. Fleury chiama questo gesto "customizzazione", distinguendolo esplicitamente dall'appropriazione: non cita un'opera altrui, riveste un oggetto di marca con lo status dell'arte. La stessa operazione, su scala monumentale e in chiave fantascientifica pop, regge "First Spaceship on Venus" (1996-99): forme scultoree gigantesche e lucide, dove la superficie laccata della carrozzeria e quella del rossetto si confondono in un unico corpo brillante.
Il readymade automobilistico non è un episodio isolato degli anni novanta: nel 2020, alla galleria Ropac di Parigi, Fleury espone un motore Ford Cosworth cromato come fosse un gioiello industriale, e la bottiglia di Evian colata in bronzo cromato (1998) applica la stessa logica all'oggetto di consumo quotidiano. Trent'anni dopo "Skin Crime", il gesto cosmetico applicato alla meccanica resta il nucleo stabile del suo lavoro.
La differenza con l'appropriazione, strategia dominante nell'arte americana degli anni ottanta, è il punto su cui l'artista stessa insiste: un'appropriazione dichiara una fonte artistica e la rilegge, mentre la sua customizzazione dichiara una fonte commerciale, un prodotto di marca con il suo prezzo e il suo logo, e la rilegge come arte senza nasconderla. Per questo le sue sculture restano leggibili come merce anche dentro la galleria: la borsa resta una borsa, l'auto resta un'auto, lo smalto resta uno smalto. Il trasferimento di status non cancella l'oggetto di partenza, lo raddoppia.
I due registri di genere restano sempre leggibili insieme, mai separati: tacchi, rossetti e shopping bag occupano lo stesso spazio concettuale di motori e carrozzerie, e nessuno dei due codici, femminile o maschile, viene trattato come superiore o ironico rispetto all'altro. L'auto customizzata con lo smalto da donna non deride né il motore né il trucco: li mette semplicemente alla stessa altezza, come due forme equivalenti dello stesso desiderio di superficie.
Esordio nella scena ginevrina accanto a John Armleder, di cui diventa assistente trasferendosi a Villa Magica (Galerie Rivolta, Lausanne, 1990, con Armleder e Olivier Mosset); "No Man's Time" alla Villa Arson di Nizza (1991, invito del curatore Eric Troncy); consacrazione internazionale con l'abito Mondrian/YSL indossato da tre modelle alla 45ma Biennale di Venezia (1993)
prima personale al MAMCO di Ginevra (1996); "Skin Crime" e "She-Devils on Wheels Headquarters" (1997); "Hot Heels" (1998-99); la bottiglia Evian in bronzo cromato (1998); "49000" allo ZKM di Karlsruhe (2001)
retrospettiva "Paillettes et Dépendances" al MAMCO (2008-09); confronto critico con Warhol, Koons e Longo all'Albertina di Vienna (2010); "Eternity Now" al Bass Museum di Miami (2015); Prix de la Société des Arts de Genève (2015)
Grand Prix suisse d'art/Prix Meret Oppenheim (2018); motore Ford Cosworth cromato, Ropac Parigi (2020); "Turn Me On", Pinacoteca Agnelli, Torino (2022-23); "Shoplifters from Venus", Kunst Museum Winterthur (2023); "Pop Forever", Fondation Louis Vuitton, Parigi (2024-25)
"No Man's Time", collettiva su invito del curatore Eric Troncy
Tre modelle indossano per le calli della città l'abito Mondrian/Yves Saint Laurent, sezione curata da Benjamin Weil
Prima personale nel museo che resta il suo punto di riferimento istituzionale a Ginevra
"She-Devils on Wheels Headquarters": un garage allestito come sede di un fan club immaginario
"49000"
Retrospettiva "Paillettes et Dépendances"
"Cars, Warhol, Fleury, Longo, Szarek", confronto sul tema dell'automobile
Personale "Eternity Now"
"Turn Me On"
Collettiva "Pop Forever"
Riconoscimento della città che ha visto il suo debutto nel 1990 e che resta la sua base di vita e di lavoro
Noto anche come Prix Meret Oppenheim, il più alto riconoscimento ufficiale della Confederazione Svizzera per le arti visive, dotato di 40.000 CHF; nella stessa edizione va anche a Thomas Hirschhorn e all'architetto Luigi Snozzi
Sito delle gallerie Thaddaeus Ropac e Sprüth Magers, archivio del MAMCO di Ginevra, comunicato ufficiale del Canton Ginevra (ge.ch) sull'assegnazione del Grand Prix suisse d'art 2018, Mirabaud Contemporary Art, Wikipedia (per i dati biografici incrociati con le fonti istituzionali sopra elencate).
Una fonte di galleria indica il 1991 come anno della prima mostra personale a Lausanne; la maggioranza delle fonti, incluso il MAMCO, la data invece 1990, qui adottata come versione meglio documentata. Il giorno esatto di nascita, oltre all'anno 1961, non è verificato da fonti primarie. Un'onorificenza francese attribuita all'artista nel 2020 compare solo in un infobox enciclopedico, senza riscontro in comunicati ufficiali o fonti di galleria: per questo non viene riportata in questa scheda.
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